Rosa canina, un concentrato di vitamina C
Erbe e fitoterapia

Rosa canina, un concentrato di vitamina C

La rosa canina è un vitaminizzante e un anti infiammatorio naturale, le sue bacche sono un toccasana per il nostro sistema immunitario

La rosa canina è un arbusto spinoso, appartenente alla famiglia delle Rosaceae, che cresce spontaneo in tutta Italia ed Europa. Nelle campagne, in collina e in montagna, anche fino a 1500-1900 metri di altitudine, ai margini dei boschi, lungo strade sterrate, all’interno di campi incolti, purché in terreno argilloso e ambiente soleggiato. Detta anche “rosa spina” o “rosa selvatica”, il suo nome botanico è Rosa lutetiana. La pianta della rosa canina può arrivare fino a 3 metri di altezza, presenta ramoscelli legnosi cosparsi da piccole spine rosse. I fiori sono molto semplici e hanno cinque petali, di colore rosa pallino su base bianca, poco profumati, che fioriscono a maggio-giugno. Le bacche di rosa canina, sono ovoidali e di colore rosso-arancio acceso, sono il falso frutto della pianta (cinorrodi), il vero frutto (acheni) sono i semini gialli ricoperti di fitta e sottile peluria in esso contenuti. Le bacche vengono raccolte in autunno-inverno, quando maturano. Usate a scopo alimentare per preparare marmellate e salse dal sapore dolce e aspro allo stesso tempo. In erboristeria, la rosa canina è utilizzata per preparare tisane, sciroppi e altri preparati.

Un po’ di storia

Già conosciuta al tempo degli Antichi Romani, la rosa canina deve il suo nome a Plinio il Vecchio che curò, dai sintomi della rabbia, un soldato della legione romana morso da un cane infetto, facendogli bere un decotto ricavato dalle radici di questa pianta. Sempre Plinio il Vecchio, poi, utilizzò la rosa canina per altri scopi terapeutici e raccolse in un trattato tutti i suoi utilizzi. In generale, della rosa canina erano già apprezzate le sue proprietà terapeutiche come rinvigorente del sistema immunitario, soprattutto contro infezioni come il raffreddore. Risalgono al Medio Evo, infatti, erbari medici con la descrizione di vari rimedi naturali a base di rosa canina; per lo più tisane e sciroppi per curare le affezioni delle vie respiratorie, ma anche marmellate e salse utilizzate per preparare dolci tipici di quel periodo storico. Durante la Seconda Guerra mondiale, in Inghilterra, la rosa canina venne utilizzata massivamente, per la preparazione di uno sciroppo da somministrare ai bambini come integratore di vitamina C, al posto delle arance. Ai giorni nostri, si fa largo uso di tisane e infusi a base di rosa canina.

Contenuto in minerali e vitamine

La rosa canina è ricchissima di vitamina C, tanto che 100 grammi di queste bacche hanno lo stesso contenuto di vitamina C che può avere un chilo di arance. Altre vitamine in essa contenute sono le vitamine A, E, K e alcune del gruppo B. Contiene inoltre, acido folico, flavonoidi, tannini, carotenoidi (tra cui licopene e beta-carotene) e acidi grassi (tra cui acido oleico, palmitico, oleanolico, stearico e linoleico). La rosa canina è ricca anche come contenuto di sali minerali, in particolare ferro, zinco, rame, calcio, manganese, boro, sodio, fosforo, potassio e magnesio. Le bacche di rosa canina sono ricche di acqua (75%) e fibre (24%), proteine (7,2%), pectina (5,1%).

Proprietà e benefici della rosa canina

Vitamina C e flavonoidi contenuti nella rosa canina, interagiscono sinergicamente, migliorando l’assorbimento di questa importante vitamina. Per questo, la rosa canina vanta proprietà antinfiammatorie, soprattutto in caso di problematiche a livello del sistema respiratorio, come tosse e raffreddore, ma anche faringiti e tonsilliti. Aiuta anche in presenza di asma e contro forme allergiche, sia in modo preventivo sia curativo. La rosa canina agisce come disinfiammante delle mucose nasali e delle prime vie aeree, come pure degli occhi, in caso di congiuntivite. La rosa canina, poi, agisce sul buon funzionamento del sistema immunitario, rafforzandolo e stimolandolo, sia nel prevenire eventuali malanni stagionali sia in fase di guarigione nel ristabilire la salute evitando ricadute. Inoltre, la rosa canina ha un effetto tonico e stimolante, contro lo stress psico-fisico nell’affrontare periodi particolarmente faticosi, risollevando in caso di stanchezza fisica e affaticamento mentale. Oltre a svolgere un’azione depurativa, stimolando la diuresi e grazie all’eliminazione di tossine e acido urico, senza però affaticare i reni. L’azione antinfiammatoria della rosa canina si ritrova anche a livello dell’intestino, in caso di diarrea, grazie alle sue proprietà astringenti e antibiotiche, date alla presenza di tannini. Inoltre, il suo contenuto in pectina regolarizza il transito intestinale, mantenendo l’equilibrio della flora batterica. A livello della circolazione sanguigna, poi, la sinergia tra vitamina C e flavonoidi, favorisce l’assorbimento di minerali come calcio e ferro, oltre che contribuire alla produzione di emoglobina. La rosa canina ha anche proprietà antiossidanti, che agiscono in particolare sul sistema circolatorio, proteggendolo e migliorando la circolazione, e i tessuti, combattendo i radicali liberi e prevenendo l’invecchiamento cellulare. La vitamina C stimola anche la produzione di collagene. La rosa canina, infatti, fa bene anche alla pelle, mantenendola giovane, e si trova nella composizione di vari prodotti di cosmesi a base naturale.

Posologia e controindicazioni

La quantità di rosa canina da assumere varia in base alle diverse esigenze personali e allo stato di salute. La dose giornaliera, se assunta sotto forma di essiccato, è di circa 10 grammi al giorno, da prendere due volte durante i pasti principali. In gravidanza e durante l’allattamento meglio evitare, o comunque non esagerare, con l’assunzione di rosa canina. In caso di sovradosaggio, a causa del suo elevato contenuto in vitamina C, la rosa canina può determinare vari sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale, come nausea e vomito, spasmi e diarrea, ma anche affaticamento e mal di testa. Attenzione che la rosa canina contiene nichel, per cui moderarne l’assunzione se siete allergici a questo metallo. A causa del suo elevato contenuto in vitamina C, inoltre, interagisce con alcuni farmaci. Tra cui gli antiacidi, che nella loro formulazione contengono alluminio, provocandone un maggiore assorbimento con effetto dannoso per l’organismo, e farmaci antidepressivi contenenti litio, rallentandone lo smaltimento e risultando così tossico. I flavonoidi contenuti nella rosa canina, poi, possono interferire con terapie farmacologiche a base di estrogeni. Per una corretta somministrazione, quindi, fare sempre riferimento a un erborista esperto oppure rivolgersi a un medico che conosca la fitoterapia. In commercio si trova principalmente nelle erboristerie, sotto forma di tisane preparate con le bacche essiccate, compresse o capsule di estratto secco, macerato glicerico ricavato dai germogli e tintura madre dalle bacche. La rosa canina di trova anche associata ad altri estratti fitoterapici, come Acerola, Echinacea e Propoli. Solo le bacche fresche, però mantengono inalterato il contenuto nutrizionale, soprattutto quello di vitamina C, che si distrugge con il calore. Quindi, il consiglio è di raccogliere le bacche di rosa canina e cibarsene appena colte, così come sono o anche in un frullato fresco di frutta mista, eliminando i semini e la peluria che altrimenti irriterebbero stomaco e intestino.

L’infuso di rosa canina

Questo rimedio naturale a base di rosa canina, si può preparare comodamente a casa, utilizzando le bacche raccolte con le proprie mani, a inizio inverno meglio se dopo una gelata (che rende morbide le bacche) oppure acquistate secche in erboristeria. Se raccolte, le bacche vanno prima ripulite accuratamente dai semi e dalla peluria contenuti all’interno. Poi vanno seccate al sole, oppure dentro a un forno ventilato (se avete un essiccatore ancora meglio). Dopodiché le bacche secche vanno macinate, in un mortaio o con un macina-caffè. Quindi si può procedere con la preparazione della tisana. Le bacche secche e triturate vanno messe in infusione con acqua calda, ma non bollente, altrimenti si perde in contenuto vitaminico, per almeno 10 minuti. Infine, filtrare e dolcificare a piacere con miele o succo d’agave. Gustare la bevanda calda, per un effetto rilassante, oppure anche fresca, per un effetto rinvigorente.

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