Gastrite nervosa e reflusso: cosa dice la psicosomatica
Psicosomatica

Gastrite nervosa e reflusso: cosa dice la psicosomatica

Ingoiare bocconi amari, chiudersi in se stessi, tenere tutto sotto controllo: ecco gli atteggiamenti che incendiano lo stomaco producendo gastrite nervosa e reflusso

Gastrite nervosa: cos'è, perché arriva, i sintomi

Una lettrice scrive alla redazione di Riza Psicosomatica: “Ho 35 anni, ho la gastrite nervosa e soffro di reflusso; credo di soffrirne fin da piccola, quando mi venne diagnosticata anche l’asma. Il mio stomaco e la mia pancia sono gonfi, borbottano e mi fanno sentire pesante. E poi arriva regolarmente la gastrite nervosa con i suoi dolori. Sono sempre stata molto timida e chiusa e ancora adesso lo sono. Il mio problema, oggi, è il lavoro, che mi costringe ogni giorno al contatto con i clienti, il che comporta sorrisi, scambi di battute che non sono nelle mie corde e devo tollerare anche qualche scortesia. Poi ci sono i colleghi: cerco di evitarli non andando a cene aziendali, feste e occasioni sociali. Lo faccio perché in gruppo mi sento un pesce fuor d’acqua, sarei comunque sola, non mi diverto, parlo poco e quindi preferisco stare a casa. Ho l’impressione di aver raggiunto il limite, di non tollerare più niente e nessuno e che tutto mi dia fastidio. Il problema è che non parlo, mi tengo tutto dentro. Cosa posso fare?”.

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Gastrite nervosa: il mal di stomaco che parla di noi

Questa storia ci offre la possibilità di trattare un processo fisiologico profondamente legato alla qualità di vita: la digestione. Digerire bene significa sentirsi sazi e appagati, e non solo perché una buona digestione fornisce le sostanze di cui corpo e mente hanno bisogno: sentirsi sazi significa anche assaporare il piacere di abbandonarsi, di lasciarsi andare, di godersi la calma e la tranquillità. È il simbolo stesso dell’agio e dell’appagamento. Ecco perché, sul fronte opposto, chi soffre di gastrite (l’infiammazione della mucosa gastrica) e direflusso gastroesofageo(gli acidi contenuti nello stomaco risalgono nell’esofago) avverte un bruciante dolore fisico e digerisce male, compromettendo il piacere legato al cibo e alla convivialità.

Avere difficoltà digestive croniche rende il pasto un momento temuto da affrontare con un’estrema attenzione: cosa, come, quando e anche con chi si mangia, viene valutato in modo minuzioso. La stessa attenzione è dedicata ai sintomi postprandiali, nella vigile attesa di verificare l’insorgenza o meno dei dolori per poter intervenire in modo adeguato e lenirli. Facile intuire come questo possa spalancare le porte anche all’ansia, innescando un circolo vizioso: più ansia uguale più gastrite, più gastrite uguale più ansia.

La cura della gastite nervosa: allentare il controllo risolve il problema

Ecco perché dobbiamo allontanare, o meglio limitare il più possibile, le principali fonti di stress dalla nostra vita, non solo quelle della tavola, ma anche relazionali e professionali, come insegna da sempre lapsicosomatica. La nostra amica, e chi soffre come lei, dovrebbe iniziare a eliminare le etichette che si è messa addosso: “chiusa, timida, introversa, intollerante alle relazioni”.

Sono queste che la condizionano.Smettere di controllare cosa fanno gli altri, non rimuginare sul passato, provare a rilassarsi, a cedere, a trovare ciò che le dà piacere e ad accogliere la vita per come è: questo è ciò che "chiede" la gastrite. Un atteggiamento che giorno dopo giorno l’aiuterà a dire ciò che pensa, evitando di ingoiarlo o tenerlo dentro di sé, insieme al cibo e all’aria che le gonfiano, inevitabilmente, stomaco e pancia.

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L’attività fisica sblocca lo stress e i pensieri ossessivi

Gastrite e reflusso nascono dall’eccesso di tensione e di stress. Per allentare questo stato che chiude letteralmente la bocca dello stomaco, svolgere regolare attività fisica aiuta. Camminare a ritmo regolare, correre, fare ginnastica, andare in bici o anche ballare sono tutte discipline che portano in primo piano il corpo e i muscoli allentando la morsa dei pensieri: ecco il primo passo da compiere per liberarsi dell’accumulo e trattenere solo ciò che è davvero essenziale per la propria vita.

Le emozioni che creano reflusso e gastrite nervosa

Rabbia e ansia sono le due emozioni che connotano i disturbi come gastrite nervosa e reflusso. I sintomi parlano di bruciori e infiammazioni e cosa brucia e infiamma più della frustrazione e di un’aggressività non espressa? E quando siamo in ansia e il respiro si fa frenetico, quanta aria in eccesso incameriamo per far fronte agli eventi e contrastare la sensazione di fine imminente? E quella stessa aria, va a finire proprio nella pancia. Ecco perché ogni volta che non diamo spazio “fuori di noi” a queste due emozioni, inevitabilmente saranno loro a farsi spazio dentro di noi, nello stomaco, in attesa di essere digerite, assimilate ed espulse; proprio come il cibo che non va giù e cerca in ogni modo di tornare su.

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