Litigano sempre? Fai così
Vita in famiglia

Litigano sempre? Fai così

I fratelli litigano, che siano dello stesso sesso o no, che ci sia poca o tanta differenza di età: ecco una piccola guida per limitare i danni dei litigi

In tutte le case del mondo i fratelli litigano: sentirli discutere animatamente (e dover intervenire per dividerli) è quindi "destino comune" di ogni genitore; inutile illudersi che esista una strada per evitarlo. Non solo: i litigi cominciano presto per proseguire fino alla tarda adolescenza e anche oltre. A cambiare sono le "situazioni d'innesco", che dipendono ovviamente dall'età: la posta in gioco può essere il possesso di un giocattolo o il primo giro sul trenino del parco per i bambini più piccoli, l'uso del computer, del bagno o dei vestiti per i più grandi. I genitori si trovano loro malgrado nel mezzo di questo conflitto e inevitabilmente si sentono in dovere di cercare una soluzione: quando non ci riescono possono perdere la pazienza mettendosi a guerreggiare a loro volta (tipici i litigi fra genitori causati... da quelli fra i loro bambini!) o possono cadere vittima del senso di colpa: non riesco a farli smettere di litigare, quindi non sono un buon genitore.

A cosa servono i litigi

Cosa devono fare padri e madri per gestire al meglio i litigi fra i bambini? La prima cosa è accettarli. È normale che il rapporto fra fratelli sia caratterizzato da elementi di forte ambiguità: egoismo e generosità, dolcezza e rabbia. I bambini si sentono come se fossero in gara all'interno del medesimo ambiente e qualsiasi situazione può trasformarsi in una lotta, oppure anche un'occasione in cui mettere in campo sentimenti diversi per far valere le proprie ragioni ma anche ascoltare quelle degli altri, misurare la propria forza e quella altrui, confrontarsi con la frustrazione dei limiti. Tutte le emozioni sono funzionali nella vita e non vanno negate. In questo senso i litigi sono una palestra per diventare grandi. A maggior ragione, da parere di un genitore, se si desidera davvero risolvere un conflitto arrabbiarsi non serve: ecco cosa fare.

Le regole d'oro: Evitiamo i paragoni

"Guarda com'è stata brava tua sorella!", "Come mai sei solo tu a fare sempre il prepotente?". Sono frasi inutili, che possono ferire il bambino al quale sono rivolte e inasprire la competizione fra i fratelli. Piuttosto valorizziamo ciascuno per le cose che sa fare meglio: uno è più ordinato, l'altro più fantasioso. E se proprio vogliamo dirgli la nostra, troviamo momenti in cui parlare a ciascuno dei due separatamente, per esempio con i bambini piccoli la sera quando li mettiamo a letto. Questo è un buon modo per dare a ciascuno la giusta attenzione, che spesso è il vero oggetto del contendere.

Manteniamo la neutralità

Se i genitori intervengono sempre nelle beghe dei figli, alla lunga perderanno la necessaria equidistanza. Proviamo a mantenerci al di fuori e lasciamoli litigare, almeno fino a quando ci si limita ai battibecchi. Se però i bambini sono piccoli, ancora in età prescolare e uno dei due è molto aggressivo, è bene vigilare per impedire che il più debole venga picchiato. A questa età i bambini non hanno ancora la misura dei loro gesti.

I bambini non devono essere alleati a "tutti i costi"

Più esortiamo i bambini a "diventare amici", a condividere i giochi, a fare tante cose insieme, (nella speranza che così litighino di meno...) più li metteremo in difficoltà, riproponendo proprio le situazioni che innescano i conflitti. Quando vorranno giocare insieme, i bambini lo decideranno da soli.

Non cerchiamo un colpevole

Se si decide di intervenire per interrompere un litigio, non è per stabilire chi ha torto e chi ragione, ma solo per far cessare uno scontro giudicato eccessivo. Pretendere di essere "giusti" è assai ambizioso. Il rischio è di ascoltare le nostre convinzioni più che leggere con obiettività i fatti reali. La conseguenza è di incrementare la rivalità fra i due invece di ridurla.

Offriamo a ciascuno spazi autonomi

Con i bambini più grandi l'invasione dello spazio personale, come per esempio l'uso dei vestiti, del bagno, della televisione, l'intromissione di un fratello nella vita dell'altro, è uno dei motivi più frequenti di litigio. Questo a testimonianza dell'importanza che riveste il bisogno di autonomia nella crescita dell'adolescente. Per addolcire la situazione è importante che ciascuno, fin da piccolo, abbia in casa i propri spazi, i propri giochi, i propri vestiti, concordando prima eventuali scambi.

Non soffochiamo le emozioni, aiutiamoli a gestirle

I litigi possono diventare delle occasioni per aiutare i bambini a riconoscere i loro sentimenti. La rabbia può essere espressa senza offendere o picchiare; diamo loro alternative possibili per discutere senza litigare. Come? Ad esempio incoraggiandoli a giocare con altri bambini, anche al di fuori delle mura domestiche: non pretendiamo che giochino sempre insieme.

Se la situazione degenera, allontaniamoli e basta

Urla, strilli, botte. Interveniamo subito, possibilmente senza gridare. E dividiamoli mandandoli in due stanze diverse per un po'. Se la discussione è legata all'uso della TV, spegniamola senza indugi. Evitiamo, invece, di alzare a nostra volta le mani: perderemmo credibilità.

Anche in battaglia esistono le regole

Ok, i litigi fra fratelli sono inevitabili, ma su alcune cose non si transige. Le regole sono regole e se i bambini non le rispettano, riceveranno una sanzione. È importante essere chiari nel trasmetterle e fermi nel farle rispettare.

  • Vietato picchiarsi
  • Limitare gli insulti
  • Non si rompono o rovinano oggetti personali
  • Niente scenate per la strada o nei luoghi pubblici
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