Trovare il tempo per sè stesse

Molte donne hanno difficoltà a ritagliarsi uno spazio per sè stesse nella giornata. La dott.ssa Katia Vignoli dà qualche consiglio per affrontare meglio questo disagio molto comune  

Buon giorno a tutti e a tutte. Oggi parliamo di un argomento che affligge moltissime donne, che è la mancanza di tempo. Leggo la lettera di Francesca in cui sono sicura che molte di noi possono riconoscersi.

« Gentile dottoressa, leggo da anni Riza e seguo la sua rubrica che parla alle donne e le invita ad utilizzare al meglio le loro potenzialità. In teoria mi trova d’accordo ma in pratica, le mie ambizioni a trasformare la mia vita nella migliore delle vite possibili, si scontra con la mancanza di tempo. C’è sempre da fare, troppo da fare e il tempo per me si assottiglia sempre di più. Famiglia, lavoro, amicizia, arrivi a sera che neanche te ne accorgi. Le rare volte in cui ho un pomeriggio tutto mio, non faccio niente per me ma mi ritrovo a “girare in tondo”, sono inconcludente. Ho quarant’anni e comincio ad accorgermi che non è più tempo di rinviare ma il tempo manca e i desideri il più delle volte restano tali.» 

Ecco: il tempo, la mancanza di tempo, come organizzare il tempo, vorrei ritagliarmi un po’ di tempo per me, sono felice di avere quel giorno, quelle due ore a cui non rinuncerei…Quante volte sento le donne lamentarsi della fatica che fanno per ritagliarsi anche una “fettina” di tempo al giorno. 

Ecco, questo è un discorso che da parte di una donna mi fa molta tristezza. Perché dovremmo accontentarci di cinque, dieci minuti, mezz’ora al giorno? Su ventiquattro ore ci basta mezz’ora al giorno per sentirci vive e protagoniste della nostra vita? Forse questo è proprio uno dei peggiori condizionamenti che abbiamo appreso dal mondo maschile.

La psiche femminile, (se volessimo fare un disegno), proviamo ad immaginarla come un cerchio con un centro nel mezzo.  Tutte le azioni che si depositano sulla circonferenza, guardano comunque a questo centro. 

Per una donna ogni azione è importante ed è collocata in una sorta di tempo circolare, infatti, noi siamo cicliche e anche il nostro corpo lo è, per esempio il ciclo mestruale è in assonanza con le maree, con la luna. Ecco allora il grande errore che facciamo (e che ti invito a non fare) è quello di frammentare questo tempo in momenti separati, come se ci fosse l’azione A, l’azione B, l’azione C e poi finalmente alla fine della giornata quei “cinque minuti per me”, ancora isolati in una sorta di doppia parentesi destinata a finire, a chiudersi lì. 

Cosa possiamo fare invece? 

Tu immagina come di danzare… Arriva la musica e tu cerchi di trovare il tempo e cominci a fare i tuoi primi passi. Se tu frammentassi questa danza (come fai con la tua giornata) in infinite sequenze, ogni volta ti fermeresti e poi ricominceresti con fatica a rientrare nel ritmo e poi ancora  ti fermeresti e ancora fatica di stare a ritmo. 

Proviamo invece a non interrompere questa danza, proviamo a pensare che non esistono azioni di serie A o di serie B, c’è un’unica azione che si svolge in un unico tempo. 

Noi donne siamo “maestre” nell’utilizzare i tempi nascosti, i tempi sospesi tra una cosa e l’altra: ci trucchiamo mentre siamo in fila in macchina, facciamo una telefonata in quei cinque minuti in cui stiamo facendo tutt’altro, facciamo più cose contemporaneamente ma qui non c’è frammentazione, c’è un -tutto insieme- e questo è un modo di essere femminile, è una delle nostre grandi competenze. Allora immaginiamo che questa “danza” continui semplicemente, fluidamente, perché è l’azione che mi vede presente a -me stessa-, in cui ci sono io qualsiasi cosa faccia. 

È sempre dentro un tempo che si snoda come un gomitolo che non ha un inizio, non ha una fine ma è una sorta di tempo ininterrotto.

Io credo che le donne che si lamentano di non avere mai tempo non riescono a stare “a tempo” con la vita. 

Impariamo allora a stare “a tempo” come nella danza. E anche se non abbiamo un buon orecchio musicale quando stiamo lì e ci proviamo, i piedi, poi cominceranno ad aiutarci.

Grazie e buona giornata a tutti. 

 

Katia Vignoli è psicoterapeuta e giornalista. Collabora da anni con Riza, scrivendo sulle riviste Riza Psicosomatica, Figli Felici e Dimagrire, ed insegnando presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell'Istituto Riza.

Qui trovate la pagina Facebook di Katia Vignoli

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