Dimagrire
Più gusto e meno chili con le spezie
I sapori speziati accelerano il metabolismo e bruciano la ritenzione: aggiungi le spezie ai tuoi piatti per una settimana: potrai perdere fino a 2 chili...

Le spezie sono un ingrediente indispensabile in cucina: non solo hanno l'importante ruolo di insaporire e a volte anche colorare i cibi, ma spesso hanno spiccate proprietà antibatteriche che in alcuni paesi sono fondamentali per contribuire alla salute. In Italia usiamo soprattutto il pepe e la cannella, ma negli ultimi anni si stanno facendo strada anche altre spezie che aggiunte ai primi, alle verdure, alle carni, ai pesci e ai dessert danno quel tocco di sapore in più che permette di risparmiare su altri condimenti più pesanti, dal sale al burro all'olio, oltre ad avere la proprietà di stimolare la produzione di succhi gastrici, favorendo quindi la digestione. Vediamone alcuni esempi.

La cannella riattiva il metabolismo

Ottenuta dalla corteccia di un albero originario dell'India, la cannella viene raccolta staccando strati sottilissimi di corteccia che si arrotolano su stessi, dando vita alle profumante stecche ideali per aromatizzare salse, liquori, composte di frutta e altri cibi, per poi essere eliminate prima di portare gli alimenti in tavola. La cannella in polvere invece è utilizzata per la preparazione di dolci o di piatti agrodolci a base di riso e di carne.

I chiodi di garofano bruciano l'adipe

"Chiodi di garofano" è il nome dato ai boccioli di una pianta originaria delle Isole Molucche: la loro forma ricorda proprio quella di un chiodo, mentre il sapore è intenso e vagamente piccante. Si usano interi (ed eliminati dopo aver dato il loro contributo aromatico) e vanno benissimo per insaporire un arrosto, un brasato, un brodo o una marinata. I chiodi di garofano si possono abbinare alle verdure dal sapore dolce, per esempio alle cipolle e alle carote, e servono per aromatizzare infusi e bevande, come il vin brulé.

Pepe nero, il super drenante

In pochi sanno che la distinzione tra pepe nero, verde o bianco è dovuta solo al momento della raccolta e al tipo di lavorazione. In pratica, il pepe nero si ottiene dalle bacche ancora acerbe lasciate essiccare per una decina di giorni, quello bianco è frutto di bacche mature che prima di essere essiccate vengono lasciate in acqua fino a quando perdono la pellicola esterna, mentre il pepe verde si ottiene mettendo in salamoia le bacche non ancora mature. Il pepe rosa invece è il frutto di una pianta sudamericana. Quello nero è il più utile per chi desidera dimagrire perché contiene un olio altamente drenante.

Il cumino elimina il gonfiore

Il cumino da poco tempo ha fatto il suo ingresso ufficiale anche nelle nostre cucine, mentre è onnipresente nei piatti del Nord Africa e in quelli indiani, nonché nella gastronomia turca, greca e araba in generale. I semi di cumino possono essere aggiunti alle salse a base di yogurt, oppure a un contorno di verdure cotte o addirittura alla pasta di pane. Il cumino favorisce la digestione dei legumi e dei carboidrati e previene fermentazione e gonfiore addominale.

Noce moscata, un prezioso antifame

Il suo uso più comune è insaporire le salse, prime fra tutte la besciamella. Ma questo strano frutto che ricorda una piccola noce può essere utilizzato anche sulle carni e sulle verdure. In natura si presenta come un seme avvolto da una membrana rossastra che si stacca dal cuore del seme attraverso un processo di tostatura. La noce moscata si trova in commercio già macinata oppure intera, pronta per esser grattugiata direttamente sui cibi.

Lo zenzero placa la voglia di dolce

Questa spezia si ottiene da una radice dal sapore vagamente simile a quello del limone che serve per insaporire le minestre e le zuppe, le carni e la selvaggina, scampi e crostacei, i formaggi di tipo cremoso. Lo zenzero in polvere è usato per preparare biscotti o per aromatizzare tisane e infusi. Ai più golosi consigliamo di assaggiare lo zenzero candito: è digestivo. Il suo sapore così intenso appaga la voglia di dolce.

Il curry dona ai piatti  un "gusto d'oriente"

Il termine "curry", che da noi contraddistingue un insieme di varie spezie (pepe nero, coriandolo, cumino, cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, peperoncino, curcuma), nel paese d'origine, l'India, caratterizzata un tipo di preparazione: ovvero, sarebbe più corretto parlare di curry di pollo o di riso invece che di pollo o riso al curry. Ad ogni modo, questa miscela di spezie è davvero indispensabile per dare un tocco "orientale" alle diverse pietanze a base di carne, uova, legumi e verdure.

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