Tu
Approvazione altrui: perché la cerchi sempre?

Per capirlo basta aprirsi al compito più entusiasmante di tutti: imparare ad accogliere la vita così com’è, bisogno di approvazione compreso

Scrive Giulia: “La dipendenza affettiva mi fa sempre soffrire. Sono sempre in cerca dell’approvazione altrui. La cerco per sentirmi meno fragile. Ma così finisco per soffrire di dipendenza affettiva e sono sempre insicura. Queste sensazioni mi fanno star male, come posso mandarle via e sentirmi più forte?". Per prima cosa, Giulia, cancella la parola “sempre”. Adesso sei in cerca di approvazione, in questo preciso momento? Forse sì, forse no. Se ci fai caso, sono tanti i momenti nella giornata in cui non lo sei, perché hai la testa impegnata in altre cose. In certe condizioni, in certi momenti, vuoi ricevere approvazione. Se tu aggiungi “sempre”, sembra che tu viva la tua giornata in attesa che qualcuno ti dica "Brava, brava, brava". E non è così.

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Primo: ascoltarsi

La seconda cosa da fare, quando quella sensazione arriva, è dire: "Ecco, ora sento il bisogno di approvazione". Senza aggiungere altro. Spiegazioni, cause, lamenti, giudizi, intenzioni: niente. Limitati a percepire quello che c’è. Allarga questa percezione, lasciale spazio. La sola domanda da farsi è: cosa vuole da me questa ricerca di approvazione? Questa è una buona domanda. "Dai dimmi che sono brava, dimmi che sono bella, dimmi che sono la più bella". È così l’approvazione che cerchi? A cosa ti serve? Non a farti sentire più forte, come credi tu, al contrario: a indebolirti. Ma la ricerca di approvazione è per forza un male? No, che sia un male l’hai deciso tu. Sei tu che ti dici come devi essere e vuoi correggere quello che c’è. E così lo rinforzi. Tu non stai male perché hai bisogno di approvazione, ma perché la giudichi sbagliata e “ti senti male a essere così”. Quindi il problema non è: quale azione mettere in piedi per migliorarti in base a un modello di perfezione. Il problema è: tu vuoi essere perfetta e per questo non vai mai bene. Il tuo nemico è il modello di perfezione.

Secondo: accogliere 

Nella ricerca di approvazione qualcosa in te tenta di emergere per preparare una nuova te stessa. I disagi che ci vengono a trovare sono segnali di crescita, riguardano sempre lo sviluppo del tuo fiore. Nei sintomi, nei disagi, si sta affacciando la metamorfosi: il tuo seme vuole fiorire. Parti da qui: non c’è niente in natura che non cresca nel posto giusto. Niente! Guarda la strada: d’estate si riempie di quei fiori gialli di tarassaco. Tu forse diresti: "Ma chi glielo fa fare di nascere sul marciapiede? Saranno calpestati, moriranno". Il seme del tarassaco fa il tarassaco indipendentemente da tutto. E il tuo seme sta facendo te indipendentemente da tutto. Anzi: il tuo seme, adesso, ti sta facendo non “malgrado”, ma “grazie” al bisogno di approvazione. La tristezza, la paura, l’invidia, la gelosia, la rabbia si presentano a noi. E noi dobbiamo guardarle di volta in volta senza cercare di mandarle via. Questa è la consapevolezza. La consapevolezza è sapere cosa c’è adesso, non cosa c’è stato, non cosa ci sarà, non cosa dovrebbe esserci, non che cosa è giusto o che cosa è sbagliato.

Terzo: fiorire

Cosa succede adesso dentro di me? Devo guardarlo quasi con l’orologio in mano perché così mi libero dell’idea che mi sono fatto di me. E grazie alla consapevolezza, osservo la mia fi oritura. "Guarda, adesso viene il mio bisogno di approvazione. Sì, vieni pure. Guarda, adesso sono dipendente. Sì, sono qui e percepisco la dipendenza, non mi oppongo". Allora l’anima incomincia a danzare, a portare via la Silvia che vuole dirigersi, a far emergere la Silvia che deve fi orire a modo suo, un modo diverso da tutti gli altri. Il tuo problema, cara Silvia, non è la dipendenza affettiva. Il tuo problema è la tua fioritura. Quando avrai guardato e percepito questo tuo bisogno di approvazione, quando l’avrai accolto, allora se ne potrà andare.

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