Contro l'insicurezza affidati alla percezione
Ansia

Contro l'insicurezza affidati alla percezione

Quando le certezze sembrano svanire e ci sentiamo in balia degli eventi c’è una sola cosa decisiva da fare: aumentare la percezione e attendere.

Arrivata in terapia, Emma si presenta come la più classica delle donne in carriera, ambiziosa, organizzata, efficiente. Eppure quella donna, da qualche tempo, non si riconosce più: “Inaspettatamente promossa ad un importante ruolo gestionale nella mia azienda, sono stata travolta dall' insicurezza. Cosa fare? Come farlo nel modo giusto? Come vestirsi? Tutto era buono per generare ansia. Anche la scelta presa da poco di andare a convivere con il compagno, Giovanni, improvvisamente non sembrava più così giusta….”

Ma la sua crisi ha radici più profonde e lo dimostra il fatto che anche l’idea di tornare indietro mette Emma a disagio: “Prima lavoravo meno, ma mi sentivo attanagliata da un senso di inquietudine e di vuoto, che cercavo di riempire con mille attività. Se non c’era Giovanni poi, andavo proprio nel panico! E anche adesso che il nostro rapporto è un po’ stagnante, l’idea della solitudine mi spaventa troppo…”.

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La crisi spazza via il vecchio per aprirti al nuovo

La crisi che investe Emma ha uno scopo preciso: spazzare via le vecchie certezze che, a dire il vero, non erano mai state davvero in grado di soddisfarla.  Ma per l’Io è dura abbandonare le vecchie convinzioni e così, anziché lasciare il campo al nuovo, dà vita a una battaglia: da una parte la vecchia Emma, dipendente e timorosa, dall’altra la nuova Emma, che però cerca ancora la propria immagine.

I traguardi non definiscono chi sei

“Pensavo che una volta raggiunto il traguardo le cose cambiassero, ma gli attacchi d’ansia arrivano sempre, e senza chiedermi il permesso”. Pensare che siano gli obiettivi realizzati a darci la misura del nostro valore e a risolvere ogni problema di vita è una convinzione piuttosto radicata nella società contemporanea. Ma è proprio quando siamo prossimi al traguardo che la crisi arriva a spazzare via questa convinzione e, con lei, le nostre certezze. Percepire questovuotoprezioso, è l’unico modo per guardarci in modo finalmente nitido, senza il filtro dei nostri ruoli e delle nostre maschere.

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Diventa osservatore dello spettacolo della tua vita

Grazie a delle sedute di rilassamento Emma scopre proprio il potere di questo vuoto. Ciò che prima la spaventava tanto, diventa un tempo fatto di altre priorità. Non più il giudizio su come essere e come fare, non più il rifugio della routine e di un rapporto spento, ma piccoli momenti della giornata caratterizzati dal fatto di non avere alcuno scopo, alcuuna meta da raggiungere e, soprattutto, alcuna compagnia. Percependo appieno questi momenti, Emma è diventata spettatrice di ciò che le accade

A poco a poco, quei momenti di solitudine che prima la spaventavano si trasformano in un rito a cui Emma non vuole rinunciare: “Accolgo il nuovo e l’inaspettato. E non esercitando più il controllo ho capito che è proprio questo, in fondo, che mi serviva per stare bene. Anche con Giovanni ho deciso di darmi un po’ più tempo: vivere assieme per paura di stare soli non mi pare una buona scelta”. L’azione efficace non nasce dai pensieri, ma dal sapersi affidare. A cosa? A quell’istinto innato che, arrivando dalla nostra anima, ci riporta costantemente ad essa, liberi da recite e copioni già scritti. Come diceva Lao Tze, “Senza intenzione il saggio va alla meta”…

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