Forza di volontà: la trovi solo così
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Forza di volontà: la trovi solo così

Se pensi di non aver abbastanza forza di volontà e credi che gli altri ne abbiano più di te, significa che la stai cercando nel posto sbagliato: correggi il tiro così

Tutto sulla forza di volontà

Quando parliamo di forza di volontà, la prima cosa da fare è liberarsi di due luoghi comuni molto diffusi. Il primo afferma che ci siano persone dotate di questa energia e altre no. Il secondo, direttamente legato al primo, ritiene che sia necessario lavorare molto su se stessi per indurla a venir fuori o farla nascere quando manca. Le cose non stanno così.

Indice dell'articolo

Forza di volontà: cos'è davvero

La forza di volontà è l'energia interiore che sa assisterci, soccorrerci e spingerci quando ne abbiamo più bisogno. Quella vera non deve essere stimolata, non ha bisogno di sollecitazioni; deve seguire la sua direzione in modo fluido, armonioso e istintivo. La forza di volontà è quindi una spinta naturale, che ci conduce spontaneamente là dove dobbiamo andare. Ma quando sembra non esserci?Chi non riesce a raggiungere piccole o grandi mete della vita non ha forza di volontà? No, in realtà tutti ne siamo dotati! I problemi nascono nel momento in cui impieghiamo le nostre risorse nel modo sbagliato e quando abbiamo un'idea errata di cosa sia davvero la forza di volontà.

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Attenzione alla falsa forza di volontà

Molto spesso confondiamo la forza di volontà con qualcos'altro. Per prima cosa occorre sapere che la forza di volontà NON è:

Senso del dovere eccessivoIl senso del dovere proviene da condizionamenti e aspettative che altri (educazione, religione, normativa sociale) ci hanno inculcato.
Sacrificio

Nel sacrificarsi sono impliciti la rinuncia e il dolore. La forza di volontà è un'energia positiva che ci deve portare a realizzare noi stessi, presupposto della felicità.

Testardaggine

Quando ci intestardiamo nel perseguire un obiettivo a tutti i costi senza tener conto di intoppi e fallimenti, in realtà stiamo soffochiamo la nostra vera forza di volontà.

Capacità di sedurre

Voler ammaliare gli altri e conquistarsi sempre il centro della scena riflette uno stile di comportamento narcisista e il timore di impegnarsi realmente nelle situazioni e nelle relazioni.

Coerenza a tutti i costi

Chi s'impone di seguire solo una linea senza cambiarla mai, mette in luce la propria rigidità e l'incapacità di accettare le trasformazioni.

Se non arriva, non sei sulla tua strada

Una volta fatta luce su cosa non sia la forza di volontà, se i nostri obiettivi rimangono una chimera, bisogna fermarsi, fare un passo indietro e interrogarsi bene su ciò che ci siamo prefissati: è davvero quello che vogliamo fare? Quando i risultati latitano, vuol dire di no! Ognuno di noi ha un progetto innato: la nostra autentica forza di volontà non scende in campo semplicemente perché ci siamo discostati troppo da quest’immagine che abita dentro di noi da sempre e quindi i risultati non arrivano. Troppo presi dal nostro Io, o dall’imperativo di far contenti gli altri, ci dimentichiamo del nostro volto più autentico: privi della sua bussola cominciamo a girare a vuoto. Se però riusciamo a ricentrarci e a entrare in contatto con il nostro Sé, non faremo fatica a raggiungere quello che ci "compete" per natura. Non occorrono grandi sforzi, ma cominciare ad ascoltarsi e a non correggere quel che si sente e ad abbandonare ogni convinzione.

Rimpianti e convinzioni nascondono la vera volontà

Il peso del passato e le idee fisse che abbiamo su noi stessi sono grandi avversari nella ricerca della vera forza di volontà. Qualche esempio: Alessandra pensa di non avere forza di volontà perché non è riuscita a laurearsi. “Ho promesso a mio padre che mi sarei laureata, come hanno fatto tutte le mie sorelle e invece ho fallito". Eppure nella vita di Alessandra tutto scorre liscio: ha un lavoro che funziona, un compagno che ama, due bambini. L’unico neo è quel famoso “foglio di carta”. Così è caduta in un circolo vizioso: “Non sono diventata dottoressa, mi mancherà sempre qualcosa”. Così, si crogiola nell’autocritica. La sua vita è adesso, ma il suo sguardo si rivolge al passato. Chi ha davvero bisogno di quel titolo? La donna adulta o la bambina del papà? Se la laurea non è arrivata, non era ciò che la sua anima desiderava.

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Molte persone, purtroppo, vivono di simili rimorsi e ripensamenti: “Potevo, dovevo, avrei voluto…”. Olga, 43 anni, vive rimuginando sul passato, sulle scelte di vita sbagliate. Si pente di essersi sposata presto, senza aver investito in una carriera. “E così ora mi ritrovo con un pugno di mosche in mano ed è troppo tardi per ricominciare…”. Silvia sostiene di non avere la volontà sufficiente per terminare qualcosa: “Ho pagato l’abbonamento annuale per la palestra e non ci sono andata neppure una volta! Sono un disastro, non ho forza di volontà, la mia pigrizia non ha eguali!”. Che cosa accomuna i loro racconti? L'attenzione alle scelte di ieri, il senso di inadeguatezza, l'idea che i presunti errori fatti anni fa incidano sulla vita di oggi. In verità, il malessere arriva proprio a causa del continuo giudizio su se stessi, non certo per cose accadute e ormai lontane o per il fatto di non riuscire a fare qualcosa (nell'esempio, l'attività in palestra) che evidentemente non è nelle loro corde.

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Per trovarla, fai spazio all'immaginazione

L’Io cosciente, cioè la parte più superficiale del cervello, è indispensabile per la vita di tutti i giorni, per organizzare gli impegni, le incombenze pratiche e così via. Non può darci indicazioni sulle nostre mete esistenziali, che provengono da una parte più profonda, inconscia, autentica. Solo in quel "luogo" possiamo trovare quel che fa davvero per noi e quindi la forza di volontà che serve a raggiungerlo. Come fare? Si comincia facendo posto, per qualche minuto nella nostra giornata, alla fantasia e all’immaginazione, allontanandosi dai ragionamenti. La forza di volontà non arriva? Perditi, chiudi gli occhi, fantastica. Svestiti dei panni consueti e immagina di essere un'altra persona, in un tempo differente, che fa cose totalmente diverse da quelle che normalmente persegui. Più sarai in un altrove, più l'esercizio sarà utile, perché soltanto dall'inedito potranno venire intuizioni, ispirazioni, guizzi capaci di illuminare la tua coscienza su quello che davvero fa per te e che evidentemente non è ciò che ti stai intestardendo a raggiungere.

La forza di volontà naturale può scendere in campo solo quando comprendiamo, sentiamo che qualcosa è intimamente nostro, ci appartiene, ci fa sorridere come bambini. All'inizio potrà essere difficile, magari non ci verrà in mente nulla, non importa. Insistiamo, trasformiamo questo esercizio in un rito quotidiano. La nostra anima, il nostro nucleo sa bene ciò che vuole e, meno sforzo cosciente mettiamo in campo, più entreremo in sintonia con essa e ci avvicineremo a ciò che ci spetta. Ci sono corrispondenze che non vediamo, fatti che sottovalutiamo e che rappresentano aperture verso un mondo “sottile”, impalpabile, interiore, dove sgorga la vera forza di volontà. L'immaginazione è l'attività che più di altre consente di illuminare quelle corrispondenze. Mentre s'immagina, persi in un altrove, arrivano intuizioni, ricordi, sensazioni che illuminano la coscienza e danno input che la razionalità non può trovare. Al proposito Charles Baudelaire, grande poeta simbolista francese, scrisse una poesia denominata appunto Correspondances, mentre il taoismo ha prodotto il libro oracolare noto come I Ching (o libro dei mutamenti), interessante anche sotto il profilo psicologico e denso di insegnamenti che vanno oltre la logica occidentale.

La volontà del corpo non sbaglia mai

Si dice che gli Dei, quando vogliono far punire qualcuno, gli concedono quel che desidera. Il proverbio si riferisce al fatto che in realtà noi crediamo di sapere quello che desideriamo e vogliamo così come non abbiano dubbi su come ottenerlo. Le cose non stanno così e quindi faremmo bene ad averne molti, di dubbi; quanti hanno, ad esempio, voluto ad ogni costo raggiungere una certa posizione al lavoro per poi lamentarsene tutto il tempo raccontando di vivere all’inferno? L’anima sa chi o cosa è davvero adatto a noi e lo suggerisce continuamente, ad esempio con il linguaggio del corpo: ascoltarlo è fondamentale per non farsi ingannare dalle sirene dei modelli esterni, che seducono la mente e la convincono che certi obiettivi fasulli siano indispensabili. In questi casi, la cosa peggiore che ci può capitare sarebbe proprio avere quell'ostinazione mascherata da volontà che ci fa raggiungere un risultato che in realtà non c'entra nulla con noi.

andrea nervetti
Psicologo e psicoterapeuta, collabora dal 2001 con l’Istituto Riza di Medicina psicosomatica di Milano dove esercita la libera professione. Vice Direttore e Docente presso la Scuola di specializzazione in Psicoterapia a indirizzo psicosomatico dell’Istituto Riza. Membro del Consiglio direttivo della SIMP (Società italiana di medicina psicosomatica), scrive per le riviste Riza Psicosomatica, Antiage ed è responsabile del sito www.riza.it. Svolge anche attività libero professionale presso l'Istituto stesso e a distanza via internet. La scheda completa dell'autore
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