Coppia e amore
Non bloccare le lacrime: sciolgono il dolore!

Abbandono ha un doppio significato, venir lasciati ma anche lasciarsi andare: se ti arrendi alle lacrime la sofferenza passa più in fretta e la vita riparte

Ci scrive Emma, disperata per la fine della sua storia d’amore: “Lui mi ha abbandonata e io sono persa. È successo di colpo, senza segnali o forse sono io che non li ho voluti vedere. È sparito, neanche un messaggio e al telefono non risponde. Qualcuno addirittura l’ha già visto con un’altra ragazza. Sono distrutta, non mi merito un epilogo del genere dopo tanti anni, tante cose condivise. Non gli perdono questa indifferenza. Un uomo che non ti ama più, ma che ti ha amato, non ti molla in questo modo barbaro. Sento il vuoto, non mi tengo insieme, voglio smettere di piangere ma le lacrime arrivano spontaneamente ogni volta che provo a frenarle . Di psicofarmaci non se ne parla, voglio mantenermi lucida. Tutti mi dicono che devo ricominciare… sì, ma da dove?”

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Cedi totalmente alla lacrime e all’abbandono

Non è un caso che il termine “abbandono” voglia dire sia lasciare per sempre, sia affidarsi con totale fiducia, che possa far precipitare nell’inferno o in paradiso, disperare o mandare in estasi. È un dato scientifico che si soffre di più per un abbandono subito dalla persona amata che per la morte della stessa: a conferma del fatto che spesso a stordire di dolore e di lacrime non è la mancanza di chi non ci é più accanto, ma l’esser rifiutati, dimenticati, sostituiti con un’altra persona. L’abbandonato ama ricostruire nei dettagli come è stato lasciato, guardare ai raggi X quell’ultima volta che non sapeva essere l’ultima, spiare i passi dell’altro, raccogliere informazioni con cui torturarsi, macerarsi di rimpianti e lacrime per ciò che poteva essere e non è stato. Insomma, facciamo tutto eccetto l’unica cosa da fare: stare lì, lasciarsi andare all’abbandono. è questa rsistenza

Dissolvi le lacrime quando riparti da te

All’inizio, come descrive bene Emma, hai la sensazione di non tenerti insieme, di disperderti, come se tu avessi assegnato a chi ti ha lasciato il potere di definirti. “Lui mi abbandona, lui mi dimentica e io perdo consistenza, mi sciolgo”: eppure è proprio questa percezione di scioglimento che ti può traghettare dallo smarrimento totale a uno stato di benessere. La psiche, liquefacendo il dolore attraverso le lacrime, scompone anche le forme in cui è saggio non rientrare, pena il cristallizzarti nella figura dell’abbandonata, mortificata e rancorosa da qui all’eternità. In quante favole la principessa abbandonata piange fino a trasformarsi in un lago? Le donne sanno usare bene le lacrime, che se spontanee distillano il dolore. Ogni volta che ricadi nel vortice dei pensieri che ti feriscono torna a soffermarti su di te, sulla dissolvenza che vivi, sul vuoto in cui galleggi. Ti accorgerai che proprio dentro quel vuoto c’è, come in un bozzolo, un filo sottile che tesse, momento per momento, la tua nuova forma. Affidati a esso con totale fiducia, abbandonati alla competenza con cui la vita ti crea, istante per istante. Dopo un abbandono vissuto bene ci riscopriamo nuove, con un nuovo passo nella vita, ripulite da vecchie idee su come deve essere l’amore. Lui non c’è più, punto. Tu ci sei, presente a quello che avviene dentro di te. Ricomincia da qui.

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