Mi ha lasciato: come smettere di soffrire per amore
Coppia e amore

Mi ha lasciato: come smettere di soffrire per amore

Soffrire per amore è normale, ma prima o poi il dolore passa: se perdura, siamo noi a resistere prolungando il dolore oltre misura

Voglio smettere di soffrire per amore: come posso fare?

L'esperienza dell'abbandono è fra le più difficili da affrontare, e spesso lascia strascichi che possono durare molto tempo. Ma è davvero l'abbandono a far soffrire così tanto o la resistenza che mettiamo in campo, la non accettazione che le cose siano andate come sono andate. Per capirlo, ti proponiamo un articolo diverso dal solito: l’articolo che stai leggendo è la trascrizione fedele di un dialogo avvenuto fra Raffaele Morelli e una giovane donna durante uno dei “Giovedì di Riza", incontri di gruppo che si tengono da anni a Milano presso il Centro Riza di Medicina Naturale. Ci è sembrato particolarmente significativo per comprendere in che modo funziona la nostra mente e cosa possiamo fare per stare bene anche nei momenti peggiori. 

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Giovanna interviene nella discussione in atto, che riguarda i motivi per cui le persone soffrono, affermando: “Io so il perché. Io sto male perché lui mi ha lasciata! Mi ha uccisa!”, quasi urla, con tono un po’ melodrammatico. Ma a parte il tono, è vero che le pene d’amore fanno male: purtroppo, il nostro modo di viverle può trasformarle in dolori ancor più insopportabili. Per questo Morelli interviene in modo drastico: “Non è come pensi tu: è la mente che ti uccide! Tu non stai male perché lui ti ha lasciato! Stai male per i film mentali che ti fai di continuo! In realtà i dolori dell’anima durano poco; se perdurano, è a causa della tua mentalità.” Ma Giovanna scuote la testa: soffre da anni, è un’esperta lei, non penserà mica, Morelli, di prenderla sottogamba?

Sto male per amore: è davvero così?

Raffaele Morelli prosegue: “Giovanna, ascolta. Il principale segreto dell’anima è racchiuso in una parola: “adesso”! Tu esisti adesso, non sei esistita prima. Quello che è esistito prima è morto, non c’è più. Cosa esiste, cosa è vero? Ad esempio l’ansia che arriva adesso, quella è vera, e siccome è vera è una buona cosa, perché sgorga ora da un territorio sconosciuto. È qualcosa che nasce ora, è viva. La prima cosa da fare: lascia entrare lo sconosciuto nel tuo mondo, non mandarlo via. È venuta a trovarti l’energia dell’abbandono: solo questo conta. E tu la devi accogliere perché se è arrivata significa che è importante, significa che “adesso” è la cosa più importante al mondo. Non impuntarti sull’idea di un “lui” che se ne è andato.

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Perché stanne certa: se la tua essenza fosse stata contenta, lui non ti avrebbe lasciata! Nessun uomo lascia una donna che lo fa impazzire! Un uomo può lasciare una donna se non gli piace più, non una donna piena di vita e felice. E se la tua essenza ti avesse mandato l’abbandono per farti incontrare una Giovanna che ancora non conosci? Allora porta l’attenzione sul disagio dicendo a te stessa che ADESSO c’è qualcosa che viene a trovarmi. Io devo essere pronta quando arriva, anche se è dolore. Quello che è successo prima non ha alcuna importanza”.

Eliminare gli scarti del passato fa smettere si soffire per amore

“Hai detto che siamo noi a far perdurare il dolore. Come succede?”, domanda allora un’altra partecipante, Manuela. E Morelli risponde: “Il cervello assorbe stili di vita, pensieri, parole, immagini e tutte le notti le scarta, manda via la Manuela di ieri. Noi siamo nuovi in ogni istante. Ogni mattino al risveglio nasce una nuova Manuela. Qual è il problema? Che la nuova Manuela viene riempita dal passato: dai ricordi, dai progetti, dalle aspirazioni… Trattieni gli scarti che invece andrebbero naturalmente eliminati e in più ti ci identifchi! Come puoi star bene così?».

Trasforma il dolore in qualcosa di utile

Ansia, depressione, sofferenza per amore: perché arrivano? Noi pensiamo: “Qualcosa non va, devo migliorarmi”. Oppure: “Andava tutto bene, perché mi ha lasciato?”. No, i disagi arrivano perché svolgono una funzione importante, quella di riportarti sulla tua strada, che avevi abbandonato. Pensiamo al dolore dell’abbandono: ci opponiamo ma in realtà quando un rapporto è finito è finito! Anzi, probabilmente eravamo aggrappati a un’illusione, a un rapporto ormai statico, e non volevamo ammetterlo. Per orgoglio ora ci opponiamo ma dovremmo invece guardare i fatti alla luce della nostra evoluzione, del nostro seme che vuole solo fiorire. Affrontare il dolore adesso significa non ritrovarlo domani. Chiudi gli occhi e porta l’attenzione su ciò che senti. Abbandonandoti senza opporti. Adesso c’è il dolore? Bene, lo percepisci, lo lasci espandere, senza dirti niente. Percepisci bene il dolore, non la causa! La causa è il passato! L’anima è impersonale, non ha cause: non stai male perché lui ti ha lasciato, stai male per poter rinascere. Ripeti questo esercizio molte volte e aiuterai la tua anima a preparare la prossima tappa.

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