Come riconoscere i sintomi di un attacco di panico e trovare le cure
Attacchi di panico

Come riconoscere i sintomi di un attacco di panico e trovare le cure

Gli attacchi di panico sono crisi d'ansia molto acute che si presentano con sintomi precisi: riconoscere un attacco di panico è il primo passo per la cura

Attacchi di panico sintomi e cause

L’attacco di panicoè un disagio psicofisico durante il quale si percepiscono improvvisamente ansia, acuta paura e disagio, unitamente a diverse manifestazioni somatiche, elencate poche righe sotto: i sintomi provati raggiungono il massimo dell’intensità entro 5-10 minuti dall’esordio per poi scemare in circa mezz’ora. Gli attacchi di panico emergono senza che vi sia alcuna motivazione apparente che possa giustificarli e quindi irrompono nelle più comuni situazioni della vita quotidiana, rendendoli ulteriormente spaventosi e invalidanti. Quando gli attacchi di panico sono ricorrenti e fra un attacco e l’altro si percepisce una persistente preoccupazione di sviluppare un ulteriore attacco si parla di Disturbo da Attacchi di Panico (DAP).

Diffusione del panico in Italia e nel mondo

I dati statistici riguardo al Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) mostrano che in generale il 2% della popolazione mondiale lo sperimenta almento una volta nella vita: in Italia 10 milioni di persone hanno subito almeno una volta un attacco di panico, mentre quasi la metà soffrirebbe di un vero e proprio disturbo da attacchi di panico. Gli attacchi di panico colpiscono soprattutto nelle donne.

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Come riconoscere un attacco di panico

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5), l’attacco di panico comprende la presenza di almeno 4 fra i seguenti sintomi, che raggiungono il picco d’intensità in 10 minuti:

  • Difficoltà respiratorie
  • Paura di morire o di impazzire
  • Aumento della frequenza cardiaca e/o palpitazioni
  • Sudorazione
  • Dolori al petto
  • Vertigini, stordimento, tremori, brividi o vampate di calore
  • Formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, ai piedi o alla bocca
  • Rossore al viso e al petto
  • Nausea o disturbi addominali
  • Dissociazione, percezione di non essere nel proprio corpo
  • Terrore, angoscia e sensazione che qualcosa di orribile stia per accadere
  • Pianto incontrollabile (spesso anche dopo la crisi acuta degli attacchi di panico)

Il Disturbo da Attacchi di Panico (DAP)

Un attacco di panico è caratterizzato dai sintomi visti nel paragrafo precedente e può essere un fenomeno isolato, vissuto anche solo una volta nella vita. Se invece gli attacchi di panico sono frequenti, occorre valutare altre manifestazioni per assicurarsi della presenza o meno di un vero e proprio disturbo da attacchi di panico (DAP), che rientra nella categoria dei disturbi d’ansia. In particolare, secondo il DSM-5, per fare diagnosi di DAP devono essere presenti le seguenti caratteristiche.

  • Attacchi di panico inaspettati e ricorrenti
  • Almeno un attacco di panico è stato seguito da almeno un mese con almeno uno fra i seguenti sintomi:
    • preoccupazione persistente di avere altri attacchi
    • preoccupazione relativa alle possibili conseguenze portate dall’attacco
    • significativa alterazione del comportamento in relazione agli attacchi di panico
  • Presenza o assenza di agorafobia
  • Gli attacchi di panico non devono essere causati dagli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale
  • Gli attacchi di panico non devono essere meglio giustificati da un altro disturbo psicologico, come ad esempio la fobia sociale.

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La crisi di panico può comparire con o senza agorafobia

Il disturbo da attacchi di panico (DAP) può manifestarsi con o senza agorafobia. Anche l’agorafobia fa parte dei disturbi d’ansia e si configura come una paura intensa e persistente degli spazi aperti o, in generale, dei luoghi in cui sarebbe difficile allontanarsi o chiedere aiuto in caso di pericolo (ad esempio una piazza gremita o un mezzo pubblico affollato).

Come distinguere gli attacchi di panico da:

  • Paura: un freno davanti ai pericoli

Se stiamo attraversando soli di notte un quartiere malfamato o se dobbiamo affrontare un esame universitario e sappiamo di essere impreparati, ci può venire una forte agitazione. Non si tratta evidentemente di attacchi di panico, ma di paura, del tutto fisiologica in tali situazioni. Senza la paura non saremmo "frenati" nelle situazioni pericolose e passeremmo la vita fra un rischio e l'altro.

  • Ansia: un'angoscia che non paralizza

"Ci sono dei giorni nei quali non uscirei di casa, tutto mi angoscia, mi spaventa e mi rende irritabile e se penso alle cose che devo fare mi assale il timore di non riuscire ad affrontarle": ecco l'ansia, un’emozione diversa dalla paura, ma anche dagli attacchi di panico perché non è paralizzante.

  • Fobia: la fa crescere un oggetto scatenante

"Odio i ragni: se solo penso che uno di loro possa sfiorarmi mi sento svenire". La fobia è la certezza che situazioni quotidiane del tutto innocue possano colpirci mortalmente, tanto da condizionare l'esistenza. Proprio la presenza di un oggetto scatenante (il ragno) indica che non siamo in presenza di attacchi di panico.

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Arriva l'attacco di panico: come reagire

In un momento delicato come quello della crisi acuta da attacchi di panico, saper fare le cose giuste ed evitare i comportamenti nocivi è più che mai importante. Applicare alcune regole semplici e concrete può ridurre l'intensità dei sintomi e far vivere meno drammaticamente gli attacchi di panico.

SÌ: cosa fare quando arrivano gli attacchi di panico

  • Proteggersi. Sottrarsi, anche solo per poco, al contesto (luogo, situazione o incontro) nel quale gli attacchi di panico sono esplosi. Se ciò non è proprio possibile, sarebbe comunque preferibile cercare di defilarsi un po', ad esempio togliendosi dal centro della scena.
  • Mettersi comodi. Ovunque ci si trovi, cercare di mettere al più presto il corpo nella posizione più comoda possibile, compatibilmente alla situazione. Evitare la posizione sdraiata, che spesso peggiora i sintomi degli attacchi di panico.
  • Cercare frescura. Tra i sintomi più sgradevoli c'è la sensazione è di avere troppo caldo, di avvampare. Per alleviare questo "fuoco" si può allora cercare, se si è all'aperto, la freschezza dell'ombra o del vento; se si è in casa, si può creare un po' di corrente aprendo le finestre.
  • Chiedere aiuto. Se si ha la sensazione di perdere il controllo e di cadere in preda all'angoscia, è bene individuare qualcuno che possa stare vicino per la durata degli attacchi di panico. Se non c'è nessuno, si può "chiedere aiuto" alle cose: un oggetto "positivo", un rituale rassicurante, una distrazione.

NO: cosa non fare quando arrivano gli attacchi di panico

  • Lottare. Non si deve resistere a ogni costo e non bisogna cercare di opporsi. Gli attacchi di panico chiedono spazio e tempo e se questi ultimi non vengono loro "concessi", aumenteranno d'intensità finché non diminuirà la nostra caparbietà. Meglio allora abbandonare ciò che stava facendo, cedere, limitarsi a osservare.
  • Fingere. Quando si ha un vero disturbo da attacchi di panico è impossibile dissimulare e fingere di star bene. Anche questo peggiora le cose e aumenta la tachicardia. È meglio dichiarare il malessere e potersi così dedicare a sé stessi.
  • Scappare. In preda alla paura di morire, si può avere l'impulso di correre o di muoversi in modo concitato, senza guardarsi attorno, esponendosi così al rischio di incidenti o cadute. Bisogna fare il possibile per restare presenti a sé stessi.
  • Forzare il respiro. Le difficoltà respiratorie indotte dagli attacchi di panico portano istintivamente a "cercare aria" con inspirazioni massimali e frequenti. Ciò manda il sangue in alcalosi, accrescendo la stessa sensazione di angoscia. Si deve dunque cercare di respirare normalmente.

Gli attacchi di panico secondo la prospettiva psicosomatica

Il panico è una forza tellurica che, con un’energia paragonabile a quella dell’orgasmo ma virata al contrario, arriva per rompere la maschera che indossiamo e con la quale ci siamo totalmente identificati e farci abbandonare quel personaggio recitato che ha ben poco a che vedere con la nostra vera natura. L’analogia con il picco dell’atto erotico dà un’idea dell’intensità del panico: come l’orgasmo, questo disagio coinvolge il corpo dalla testa ai piedi, induce una radicale modificazione dello stato di coscienza e delle funzioni del corpo, a partire dal respiro. Naturalmente, ciò che nell’orgasmo è piacere, nel panico è sofferenza e paura.

L’ipotesi psicosomatica è che il panico sia l’unica risorsa che l’anima può mettere in campo quando l’identificazione egoica con la maschera è assoluta. Non a caso è molto importante soffermarsi sul primo attacco, che solitamente colpisce d’improvviso, senza cause apparenti, in situazioni quotidiane dove il controllo della maschera viene allentato: in questa “feritoria”, Pan si infila e colpisce, ma lo fa a fin di bene. Per quanto sconvolgente, il suo obiettivo è quello di riportarci alla nostra vera natura, alla nostra unicità, perduta nell’identificazione con quel personaggio mascherato che facciamo vivere al posto nostro. Per ampliare la tua conoscenza del punto di vista psicosomatico sul panico, clicca qui.

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