Attacchi di panico
Attacchi di panico: ti salvano le immagini

Gli attacchi di panico colpiscono chi è chiuso in una situazione limitante e non lo ammette: questo blocco si può superare, come raccontano queste storie a lieto fine

La madre accogliente, la brava bambina, il lavoratore indefesso, il giovane scansafatiche, l’eterna promessa… A volte all’interno di una famiglia si creano ruoli talmente rigidi e ripetitivi da soffocarci. Quanto più ci chiudiamo dentro un ruolo con caratteristiche e modi di essere prestabiliti e sempre uguali, tanto più limitiamo il nostro campo di azione e impediamo alla nostra autenticità di venire allo scoperto. Il peggio è che non ce ne rendiamo conto. Per questo arrivano i disagi e in particolare gli attacchi di panico: un’energia che scaturisce da un centro oscuro e sconvolge tutta la nostra vita. Abbiamo nascosto allo sguardo di tutti e anche al nostro la nostra vera personalità, non ci ricordiamo neppure che esiste, e da quel cassetto buio e segreto lei torna a rivendicare spazio. Vuole cioè ricordarci che “siamo molto di più”, vuole smantellare tutte le finzioni. La vera personalità può emergere solo se vengono abbattute le maschere, specie quelle che ormai confondiamo con noi stessi. Ma cosa può aiutarci a ritrovare il nostro vero volto nascosto? Le immagini, quelle che si formano spontaneamente nella nostra mente e che hanno un significato simbolico che va molto oltre le apparenze. È quello che è capitato alle persone protagoniste delle storie che state per leggere; narrano di come, ascoltando e mettendo in pratica i suggerimenti anti panico della Scuola di psicoterapia dell’Istituto Riza, queste persone abbiano finalmente compreso cosa non funzionava nelle loro vite e hanno quindi messo in campo quei piccoli ma indispensabili cambiamenti che hanno fatto scomparire gli attacchi di panico.

 

Un volto di donna gelida mi ha salvato

“Qualche anno fa ho iniziato a soffrire di attacchi di panico. All’inizio ero disorientata, non sapevo che cosa mi stesse succedendo, mi riempivo di tranquillanti. Quando ho compreso che non stavo per morire ho pensato di affrontare un percorso di psicoterapia. È così che sono incappata nel Blog di Raffaele Morelli. Ero un po’ scettica, mi sembrava impossibile che tutti questi sintomi sarebbero potuti passare “semplicemente accogliendoli e trasformandoli in un’immagine”. Eppure mi accorgevo che cedendo, non resistendo, la tensione si alleviava. Tutte le volte che veniva il panico visualizzavo spontaneamente una donna dai capelli biondi e la carnagione chiarissima: il mio ideale di donna, mentre io sono la classica donna mediterranea. Pian piano ho compreso che dietro questa immagine di donna algida si nascondeva una freddezza che voleva farsi strada, cioè il desiderio di smettere di essere sempre la madre accogliente pronta ad abbracciare chiunque. Ho iniziato a dire qualche “no“ e a ritagliarmi sempre di più i miei spazi. E in questo modo il panico gradualmente mi è passato. Grazie a lui ho scoperto di essere una donna diversa rispetto a come mi avevano sempre dipinta».

Mi sono vista selvaggia e ho smesso di star male

“Vi devo ringraziare moltissimo. Ho 24 anni e da qualche anno soffrivo di attacchi di panico. Frequentando una psicologa avevo compreso che da troppo tempo pativo una situazione famigliare che mi faceva sentire in gabbia. Per tutti a casa ero ancora la “brava bambina” che non faceva mai preoccupare nessuno, quella su cui si poteva sempre fare affidamento, a differenza di mia sorella che era considerata una vera scapestrata. Leggendo i suggerimenti di un vecchio numero di Riza Psicosomatica che avevo in casa, ho finalmente capito: i miei disagi volevano scrollarmi di dosso un ruolo che mi stava stretto, mi faceva soffocare. Ho iniziato a usare le immagini: visualizzavo me stessa in modi di essere per me inusuali, nelle mie fantasie ero più libera, a volte più ribelle e non m’importava di dover accontentare sempre tutti. Quanto è stato liberatorio! E più immaginavo e più mi veniva da essere sempre più spontanea e naturale. Un po’ alla volta il panico è passato e io e i miei famigliari abbiamo trovato un nuovo equilibrio: è come se improvvisamente si fossero tolti la maschera anche loro!”.

La tecnica: se ti vedi differente rompi l’immagine che ti ingabbia

Ogni tanto, durante la giornata, prova a chiudere gli occhi e visualizza l’immagine di te mentre fai qualcosa di inconsueto o sei in un contesto a te estraneo. Lasciati andare per un po’ alla fantasia: vedrai che scoprirai lati nuovi e inediti della tua personalità. Questo semplice esercizio ti aiuterà a completare l’idea che hai di te stesso permettendoti di uscire dai ruoli imposti.

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