Dimagrire
Per dimagrire stai attenta anche al fruttosio

Il fruttosio è molto usato nei cibi industriali; ha un indice glicemico basso ma favorisce gonfiori e fermentazioni e blocca gli ormoni della sazietà

Lo sanno tutti: il fruttosio è lo zucchero della frutta. La frutta fa bene. Quindi perché temere il fruttosio? Perché questo zucchero è, letteralmente, uscito da mele, pere & Co. e ha cominciato a essere usato come dolcificante nell’industria alimentare. Così ne consumiamo tanto e in più lo assumiamo puro. Richiamare l’attenzione sul fruttosio non significa certo demonizzare la frutta, che continua a essere un alimento sano, perfetto anche per dimagrire, se consumato in modo equilibrato, ma alzare il livello di consapevolezza del fatto che questo zucchero, oggetto di numerosi studi, sta entrando in modo davvero invadente nella nostra dieta.

Troppo fruttosio in troppi cibi 

Il fruttosio inizialmente sembrava essere un ottimo sostituto dello zucchero bianco: ha un indice glicemico più basso, un potere dolcificante maggiore, un apporto calorico inferiore al saccarosio, tanto da essere stato consigliato ai diabetici. In più, e questo spiega il suo uso a livello industriale, migliora la lievitazione e rende i prodotti da forno più duraturi. A tutti questi pregi corrispondono però importanti difetti che portano a sconsigliarne il consumo! Quindi in una dieta che deve necessariamente ridurre l’apporto generale di zuccheri, è importante fare attenzione anche al fruttosio”. 

Il fruttosio fa lievitare pancia e fame 

Il fruttosio puro viene metabolizzato in modo diverso dal normale zucchero. Il suo assorbimento a livello intestinale è lento, per questo rischia di “sostare” nel tubo digerente, dove fermenta e causa gonfiori. Inoltre affatica il fegato e una volta trasformato in trigliceridi è particolarmente difficile da smaltire. In più non attiva la leptina, l’ormone della sazietà, e, da studi sul cervello, si è visto che agisce negativamente sulle aree coinvolte nella soppressione della fame: fa aumentare l’appetito, soprattutto di cibi ipercalorici. 

Non rinunciare alla frutta, ma mangia quella giusta

In una dieta bilanciata non si deve certo rinunciare alla frutta, ma puntare, almeno per 7 giorni, su quei frutti che hanno un contenuto di fruttosio inferiore. Largo a mele verdi (con la buccia), kiwi e pompelmi. Da evitare quei frutti che hanno fruttosio libero, in eccesso rispetto al glucosio, come pere, mango, uva. Troppo dolci anche fichi secchi e datteri. No anche a frutti disidratati, come albicocche o prugne, in cui il contenuto di fruttosio e zuccheri è concentrato. Il fruttosio è anche nelle verdure, soprattutto in carote, peperoni e pomodori, che è meglio evitare almeno per una settimana.

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