Cibo
Usa la balsamita per digerire meglio

La balsamita è una pianta conosciuta fin dall'antichità per le sue proprietà officinali: se l'aggiungi ai tuoi piatti, rivela il suo potere digestivo

La balsamita era considerata una pianta magica in virtù della sua resistenza alle intemperie e per le sue innumerevoli proprietà officinali. Ancora oggi, infatti, l'erba di San Pietro o balsamita (Tanacetum balsamita) non può mancare accanto a salvia e rosmarino negli orti e sui terrazzi esposti al sole. Quest’erbacea perenne, originaria del Caucaso e dell’Asia, in Europa è diffusa negli ambienti dal clima temperato, come pure nelle zone di mare. Conosciuta anche come erba di Santa Maria, e come menta romana, menta greca e fritola, la balsamita ha foglie larghe e oblunghe con i margini leggermente dentati; basta schiacciarle tra le dita per diffondere nell’aria una fragranza dolce e balsamica, dovuta alla presenza di oli aromatici e in particolare di carvone, un’essenza dalla spiccata azione carminativa e disinfettante. Fra luglio e agosto compaiono sulla pianta dei piccoli fiori giallini, che un tempo venivano fatti essiccare ed erano inseriti come segnalibro nelle Bibbie.

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Sulle pietanze ha proprietà digestive

Un battuto di foglie di balsamita regala un gradevole profumo “mentolato” alle frittate, alle torte salate e al cous cous: per piatti ancora più gustosi, l’erba di San Pietro si combina bene con timo, origano e maggiorana. Le foglie si possono anche far essiccare e, una volta ridotte in polvere, si usano per condire le carni e digerire meglio i grassi. Le foglie dell’erba di San Pietro si usano fresche o secche: si tagliano alla base della pianta con un coltello affilato. Con l’arrivo del freddo diventano meno saporite, ma si possono comunque utilizzare in cucina.

Puoi coltivarla così

La balsamita si trova nei vivai: va interrata in un bel vaso capiente (almeno 25-30 cm di diametro), che abbia sul fondo del materiale drenante. Cresce in fretta, ed essendo una pianta perenne va rinvasata in un contenitore più grande ogni 2 o 3 anni, in primavera o in autunno.  Per quanto riguarda l'innaffiatura, non bisogna esagerare con le irrigazioni, perché le radici di balsamita temono l’umidità: le foglie ingiallite sono indizio di marciumi. Prima di innaffiare, la terra deve essere asciutta. La balsamita gradisce il sole (ma non diretto), che rende più profumate le sue foglie. Attenzione alle gelate: la pianta le soffre.

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