Cibo
Via i gonfiori col formaggio di capra

È più magro, più digeribile di quello di mucca e non irrita l’intestino; è anche più ricco di principi attivi che rassodano i tessuti e accendono il metabolismo

Si fa con il latte più…antico!

Tra le varietà di latte, quello di capra è stato il primo a essere munto e consumato dall’uomo: nei tempi antichi presso numerose civiltà del bacino del Mediterraneo e in Oriente questo prezioso alimento ha rappresentato il nutrimento principale di neonati e bambini. Il latte di capra, in effetti, per composizione chimica è (insieme a quello d’asina) il più simile al latte materno, anche se nel tempo è stato “soppiantato” dal latte vaccino.

 

Un formaggio amico dell’intestino

Negli ultimi anni i formaggi di capra sono tornati in auge perché più magri e digeribili rispetto ad altri formaggi. Inoltre i formaggi caprini sono meglio tollerati dalle persone allergiche alle proteine del latte vaccino, che spesso soffrono di disturbi intestinali e in molti casi tendono al sovrappeso: in questi casi, il formaggio di capra nutre, non infiamma e sgonfia l’addome. Tuttavia le persone allergiche al lattosio devono escludere anche i  formaggi di capra in quanto il latte contiene questo zucchero.           

 

Il caprino è più ricco di nutrienti e ha un più elevato potere saziante

 

Latte e formaggi di capra sono da preferire rispetto ai derivati del latte vaccino perché la capra è un animale che nasce “biologico”. Cosa significa? Che non è un mammifero che si presta all’allevamento intensivo, non viene alimentato con insilati (ovvero mangimi industriali) e si trova bene nel suo habitat naturale e cioè l’alpeggio. Rispetto al latte vaccino, il latte di capra contiene più ferro (il doppio rispetto al latte di vacca) e calcio, minerale che aiuta a raggiungere prima la sazietà.  Inoltre il latte di capra è molto più digeribile rispetto al latte vaccino perché le sue proteine e i grassi hanno una struttura molecolare meglio assimilabile. Infine, il caprino fresco è un formaggio magro: un etto contiene circa 250 kcal, quindi è indicato nelle diete poco caloriche.

 

Una vera miniera di fermenti lattici

Il caprino fresco naturale viene prodotto solo con latte crudo e per spontanea coagulazione acida  (senza l’aggiunta di caglio). Durante questo processo, i fermenti lattici trasformano il lattosio in acido lattico rendendo il prodotto più digeribile e dal sapore leggermente asprigno. Evitando la pastorizzazione, il patrimonio vitaminico del latte viene salvaguardato. I batteri buoni che si producono spontaneamente rendono il caprino un alimento utile al buon funzionamento del nostro intestino. In commercio esistono anche formaggi di capra prodotti con l’aggiunta di caglio e/o ottenuti con latte lavorato ad alte temperature. In questi formaggi la percentuale di vitamine e proteine è però più bassa rispetto a quella dei prodotti ottenuti dal latte crudo.

 

Latte e formaggio non vanno mai cotti o scaldati troppo

 

Il latte di capra va consumato crudo e mai troppo caldo o bollito altrimenti il sapore diventa troppo intenso. La stessa regola vale per i formaggi: quelli freschi sono delicati, quelli stagionati acquistano un sapore più deciso. Come consumare i caprini? Ecco un paio di semplici ricette.

 

Insalatina di sedano, noci e caprino

Un ottimo antipasto di facile esecuzione, leggero e gustoso, si prepara amalgamando un gambo di sedano a fettine, 5-6 noci e un caprino. Si condisce con poco olio d’oliva e sale, e si può anche spalmare sul pane nero: tonifica le flaccidità.

 

Involtini cremosi di bresaola

Aggiungi al formaggio morbido un trito di erbe aromatiche e avvolgi il composto all’interno delle fette di bresaola: è un secondo magro, gustoso e facile da preparare. E sostituisce la “solita” carne.

 

Leggi bene l’etichetta

Bisogna accertarsi che i formaggi di capra siano interamente prodotti con latte caprino e non con latte misto: è un dettaglio riportato sull’etichetta e che  non deve essere trascurato  soprattutto dalle persone con problemi di allergia alle proteine del latte vaccino. La legge italiana, infatti, consente di vendere formaggi denominati “caprini” ottenuti da latte misto (vaccino e di capra); meglio evitarli.

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