Salice bianco spegne febbre e mal di testa
Erbe e fitoterapia

Salice bianco spegne febbre e mal di testa

In capsule, tintura o corteccia essicata, il salice bianco spazza via i radicali liberi ed è un meraviglioso antiossidante e antinfiammatorio naturale

Lo storico greco Erodoto, che nelle sue “Storie” raccontava di luoghi e genti del mondo antico, narrava l’esistenza di un popolo che aveva l’abitudine di mangiare foglie di salice e che si dimostrava particolarmente resistente alle malattie. In effetti in tante culture antiche - quella greca, ma anche quelle dei nativi americani, degli egizi o dei sumeri - era credenza diffusa che l’estratto della corteccia di questo albero fosse un rimedio efficace contro dolori e febbre. E, come spesso accade, la medicina tradizionale cela un fondo di verità: il salice bianco contiene potenti principi attivi antinfiammatori e antipiretici.

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Il salice bianco è un'aspirina naturale

Non è un caso che il nome del più noto dei farmaci antinfiammatori, l’acido acetilsalicilico, richiami proprio quello del salice bianco. Il farmaco deriva dalla salicina, la sostanza attiva che si ricava dalla corteccia del salice bianco. Il principio attivo ha iniziato a essere studiato a metà del Settecento, ma solo nel 1960 alcuni scienziati tedeschi sono riusciti a sintetizzarlo e, a partire da questa sostanza naturale, a dare vita all’acido acetilsalicilico. Al di là dell’uso farmaceutico, le virtù antinfiammatorie, antinevralgiche e antipiretiche del salice bianco sono sfruttate anche sotto forma di integratori naturali. L’azione è ugualmente efficace ma più naturale, risultando meno irritante per la mucosa gastrica ed evitando quindi gli effetti collaterali tipici dei medicinali classici.

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Si usa in capsule, tintura o corteccia essiccata

La corteccia di salice bianco si raccoglie in autunno: viene essiccata, sminuzzata o polverizzata e usata per ottenere diverse formulazioni. Dalla macerazione in alcol a bassa gradazione si ricava la tintura madre, che si assume in gocce (in genere 30-40 gocce in poca acqua, 2 o 3 volte al giorno). Per essere efficace, l’estratto secco in capsule, deve essere standardizzato in salicina minimo al 4%. La posologia varia in base alla concentrazione del principio attivo e al problema da trattare. In generale è bene rivolgersi a un esperto per sapere qual è la formulazione più adatta e in quale dose assumerla. In erboristeria si trova anche la corteccia di salice essiccata: puoi usarla per infusi e decotti. Versane un cucchiaio in 200 ml di acqua fredda, porta a ebollizione, spegni la fiamma e lascia in infusione per una decina di minuti. Poi filtra e bevi tre volte al giorno.

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