Cerca il vuoto dentro di te

Buon giorno a tutti. Continuiamo a guardarci dentro? Guardare dentro in modo nitido vuol dire che non devo aggiungere nulla. Sentite cosa mi scrive Loredana: «Sto cominciando a stare in compagnia di me stessa». Non ci deve essere lo sforzo di stare in compagnia di te stessa, devi soltanto accorgerti delle cose che vengono a trovarti dentro di te, quà e là, quando te ne accorgi durante la giornata. Dice ancora Loredana: «Sto cominciando a stare in compagnia di me stessa sentendo e accogliendo tutto ciò che mi abita, ora lascio venire fuori nel mondo quella che sono». Bisogna togliersi dalla testa l’idea che devo diventare più libero, che accogliendo i miei disagi diventerò una persona magari più aggressiva, più forte… No, quello che intendo io per –guardarsi dentro- è guardare cosa capita nel momento in cui sto guardando, senza un progetto. «Gli attacchi di panico più o meno intensi li ho da tre anni». Gli attacchi di panico durano tanto perché noi andiamo nella direzione opposta, non accogliendoli creiamo due personalità: una che pensa, che ragiona, che si struttura nella vita, lontana dall’energia vitale. Gli attacchi di panico sono tutta l’energia vitale che prorompe, allora, dobbiamo cambiare il modo che abbiamo di stare con noi stessi. Dice Loredana: « La sera è il momento peggiore…» Perché la sera è il momento peggiore? Perché arriva il buio. Il buio è un’energia preziosa perché, cosa fa? Il buio -annulla- soprattutto il tuo peggior nemico. Qual è il tuo peggior nemico? Quello che credi di essere, quello che vuoi essere. La nostra anima non ha bisogno del nostro parere. Come le piante germogliano, dentro di noi c’è una forza “germogliante”, solo che noi ci siamo fatti un’idea di noi. È questa idea di noi il nostro peggior nemico, allora il buio viene per sgominarla, come se dicesse: « Dai, per favore dormi! Spegniamo la luce, sono stufa di sentirti dire che cosa credi di essere. Lascia fare a me!» L’anima vuole -fare lei-. L’anima, che è quell’immagine di noi unica e irripetibile, è un essere molto speciale, molto particolare, l’anima è come una donna. Come sono le donne? Le donne sono “un po’ si e un po’ no”. Quando un uomo è geloso è geloso per davvero, va fino in fondo, è disposto a tutto. Una donna no, una donna un po’ è gelosa e un po’ ironizza. L’anima come le donne adora il cambiamento, adora le sorprese, detesta la routine, è esattamente l’opposto degli uomini. L’anima non sopporta assolutamente, (come anche le donne non sopportano), le certezze assolute; sono sempre pronte alla novità, eppure sono tradizionali. Quanto l’anima adora le tradizioni! Nella nostra cultura si è spenta questa idea, tutto è diventato un -tutto uguale-, c’è un senso di inutilità. Se volete capire l’anima guardate i bambini quando ci sono le feste: la Pasqua, il Natale, la primavera che sorge, il tramonto. L’anima è naturale, come le mestruazioni che tornano ogni mese e quando non serviranno più si spegneranno, come avviene nella menopausa. Questa è l’anima: ha leggi differenti da quelle che pensiamo. L’anima non ha certezze, non ha nessuna certezza, come le donne. Le donne sono pronte a tutte le novità, però sono molto tradizionali: la biancheria, la pulizia, tutto deve “tornare”. Quando ci allontaniamo dai codici femminili dell’anima ci ammaliamo: ecco l’attacco di panico. Il panico è tutta la vita che soffochiamo e che non viviamo. A costo di soffocarci l’anima irrompe con l’attacco di panico. «La sera era il momento peggiore » dice Loredana, «Il pensiero mi dominava dalla mattina alla sera. Ora sento ciò che accade dentro di me. A volte chiudendo gli occhi c’è il vuoto». Ecco, quando c’è il vuoto significa che tu stai facendo con te stessa un lavoro molto importante: stai “svuotando”, come se dicessi: il Raffaele che conosco non conta più nulla, conta questo vuoto. Vuoto! Un’energia, quella del vuoto, che il pensiero cinese diceva essere il “latte dell’anima”. Noi stiamo bene quando siamo vuoti, non quando siamo pieni di pensieri, dobbiamo impararlo, i pensieri ci fanno ammalare. Sentite cosa ci dice Loredana: «Chiudendo gli occhi c’è il vuoto e mi sembra di non esistere, poi aspetto, sto calma, cerco di non scappare dal vuoto ed ecco che arriva un’emozione, un desiderio, un profumo». Quante cose contiene il vuoto? Quante cose nasconde il panico? Avrebbe mai detto Loredana, che guardando qualche blog e affidandosi al vuoto il panico si sarebbe allontanato e si sarebbe trasformato in un profumo, in un desiderio e io aggiungerei in un’immagine? Che immagine di donna nasconde il tuo attacco di panico? Magari una cavallerizza, magari una pittrice, magari una danzatrice del ventre. Se vogliamo aiutare l’anima a essere se stessa dobbiamo trasformare le malattie in immagini. «È stata dura arrivare a sentirmi e il buio ancora un po’ mi spaventa». Ecco, è bello poter dire: il buio ancora un po’ mi spaventa, è bello essere spaventati! Significa che in qualche modo siamo in un territorio dove non ci sono le paludi, dove potremmo anche precipitare ma qualcosa sta cambiando, perché non c’è più quella spaccatura tra me che ragiono, che penso e che vado in giro e tra il mio femminile che invece vuole sorprese, immagini e fantasie. «Voglio fidarmi di me stessa», non c’è da fidarsi di sé stessi, c’è da abbandonarsi a ciò che capita. –Voglio fidarmi di me stesso è un progetto-, accogliere l’ansia quando arriva invece non è un progetto ma un elemento pratico, veramente pratico, ecco, questo dobbiamo imparare, guardarsi dentro è questo. Quanto vuoto c’è stato nella mia giornata oggi? A cena con Roberto o con Francesca ho sentito vuoto? Cercare il vuoto significa non avere identità o meglio non avere quell’identità conosciuta. Smetterla di essere quello che credi e quando smetti di essere quello che credi sei nella casa dell’anima. Buona giornata a tutti.
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