Scopri il maestro che c'è in te

Buon giorno a tutti, su Riza di questo mese parliamo dello scoprire il nuovo che c’è in noi. Nel post precedente vi ho parlato delle cose che ci vengono facili e dei talenti che si scoprono dopo una certa età. Ma allora, quando si invecchia ci sono tante cose da imparare? Sì, ma dal- dentro- di noi. Passiamo la vita ad andare a scuola per imparare cose che non ci servono a nulla e invece ci dimentichiamo dell’unica cosa che conta nella vita: quello che sappiamo senza averlo studiato, senza averlo imparato. Ai gruppi del giovedì è venuto un professore di anatomopatologia, il quale ha detto: «Sono venuto per imparare delle cose nuove». E io gli ho risposto: «Perché vuole imparare? Pensi a insegnare». Questa è una cosa molto importante: svegliatevi la mattina e invece di dire: “Oggi cosa imparo dalla vita?”, che è un luogo comune, provate a dire: “Io oggi voglio insegnare qualcosa a qualcuno”.In modo che si sviluppi dentro di voi l’immagine del maestro. Noi passiamo la vita ad essere allievi e invece siamo anche maestri. Con i nostri figli siamo maestri ma siamo “maestri di luoghi comuni”, perché gli diciamo le cose che i nostri genitori hanno detto a noi: “Non studi, comportati bene, fai il bravo, ma perché torni sempre così tardi, sbrigati, cerca di risparmiare di più”. Nel cervello di ognuno di noi c’è l’allievo che studia e che impara ma c’è anche il maestro. Solo che il maestro ce lo dimentichiamo. Lo scrittore Isaac B. Singer che era un grande studioso dell’anima ebraica, racconta questo episodio: un allievo va da un grande rabbino per imparare, il grande rabbino gli dice: «Vai ad insegnare»;  «Ma io non so cosa insegnare!», risponde l’allievo. Allora il rabbino dice: «Insegna le cose che sai dentro di te». «Ma io non so quali sono…» «Peccato, vuol dire che ti sei distratto» Dentro a ognuno di noi c’è una naturalezza che insegna. Quando possiamo essere maestri? Quando la smettiamo di voler essere dipendenti e sempre allievi. Quando smettiamo di aspettarci che qualcuno ci dia delle risposte. Diventare maestri significa anche imparare a fidarsi del nostro signore sconosciuto che ci abita. «Ma io dottore cosa ho da insegnare?». Socchiudi gli occhi, affidati al tuo “posto buio” e vedrai che ci sono alcune cose che sai solo tu, non te le ha insegnate nessuno ma tu le sai. Ci sono persone che percepiscono il tempo meteorologico meglio delle previsioni del tempo, Ce ne sono altre che vedono i dettagli: «Ma Michela! Come ti sei vestita, ti porto io nella boutique giusta!»Ci sono persone che si accorgono, per esempio, che stai sbagliando a cucinare. Ci sono persone che non hanno mai provato a farlo e sanno fare il pane. Anziché pensare sempre a cosa devi imparare, pensa cosa puoi insegnare. E cosa puoi insegnare se non quello che sai? E cos’è quello che sai? Quello che dentro di te sta facendo l’essere unico che sei. Vuoi che non sappia insegnare? Ultima cosa, la maturità: via, via che invecchiamo, l’anima cerca di imparare a fare cose nuove. Siccome sa che ha poco tempo perché ci avviciniamo alla morte, ha bisogno di esprimere delle capacità, delle possibilità, dei talenti e la voglia di imparare cose nuove per poterle trasmettere meglio alle persone che verranno. Invecchiando si presenta il momento migliore per conoscere più a fondo i nostri talenti, i nostri interessi e per trasmetterli ad altri. Insomma, siate buoni maestri, non solo allievi. Buona giornata.

TAG
RAFFAELE MORELLI
SPONTANEITÀ
NATURALE
STAR BENE
TALENTO
CORPO
AUTOSTIMA
SAGGEZZA
INVECCHIARE
APPROFONDISCI
Il giornale dell'Autostima - Luglio/Agosto 2017
Il giornale dell'Autostima - Luglio/Agosto 2017

Star bene con te stesso è l'unica cosa che conta

CONSIGLIATO PER TE
Il giornale dell'Autostima - Settembre/Ottobre 2017
Il giornale dell'Autostima - Settembre/Ottobre 2017

Quali sono i falsi problemi che possono mettere a rischio la nascita di un am...

AGGIUNGI UN COMMENTO
Iscriviti alla newsletter RIZA e ricevi notizie e suggerimenti per prenderti cura di te!
Test della settimana
Test della settimana
Come vivi le tue paure?