Panico, una scossa per rinascere
Attacchi di panico

Panico, una scossa per rinascere

L'angoscia tipica di un attacco di panico ha una funzione analoga ai dolori del parto: farci rinascere rinnovati, lontani dal personaggio fittizio che è all’origine delle nostre sofferenze

Il Segnale di un'identità "scaduta"

Nei racconti di chi ne soffre, gli attacchi di panico e il loro corredo di sintomi, ovvero capogiri, difficoltà respiratorie, sudorazioni, formicolii agli arti, sono percepiti come segnali di morte imminente. Questo perché sembra che la nostra stessa identità stia naufragando. Per questo gli attacchi di panico dovrebbere essere più correttamente letti come il tentativo che l'inconscio mette in campo per liberarsi proprio di questa identità, per partorirne una nuova, più autentica e armonica con la propria natura.
Per comprendere meglio questo punto, abbiamo preparato un'esercizio utile a chi soffre di attacchi di panico.

Cosa fare quando il panico è sulla nostra strada

Quando senti arrivare i primi sintomi degli attacchi di panico, immagina di doverti preparare a far venire alla luce una nuova parte di te, come se l’attacco di panico fosse una sorta di “parto”. In primo luogo cerca una posizione comoda: se ti senti costretto, liberati della cintura o allenta un bottone della camicia. Concentra poi la tua attenzione sul respiro e cerca di fare respiri corti, superficiali e regolari e “appoggiati” sul bacino, proprio come se dovessi raccogliere le forze in vista dell’evento.

Probabilmente i sintomi tipici delgli attacchi di panico interferiranno  che con questa operazione di “accomodamento” : un senso di oppressione al petto, il formicolio agli arti, capogiri o sudorazione fredda… Intervieni su di essi, massaggiando dolcemente ma anche con vigore la parte in cui si condensa il malessere. Per esempio, se avverti l’oppressione al petto, massaggia il torace; se invece senti un formicolio alle braccia o alle gambe, massaggia gli arti; se ti senti il viso imperlato di sudore o avvampare, con tutte e due le mani massaggia il viso, come se dovessi, attraverso il massaggio, liberarti della tensione che percepisci, facendola fuoriuscire verso il basso. Il movimento deve essere deciso, come se stessi “spingendo” fuori da te, esattamente come nel parto, la forza che in te sta cercando una via d’uscita.

A questo punto ti accorgerai che il malessere, arrivato all’acme, comincia a diradare. L’intensità che caratterizza gli attacchi di panico andrà via via scemando, mentre tu avvertirai una sensazione di svuotamento, di grande stanchezza mista a sollievo. Proprio come accade dopo aver partorito. Rimettiti nella tua postura abituale, ricomponiti e lascia simbolicamente che il “piccolo” appena nato, faccia sentire la sua presenza, impegnandoti a non censurare azioni e reazioni spontanee. Per esempio: ti scappano parole grosse? Forse è il momento di liberarsi da un eccesso di auto-controllo o di conformismo. Fai gesti eclatanti? Probabile che sia ora di uscire da dietro le quinte. Scalci o tiri un pugno? Ti sta segnalando che non sei tutto “di testa” ma hai da esprimere delle istanze aggressive. Sorridi o ti commuovi? Forse è ora che tu ti arrenda alle emozioni....

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