L'aiuto pratico
Litigi con i figli: come superarli

La vita con un figlio adolescente è complicata: si cerca di far andar meglio le cose, di migliorare il rapporto, ma forse è proprio questo il problema…

Ci scrive Melissa, una lettrice di Riza Psicosomatica, disperata dopo l’ennesimo litigio con il figlio adolescente: “Ha 14 anni, so che è un’età difficile ma non so più come prenderlo. Vorrei tanto sistemare le cose con lui, ci penso e ci rimugino ma non ne vengo a capo, ci scontriamo di continuo! Come posso risolvere il problema?” L’ingresso nell’adolescenza di un figlio spesso provoca incomprensioni e problemi con i genitori ed è quello che sta succedendo a Melissa: il bambino dolce e timido di ieri si sta trasformando in un ragazzino diverso, a volte scontroso e incomprensibile, e così litigi sono all'ordine del giorno. Questa fase della crescita porta inevitabilmente con sé conflitti, relazioni faticose e discussioni per la conquista di “nuovi diritti” di una maggiore autonomia, sfociando appunto in frequenti litigi tra genitori e figli.

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Sei tu a scegliere come affrontare i litigi

Di fronte a una situazione del genere, Melissa può mettere in atto due strategie. Da un lato può pensare: “Ecco, abbiamo litigato di nuovo, non facciamo altro che discutere, ho proprio un problema con mio figlio, ma perché fa così? Forse è colpa mia, non sono una buona madre, non l’ho educato bene, devo essere più dura? O forse devo essere più comprensiva? Non so cosa fare…”. Così facendo si entra in un labirinto e quei litigi ne produrranno altri: quando Melissa sarà con lui cercherà di intervenire secondo una certa idea, in realtà molto confusa, di “come devono andare le cose con i figli” e trasformerà ogni litigio in un problema perenne. Oppure, Melissa può iniziare a pensare: “Alle 16 ho litigato con mio figlio. È successo. Sento la rabbia, la frustrazione ma non la commento, non cerco chi ha ragione né come risolvere la cosa. Percepisco le mie emozioni e basta.”  Così facendo, Melissa non si fissa sul problema, ma porta l’attenzione su di sé, su quella parte di lei che produce spontaneamente ciò che c'è: il suo mondo interno, il nucleo che le manda le emozioni. Cosa cambia? Tutto…

Supera i litigi con le immagini

Ecco un esercizio che, ad occhi chiusi, Melissa e chi ha come lei il problema dei litigi coi figli, può fare. Vai indietro nel tempo, tenendo sempre gli occhi chiusi, fino ai tuoi 14, 15 anni, fino a un momento in cui stai danzando. Ti vedi mentre danzi? Osserva il tuo volto: com’è? Sereno? Felice? Spensierato? Adesso apri gli occhi e chiediti: dov’è adesso quella ragazza che danza? Dov’è finita? La fai danzare nella vita di tutti i giorni? E quando sei con tuo figlio? Perché se non la fai danzare mai, non c’è da stupirsi che arrivino le crisi. Il problema non è tuo figlio, non è il rapporto con lui, ma è "la te stessa" che porti in campo quando sei con lui. Il disagio lo crea l’identità che hai con lui. Pensaci: con lui sei quella che danza o quella che “vuole sistemare le cose”? 

Con i litigi, l’anima ti fa ritornare alla vita

Che cosa interessa davvero all’anima? Solo una cosa: farti vivere, riempirti la vita! L’anima è pratica, operativa, non le interessa altro né fa altro. Quando stai vivendo poco, quando sei “vuoto”, l’anima ti fa star male, ti manda un dolore, un litigio, una crisi. Star male è la risposta dell’anima a una condizione in cui stai perdendo la vita… e per fortuna! In questo modo ti obbliga ad accorgertene e a reagire. Cosa invece è sbagliatissimo? Identificare lo star male con una causa esterna e pensare di doverlo appianare a ogni costo. “Il mio problema è il rapporto con mio figlio” dice Melissa, ma più lo identifica e si impegna a risolverlo, più lo ricrea, lo amplifica e infine lo rende cronico. Il disagio lo crei solo tu, nessun altro: il dolore non arriva perché litighi con tuo figlio, ma perché non stai danzando nella vita. Il tuo compito allora è uno solo: riprendi a danzare e a fiorire e vedrai che anche tuo figlio se ne accorgerà e tra voi molte cose cambieranno!

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