Depressione
Curare la depressione con le immagini

L'immaginazione è il primo farmaco da usare contro tristezza e depressione; grazie a lei, usciamo dalle gabbie del pensiero razionale, che blocca ogni rinascita

Quando stiamo male, quando la depressione ci fa vedere tutto nero, la cosa che ci viene spesso spontaneo fare è cercare le cause del nostro malessere. Così facendo andiamo fuori strada: la depressione non viene per essere capita, ma affinché tramonti quel personaggio non più "funzionale" col quale ci siamo identificati, e sorga un nuovo modo di essere al mondo, più armonico con la nostra personalità, con le nostre caratteristiche individuali, con i nostri talenti. Inizialmente, la nostra mente si ribella ai cambiamenti imposti dalla depressione, perciò resistiamo ma come risultato otteniamo solo un aumento del malessere: che fare?

Le immagini placano la depressione 

Esiste un'altra strada per oltrepassare la depressione? Si, è la via dell'immaginazione. Proprio così: questa straordinaria qualità del cervello umano è la prima arma da utilizzare quando stiamo male, quando la tristezza ci avvolge, quando l'umore sembra volgere a un nero perenne. Il grande psicoanalista James Hillman affermava che le immagini che si formano nella mente sono "ponti" fra l'inconscio e la coscienza, qualcosa che si nasce nella parte più antica del cervello per transitare in quella nuova e indicarci la rotta da seguire. in tal senso l'immaginazione non è una fantasticheria, ma una vera e propria terapia. Attraverso di essa è possibile costruire dei percorsi di uscita dalla depressione, detti "immaginate", come quella che state per leggere. In questo articolo troverai i dettagli necessari per utilizzare l'immaginata come autocura.

L'inverno della depressione si scioglie a primavera... 

L’immaginazione mi conduce in un bosco folto, fitto e buio… ho l’impressione di essere in un luogo conosciuto ma, allo stesso tempo, anche ignoto, mi fa paura... Ci sono molti rovi, con piccole spine che si attaccano ai pantaloni e a volte pungono la carne…Mi trovo davanti a un tronco caduto, coperto di muschio e rampicanti, dalla corteccia fradicia spuntano piccoli funghi…ci passo sopra… Mi sento oppresso, irritato, come se avessi dimenticato qualcosa d'importante: per quanto mi sforzi non riesco a ricordare…la depressione si fa sentire anche qui... eppure è primavera e tra molte foglie secche spuntano piccole corolle di fiori bianchi e azzurri, qua e là il bagliore giallo delle primule...guardo tutto questo quasi distrattamente… poi sento i miei passi che fanno scricchiolare le foglie e piccoli rami caduti durante l’inverno…questo rumore mi piace…mi fa sentire, nonostante il mio stato d’animo, più vivo, nonostante la tristezza, la depressione...

... Rinasce la natura, e tu con lei... 

...Così, arrivo ad un ruscello: nelle pozze piccoli pesciolini guizzano veloci alla mia vista, si nascondono tra i sassi, mi fermo…dentro di me “sento” che devo fermarmi.. mi siedo su di un masso, guardo l’acqua scorrere lentamente...quest'acqua che scorre, come la vita...ad un tratto sento un rumore... guardo intorno e non so che aspettarmi…A una decina di metri da me, tra gli arbusti, c’è qualcosa che si avvicina…Ora lo vedo: è un daino...che meraviglia.. mi vede e si ferma… ha il manto del colore delle foglie secche o delle castagne… annusa l’aria, si guarda intorno…io rimango immobile…penso che ora scapperà ma invece si avvicina lentamente, esitante, le orecchie mobili intente a cogliere rumori… 

Ora la depressione è solo un ricordo 

Il daino mi guarda, con i suoi grandi occhi… possibile che non mi trovi pericoloso? Possibile che si fidi? Nel silenzio del bosco mi  guarda ancora poi, incredibilmente, abbassa il collo, beve dal torrente, senza fretta e io penso che si tratti di un evento straordinario, toccato a me, solo a me... Dov'è la mia depressione? Non la sento ora... Ha finito di bere, mi guarda ancora e poi si avvicina: è un’emozione fortissima…il suo muso non è distante dalla mia mano e io alzo lentissimamente il braccio: non indietreggia, non fugge…si protende e mi annusa la mano…poi, inaspettatamente, la lecca più volte e i suoi occhi sono tranquilli… Sono profondamente commosso, avverto l’odore di muschio del suo pelo, il calore del suo corpo…Poi si ritrae pian piano ,si gira, torna nell’intrico del bosco ma, prima, si gira a guardarmi, scompare…La mia immaginazione mi ha portato nel bosco per questo incontro, ora non ho più niente da fare qui…Torno sui miei passi e i fiorellini visti prima hanno ora tutta la mia attenzione e godo alla loro vista…Ora so che ho incontrato una parte di me stesso che avevo dimenticato… e che mi  ha restituito vitalità e mi ha aiutato a superare la tristezza, la depressione…la commozione che ho sentito è autentica e forte e non chiede di essere descritta né spiegata, ma solo accolta, solo accettata...

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