Attacchi di panico: chi è più predisposto?
Attacchi di panico

Attacchi di panico: chi è più predisposto?

Gli attacchi di panico colpiscono soprattutto chi finge di essere quello che non è: ecco le maschere più diffuse che possono innescare il disturbo

Se qualcuno ci chiedesse di descrivere noi stessi, la maggior parte di noi elencherebbe una serie di aggettivi che lo connotano e che costituiscono i tratti salienti della sua personalità. Ma questi tratti, molto spesso, non sono del tutto nostri: appartengono in buona parte a una maschera "sociale" costruita negli anni, smussando o adattando le nostre caratteristiche più salienti al contesto e alle relazioni in cui siamo calati. La indossiamo senza accorgercene per nascondere la nostra natura più autentica dietro a un profilo considerato socialmente migliore. Attenzione: sono proprio queste maschere a farci cadere nella trappola degli attacchi di panico.

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Accade quando siamo così abituati a portare la maschera da scordarci che in noi c'è anche molto altro che non stiamo esprimendo. Si tratta di un equilibrio fasullo e precario, che alla fine si rivelerà troppo rigido, inadeguato. Quando troppe "parti" di noi non hanno diritto di cittadinanza e sono quindi negate, iniziamo a soffrire, a sentire che qualcosa non va per il verso giusto, ma la reazione più comune è di negazione e di rafforzamento proprio delle difese rappresentate dalla maschera: non riusciamo a riconoscerci se non così, e quindi non crediamo che proprio "lei" sia il nostro problema.

Serve uno scossone violento che ce ne liberi. Questo terremoto psichico è proprio l'attacco di panico, che non a caso colpisce sempre di sorpresa, senza che vi sia una situazione o una causa ambientale a innescarlo. Il suo "scopo" non è cancellare del tutto la maschera (operazione impossibile), bensì ridurre il peso eccessivo che ha assunto nelle nostre vite.

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Sei identikit di chi è più a rischio attacchi di panico

Esistono dei tipi psicologici più soggetti a soffrire di questo disturbo. Leggi questi profili e se ti riconosci, metti subito in atto le contromisure.

Il perfezionista: essere il "numero uno" per piacere agli altri ci rende finti

Il desiderio di apparire "assolutamente perfetti" agli occhi di tutti ci costringe a costruire, giorno dopo giorno, una maschera che nasconde sì fragilità e debolezze, ma limita creatività e talento. Ogni volta che seguiamo queste regole di comportamento sacrifichiamo una parte di noi stessi. Se diventiamo un personaggio che non ci assomiglia neanche un po', gli attacchi di panico non tarderanno ad arrivare. Come non esiste luce senza ombre, allo stesso modo non esiste una persona colma di pregi senza alcun difetto: l'imperfezione e la compresenza di caratteristiche opposte è la quintessenza dell'essere umano.

Il moralista: fra desiderio e regole è il panico che vince

Quando vorremmo far qualcosa che esce dai nostri comportamenti abituali possiamo nasconderci  dietro la maschera del moralismo: non si fa perché non si deve. Ma a livello psichico, le questioni di principio non esistono: sono solo alibi che consentono di barricarsi dietro il cosiddetto "senso comune". Questa è la maschera che si indossa quando, non sentendosi abbastanza sicuri e temendo il potere travolgente dei desideri, ci si nasconde dietro parole e regole apprese per non assumersi responsabilità alcuna verso di Sé. Ecco allora gli attacchi di panico arrivare e chiederci di rispettare ciò che nell'intimo siamo e desideriamo, costi quel che costi. Il prezzo da pagare è sempre preferibile a un'esistenza tutta giocata in difesa.

Il buono: quando l'altruismo obbligatorio ti soffoca

Quando recitiamo la parte del buono ad ogni costo, della persona sempre disponibile, punto di riferimento e di appoggio per tutti, significa che stiamo trascurando o tradendo il nostro naturale lato egoistico, che viene rimosso. Si "sceglie" questa maschera quando si è intimamente convinti che sia l'unica accettabile dagli altri, la sola che ci garantirà l'amore, ma puntualmente accade il contrario. I finti buoni finiscono col manipolare e coll'essere manipolati: tu mi devi amare perché sono bravo, io devo essere sempre a disposizione per non perdere il legame con te. Un circolo vizioso da spezzare mettendo in campo le proprie esigenze accanto a quelle altrui, prima che sia il panico a imporlo con tutta la sua potenza.

Il romantico: sogna una storia "dorata" perché l'amore vero fa paura

Sognare il grande amore, l'amore ideale è spesso un "escamotage" che ci distacca dalla realtà; vi ricorriamo quando intimamente siamo convinti di non  riuscire a vivere un amore reale, con gli alti e bassi che caratterizzano ogni relazione autentica. Allora vestiamo i panni dell'eroe o dell'eroina romantica che inseguono l'assoluto. A forza di aspettare l'amore idealistico, perderemo di vista tutti gli incontri che, giorno per giorno, la vita ci regala. Evolvere significa superare questo idealismo sterile e controproducente e accogliere tutto quello che il sentimento vero porta con sé: gioie e sofferenze, vitalità e delusioni. L'amore naturale è mutevole e dinamico, quello ideale è statico e irrealistico. Se non lo comprendiamo da soli, ci pensa il panico...

Il normale: una vita senza scosse è come un mare congelato

È un mito che molti rincorrono: una vita tranquilla, senza complicazioni, senza imprevisti e problemi o novità da affrontare. Ma è davvero normale esser sempre calmi, non esser turbati da alcun evento, affrontare gli imprevisti e sopportare ogni cosa con il sorriso sulle labbra? Certo che no. Se qualcuno è naturalmente così, si tratta di un'esigua minoranza, ma tutti gli altri indossano semplicemente una maschera che nel tempo soffoca e congela i veri sentimenti e le emozioni più intense e autentiche, che possono trovare un'altra forma per venire alla luce: quella del panico!

Il duro: non chiede mai nulla e poi crolla

Dimostrarsi vincenti e sicuri di sé a tutti i costi, alla lunga rischia di trasformarsi in una trappola. Non appena la realtà smette di rispondere positivamente alle aspettative e i dubbi sulle proprie incrollabili certezze cominciano a manifestarsi, ci si aggrappa a queste ultime con tanta forza da arrivare a negare anche l’evidenza, pur di confermare agli altri e soprattutto a sé stessi la propria immagine di persona “tutta d’un pezzo”, che non si lascia mai piegare. Ansia e depressione, se ci sono, vengono ignorate e l’attacco di panico diventa allora  l’unico strumento che l'anima può mettere in campo per rompere questi schemi fasulli, che tengono in piedi un personaggio del passato, ormai tramontato.

Prevenire il panico: quattro suggerimenti utili ogni giorno

  • Mettiti in dubbio. Non fissarti nell’immagine che ti sei fatto di te, prova a dare nuove risposte alle vecchie domande.
  • Esci da principi o pregiudizi. Abbandona un’azione guidata solo da "principi imprescindibili". Lascia accadere nuove cose.
  • Ritrova la passività. Non aver paura delle esperienze che escono dai canoni che ti sei dato o che non rispondono agli ideali che insegui, ma lasciati andare e accetta quello che la vita ti sta portando in dono.
  • Sciogli le corazze difensive. Anche esercizi di rilassamento, ginnastica passiva e tecniche corporee possono aiutarti a recuperare un po' di flessibilità fisica e mentale.
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