Ansia
Segui il tuo fiuto per dire addio all'ansia

L’apprensivo vive in uno stato di ansia perenne che lo costringe a vivere ogni evento come pericoloso, ma quando riesce ad ascoltare l’istinto, l’ansia passa

Esiste un’ansia che rimane sotterranea e per la quale solo di rado vengono presi "provvedimenti." Parliamo dell’apprensione, anzi, per dirla in modo completo, dell’atteggiamento apprensivo. L’apprensione è qualcosa cui ognuno di noi può andare incontro in momenti di preoccupata attesa (l’esito di un esame, un familiare che ritarda, una decisione del datore di lavoro). L’atteggiamento apprensivo invece è uno stato di costante preoccupazione che non cessa mai. L’ansia qui non è la risposta consona a certe situazioni, ma diventa una sorta di stile di vita, il modo principale, e in alcuni casi l’unico, con cui la persona affronta la realtà, sia quando è problematica, sia quando non lo è, al punto che anche le situazioni piacevoli diventano incredibilmente motivo di attivazione dello stato d’allerta.

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Indagare le cause non fa passare l'ansia

Quasi sempre apprensivi non si nasce: lo si diventa, ma una via d’uscita c’è. Non si deve pensare di far sparire totalmente la tendenza ansiosa, ma di compiere un riassetto della personalità. Per farlo non bisogna capire le cause, ma occorre riportare il baricentro dentro se stessi, visto che, da troppo tempo, si trova fuori dai propri confini. Chi soffre di questa forma di ansia vive come “proteso”: non assapora il tempo presente perché è sempre proteso nel futuro, in quel che potrebbe accadere di brutto da un momento all’altro. E non vive il proprio corpo né la situazione concreta in cui si trova perché è proteso nella prevenzione del male e dell’imprevisto. Il suo corpo, la mente, la psiche, il sistema nervoso sono tutti orientati a gestire, a controllare, a scongiurare. Egli vive fuori da sé e ha un gran bisogno di rientrare.

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Quando l'ansia obbliga a una vita scaramantica

Il problema principale sulla via della guarigione risiede proprio in questo punto: l’apprensivo avrebbe tanta voglia di rientrare in sé, di abitare se stesso e la realtà in modo più comodo, meno stressato, ma è convinto che mollare la presa potrebbe far accadere qualcosa di terribile. L’apprensivo attua quindi una sorta di scaramanzia. Come lo scaramantico compie dei gesti rituali per evitare malocchi e rovina, così l’apprensivo mantiene uno stato di allerta costante pensando così di evitare che il futuro irrompa con la sua dose di cattiva sorte. Arriviamo al cuore del problema e alla sua soluzione: l’apprensione è come una forma immatura di preveggenza, quella che gli antichi greci chiamavano appunto mantica. 

Ritrovare la "vera preveggenza": l'intuito

Non stiamo dicendo che l’apprensivo “prevede il futuro”: di rado accade proprio quello che temeva e più che altro avviene perché, vagliando decine di ipotesi infauste, una ogni tanto “la azzecca”. Spesso inoltre il peggio accade perché è lui stesso a favorirlo con il suo atteggiamento. In generale, però, l’apprensivo ha dentro di sé un’attitudine intuitiva che deriva proprio da una spiccata passione per la “conoscenza del futuro” e per le infinite possibilità che contiene, di cui non è ben consapevole e che gli eventi della vita hanno cristallizzato in questa sgradevole forma ansiosa. Recuperare questa capacità di “visione strategica” e farla vivere in modo sano costituisce la vera soluzione al problema di quest'ansia. Non ha nessun senso dire a una persona che vive nella paura: "Non aver paura, tanto non accadrà nulla". Quel che occorre dire è: "Cerca di conoscere meglio la realtà, i pericoli, le risorse, le possibilità. Fidati della tua intuizione se vuoi evitare cose sgradevoli, perché l’intuizione ti dà padronanza, il terrore te la fa perdere". L’apprensivo non è un indovino, ma un intuitivo che deve riprendere in mano, in modo consapevole, il proprio talento anticipatorio.

Come uscire dal circolo vizioso dell'ansia

Chi è apprensivo vive due tensioni assieme: teme il futuro, ma lotta spasmodicamente con se stesso per spegnere questo timore. Continuare a pensare a quel che potrebbe accadere, vagliare all’infinito le possibilità, rifare mille volte la lista delle cose da fare nella giusta sequenza sono tentativi di far tacere la paura, di tranquillizzarsi. Tentativi inutili, perché il vero timore non viene dal futuro, ma da dentro e nessuna agenda, per quanto ben organizzata, può far niente per fermare qualcosa che viene da dentro.

Primo passo: senti bene la tua ansia

Il primo passo è quindi molto semplice: la paura viene da dentro? Accetta la paura! Sei tu a produrla, non il mondo. Prova a ripetere a te stesso: "Sì, arriva la paura, non so cosa può accadere, sono davanti al mistero e ne sono terrorizzato". Non provare a gettare luce in quel buio, accetta invece che c’è. Ancora: "Ho paura di quel che accadrà e non posso farci niente". Smetti di formulare ipotesi a ripetizione, stop, ferma tutto: "Ho paura, ho paura e resto qui, con la mia paura".

Secondo passo: trasformala in gioia

La paura può essere sentita direttamente nel corpo. Focalizzati sul punto in cui è più presente: la pancia, la testa, il petto. Lascia che quella sensazione si allarghi. Mentre la percepisci, mentre la senti, evoca tutti i pensieri che solitamente metti in campo proprio per non sentirla: ti accorgerai di quanto ora ti sembrano lontani, nebulosi, inefficaci. In una parola: inutili. Inizierai a sentire un senso di liberazione che piano piano crescerà trasformandosi alla fine in sollievo, leggerezza e… sì, in gioia!

Terzo passo: aspetta l’inaspettato

Non serve che tu faccia altro: se l'ansia viene da dentro - e alla base non è altro che energia psichica sotto forma di un particolare stato neurochimico - quando tu le permetti di fare il suo corso lei stessa trova il modo di trasformarsi, di diventare altro. Tutte le energie prima convogliate nel fantasticare sistemi di difesa verso i pericoli, si troveranno libere e disponibili. Senza sforzi si affacceranno idee, intuizioni, immagini, associazioni di idee, ricordi, qualunque cosa il cervello riterrà opportuno inviarti per utilizzare le tue qualità nel modo giusto: essere pronto a ciò che ti aspetta, qualsiasi cosa sia.

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