Inseguire la vita...fa venire ansia!
Ansia

Inseguire la vita...fa venire ansia!

Vivere solo per raggiungere obiettivi fa nascere il timore del tempo perduto e di quello che non ci sarà più: per liberartene devi ritrovare il piacere di fare

Per quanto sia un fenomeno naturale, non è facile accettare che il tempo passi in modo inesorabile. L’ansia che questo pensiero provoca è sempre più diffusa già dai 30 anni di età, quando le settimane, i mesi e gli anni sembrano “volare”. Certo, il problema del tempo che fugge non è nuovo: già nell’antichità, il filosofo latino Seneca insegnava a vivere bene il tempo con la sua opera “Sulla brevità della vita”. La vita che molti di noi conducono sembra fatta per rapinarci di questa preziosa e invisibile “sostanza” poiché viviamo tutti dentro una grande illusione: quella che la vita sia una grande corsa a tappe, con passaggi obbligati (studio, matrimonio, figli, carriera…)che non bisogna rimandare, con l’obiettivo di essere una persona realizzata per come lo intende il mondo.Una visione di questo tipo non può che creare ansia: ogni deviazione, intoppo e ogni percorso personale non è accettato e produce effetti devastanti sulla psiche, facendoci sentire diversi e inadeguati rispetto al “modello unico”. Così il tempo diventa motivo di rimpianto e di angoscia. C’è quindi un grande bisogno di “ritrovare il tempo”, ma non quello perduto, come diceva Proust, bensì quello presente.

Vivere il presente, senza troppe “mete”

È soltanto “il sistema” che ci ruba il tempo, o siamo anche noi che contribuiamo a farcelo rubare? Nessuno ci ha mai insegnato l’arte di usare il tempo e, quindi, siamo prima di tutto noi a non saper vivere il tempo e a rubarlo a noi stessi, assumendo un atteggiamento sbagliato: ci comportiamo come se ne avessimo all’infinito e, allo stesso tempo, viviamo nella fretta e nello stress, come se non fosse mai abbastanza. Una cosa è certa: non possiamo aspettare che la realtà ce ne conceda di più, né possiamo concepire come tempo vero “quel che resta del giorno”, cioè i brevi ritagli dagli impegni. Dobbiamo abbandonare la passività che si nasconde dietro la maschera dell’attivismo continuo e tornare a essere più presenti e “vivi” nelle nostre attività quotidiane.

Rallentiamo la routine

La routine è inevitabile ma bisogna adattarla alle nostre caratteristiche personali, anche se siamo immersi in una “corrente” di impegni. Vivere tutto di fretta, conduce all’automatismo, nel quale non siamo presenti a noi stessi e non ci accorgiamo del tempo che trascorre. Tuttavia è possibile imporre ritmi più lenti, uscendo dalla meccanicità e vivendo in uno stato di consapevolezza. Molti vivono quasi solo secondo il senso del dovere, mentre altri fanno quasi tutto secondo il senso del piacere. In entrambi i casi tuttavia le persone percepiscono il tempo che fugge. È necessario quindi che vi sia una giusta via di mezzo tra questi due principi. Solo la compresenza di piaceri e doveri, scandisce armoniosamente il tempo e ci dà la sensazione di “sentirlo nostro”.

Così vivi le tue giornate al meglio!

  • Dormi sempre il numero di ore per te necessario: la stanchezza offusca tutto
  • Non farti interrompere troppo da telefonate e messaggi.
  • Concediti momenti “senza scopo” in cui non fare nulla.
  • Ogni tanto obbligati a non dire sempre le stesse frasi, nello stesso modo
  • Non collocare la felicità sempre e solo in un risultato da raggiungere.

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