Le erbe giuste contro l'influenza gastrointestinale
Salute

Le erbe giuste contro l'influenza gastrointestinale

Gli estratti di mirtillo, finocchio e melissa placano l’infezione e preservano dal contagio anche mamma e papà; ma per prima cosa, facciamoli bere molto…

Dissenteria, nausea e vomito, talvolta febbre e crampi: si manifesta così la cosiddetta “influenza intestinale”. Si tratta in realtà di gastroenterite, una malattia causata da virus differenti da quelli influenzali (in genere il responsabile è il cosiddetto Rotavirus) e che può essere molto fastidiosa per i nostri bambini. In questo periodo dell’anno il corpo del bambino è più suscettibile alle infezioni virali che colpiscono il tratto intestinale, a causa della facile contagiosità e dell’immaturità del sistema immunitario dei più piccoli. Nella maggior parte dei casi il disturbo si risolve senza farmaci nel giro di pochi giorni, durante i quali il bimbo potrà consumare solo carote, mele, riso, banane e un pizzico di formaggio grana, da trasformare in passati e frullati; non devono poi mancare i liquidi arricchiti di sali minerali (si trovano in vendita in bustine apposite) e fermenti lattici, che rigenerano la flora intestinale danneggiata dall’infezione virale.

Le piante giuste contro nausea, diarrea e coliche

Se il bambino ha la gastroenterite, oltre al dolore sono presenti diarrea, vomito e febbre non elevata. In questi casi, le erbe sono utilissime per dare sollievo al piccolo. Sono utili soprattutto per calmare le coliche, che accompagnano spesso la diarrea. I rimedi più indicati sono melissa, camomilla e finocchio. In farmacia le erbe si trovano associate in pratici flaconcini: uno sciolto nel biberon di acqua o latte da assumere 1-2 volte al giorno per 5-6 giorni.

Prova l’estratto di mirtillo, è disinfettante

Il mirtillo nero si assume in estratto secco titolato in antocianosidi, nella dose di 2-3 mg per chilo di peso del bambino, 2 volte al giorno: libera la mucosa intestinale dai ristagni di virus e tossine. I genitori possono assumere una capsula di estratto secco di mirtillo con 40 gocce di tintura di echinacea per cicli di 15 giorni al mese, per scongiurare il contagio.

La prima cura? Lavarsi bene le mani!

Le infezioni da Rotavirus si diffondono molto rapidamente: i sintomi compaiono 1-2 giorni dopo l’esposizione al virus e di solito si manifestano con vomito e scariche di diarrea liquida per circa 3-7 giorni. Meno spesso possono presentarsi anche febbre e dolori addominali. Il Rotavirus può anche contagiare gli adulti che vivono a stretto contatto con i bambini infetti, anche se i sintomi in questo caso sono spesso di lieve entità. Per evitare o limitare il contagio, il migliore presidio consiste nel far lavare le mani ai bimbi in maniera accurata prima dei pasti e sempre dopo aver giocato, al ritorno dalla scuola o dopo una passeggiata all’aperto. Bisogna tenere le mani sotto l’acqua calda, strofinandole col sapone, per almeno un minuto.

La cosa più importante? Evitare la disidratazione

In caso di gastroenterite la disidratazione è il pericolo maggiore, tanto più se il bambino è piccolo. Per prevenirla è importante somministrare liquidi arricchiti con sali, vitamine e zuccheri o preparare integratori casalinghi, come acqua (un litro) arricchita con una bustina di papaia fermentata, da far bere a cucchiaini.

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