Paura di crescere: come superarla
Adolescenti

Paura di crescere: come superarla

A volte i ragazzi temono l’uscita dal “nido” e sviluppano disturbi psicosomatici per nascondersi e ritardare l’incontro con il mondo: cosa fare in questi casi

Un padre preoccupato ci scrive: “Mia figlia Monica ha sedici anni ed è sempre stata timida, tranquilla, forse troppo. La differenza con le sue coetanee è sempre più netta: si chiude in casa, ha timore di tutte le novità, di fare nuove esperienze, nuove conoscenze. Il tutto si è aggravato un anno fa quando è stata ricoverata per un’appendicite acuta ed è stata la prima volta che stava lontano dai suoi genitori. Dopo il ricovero ha iniziato a dormire poco e male, è sempre agitata, teme di fare brutti sogni e ha paura del buio, anche se si vergogna a parlarne. È arrivata a dormire così poco da accumulare una stanchezza cronica tale da impedirle una regolare frequenza scolastica. In accordo con la scuola, l’abbiamo ritirata per farle ripetere l’anno ma questa decisione non l’ha aiutata a tranquillizzarsi: teme di aver deluso sua madre ma soprattutto me, per via del rapporto molto profondo che ci lega. Non so più che cosa fare…”

Allenarsi alla vita, la prova più difficile

Le paure fanno parte della vita di tutti noi, grandi e piccoli e spesso, per brevi periodi, possono “accompagnarci” con un’intensità maggiore proprio perché stiamo attraversando un momento di crescita e dobbiamo aprirci a nuove esperienze. Si spiega così perché l’adolescenza in particolare  sia costellata da tanti timori. Scomparse le paure infantili (il lupo, l’uomo nero…), ne compaiono di nuove, che l’adolescente difficilmente ammette: essere accettati dai coetanei è spesso il centro delle loro preoccupazioni. Le normali paure di Monica sono state però amplificate dal ricovero ospedaliero: l’operazione, l’anestesia, il doversi affidare a degli sconosciuti e l’assenza forzata dei genitori hanno creato un “cortocircuito” emotivo che ha portato poi la ragazza a chiudersi in se stessa. Così l’insonnia rappresenta bene la difficoltà di Monica ad abbandonarsi al buio e all’incertezza della notte (quando si è soli…), così come teme lo sconosciuto durante il giorno.

Spingerla con dolcezza (e fermezza) a “spiccare il volo”
Essere iperprotettivi è controproducente: occorre spronarla a uscire e allontanarsi da casa e dai genitori, anche a costo di qualche discussione. Non ci si lasci impietosire dalle richieste di non essere lasciata sola: si accorgerà ben presto che il mondo riserva spesso sorprese piacevoli.

Amore = Libertà
Meglio scoraggiare il ruolo dell’adorabile bambola di Papà, che potrebbe portare Monica a mantenere atteggiamenti infantili e a evitare le esperienze utili alla sua crescita.

Piccoli (grandi) traguardi verso l’autonomia
Sottolineare i piccoli traguardi d’indipendenza raggiunti (la scelta di un vestito, l’uscita con un’amica), dimostrando che mamma e papà sono più contenti che la loro figlia cresca e diventi donna.

Se il problema persiste, ci sono gli specialisti
Se la situazione "stalla", ci si può rivolgere ad uno psicoterapeuta (meglio se esperto in problematiche infantili e dell’adolescenza) che sappia accompagnare Monica verso la  porta di casa per uscire nel mondo…

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a cura di Davide Mosca
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