Mangiare sano
La dieta che aiuta a prevenire l'Alzheimer

Secondo un importante studio USA, un menu a base di verdure, frutta secca e pesce ha mostrato buone possibilità di ridurre il rischio di sviluppare Alzheimer

Al termine della "International Conference on Nutrition and the Brain" che si è tenuta a Washington, gli scienziati hanno pubblicato sulla rivista "Neurobiology of Aging" alcune linee guida nutrizionali e di stile di vita utili a prevenire il morbo di Alzheimer: tra queste, le principali riguardavano la necessità di ridurre al minimo l'assunzione di grassi saturi e trans-insaturi aumentando il consumare di alimenti di origine vegetale, facendo almeno 120 minuti di esercizio fisico ogni settimana.  

Rigenera il cervello coi rimedi naturali

L'importanza della prevenzione

L'attività fisica costante oltre alla riduzione dei rischi cardiovascolari, ha benefici anche sull'attività cerebrale, ma anche l'alimentazione svolge un ruolo essenziale. Un recente studio effettuato dai ricercatori della Columbia University, a New York, e pubblicato su Neurology ha evidenziato come arricchendo l’alimentazione di prodotti che contengono acidi grassi polinsaturi omega-3 si tengono sotto controllo i valori di una proteina specifica, la beta-amiloide che rappresenta la prima “spia” della malattia di Alzheimer.

Segui la dieta giusta e allontani il rischio

Nello studio sono stati coinvolti 1.219 newyorchesi con più di 65 anni di età, senza problematiche cognitive che avrebbero potuto influenzare i risultati del test. È stato quindi chiesto loro di compilare un questionario molto dettagliato sulle loro abitudini alimentari. Un anno e mezzo dopo sono stati sottoposti ad un prelievo di sangue che ha misurato il livello della proteina beta-amiloide. Esaminando le abitudini alimentari dei soggetti si è cercato di trovare una relazione con i valori della proteina circolante, prendendo in esame singolarmente diversi componenti nutritivi presenti nella dieta. I ricercatori hanno trovato che maggiori sono i valori di omega 3, minori sono i livelli di proteina beta-amiloide nel sangue.

La dieta mediterranea "vince" ancora

Lo studio ha anche fatto una sorta di “mappa alimentare” per comprendere meglio quali fossero gli alimenti più utilizzati dai partecipanti: gli omega 3 consumati provenivano per lo più da pasti a base d’insalata, pesce, frutta, carne di pollo, margarina. Invece gli altri alimenti sottoposti al test non sembrano avere alcuna influenza sul tasso di proteina beta-amiloide circolante nel sangue. Lo studio ha dato un'ulteriore conferma della necessità di adottare sin da giovani una dieta mediterranea per prevenire l’invecchiamento cerebrale.

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