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Ayurveda, scienza medica di lunga vita

L'ayurveda è la medicina tradizionale indiana, fra i sistemi di cura naturali più antichi ed efficaci: ecco come funziona

Secondo la tradizione induista, l'Ayurveda - parola sanscrita che significa "scienza della longevità" - fu donata agli uomini da Brahma, il dio che nella sacra trimurti rappresenta il principio creatore dell'universo. I suoi principi sono codificati nel Charaka Samhita, un testo risalente circa al III o II secolo a.C, che raccoglie anche oltre cinquecento rimedi medicinali. Come la Medicina cinese, la medicina ayurvedica considera l’uomo come un unicum mente-corpo animato dall'energia vitale e attribuisce grande importanza alle emozioni, che possono perturbare il flusso energetico e generare squilibri dannosi per la salute fisica o mentale.

Nel testo originario sono trattati sia i principi base dell’Ayurveda che le  malattie principali, oltre all'anatomia umana, a diagnostica e prognosi della malattia e alle 5 tecniche di disintossicazione (panchakarma) indispensabili per liberare il corpo da qualsiasi malattia fisica o mentale, nonché all'uso e alla preparazione dei diversi rimedi. Tra le tecniche diagnostiche molto importante è la lettura dei chakra, punti energetici vitali legati alle principali ghiandole endocrine che governano la funzionalità dei sistemi organici vitali e la chimica corporea.

I Chakra

Nella tradizione induista, l'energia vitale (kundalini) viene rappresentata come un serpente addormentato alla base del coccige (1°chakra): l'evoluzione dell'individuo passa attraverso il suo risveglio e la sua risalita fino a raggiungere l'epifisi (7°chakra) e l'illuminazione, ovvero il passaggio ad un livello superiore della coscienza.  Oltre a questi punti energetici fondamentali ne esistono numerosi altri diffusi in tutto il corpo, attraversati e rigenerati quotidianamente dall'energia vitale. Lo strumento diagnostico più usato è la palpazione del polso, con una tecnica che permette di rilevare eventuali squilibri, ancor prima che si tramutino in sintomi patologici.

I Dosha e la costituzione corporea

Secondo l'Ayurveda, l'energia vitale si esprime nell'uomo in tre costituzioni corporee base geneticamente determinate, o dosha, con caratteristiche fisiche e psichiche diverse a cui corrispondono altrettanti rimedi e consigli diversi. Ogni dosha è legato a uno dei tre elementi (aria, fuoco, terra) e dall’equilibrio dei dosha, che regolano il sistema fisiologico e metabolico, dipende la salute fisica e mentale dell'uomo, ed è quindi importante identificare quale sia il nostro dosha principale e come si esprimano quelli secondari. Per riequilibrare un dosha si agisce innanzitutto modificando la dieta, poi usando spezie, oli e massaggi, applicando colori e pietre e praticando gli opportuni esercizi yoga.

Vata

Collocato sotto l’ombelico e legato all'aria e al movimento, Vata è composto dall’unione degli elementi Etere e Aria ed è considerato il dosha più importante perché è strettamente legato al sistema nervoso e quindi al piano spirituale ed energetico. In quanto dosha mobile e mutevole, Vata è responsabile del movimento di arti e dei muscoli, del fluire dei liquidi (urina, sperma ecc.), degli impulsi nervosi, della peristalsi intestinale e degli apparati respiratorio e circolatorio, nonché del movimento degli altri due dosha. Le sue caratteristiche principali sono: leggerezza, rapidità, mutevolezza, mobilità, freddezza, secchezza. Sul piano fisico la dominanza Vata determina quindi corporatura magra e sottile, pelle e capelli secchi, vulnerabilità allo stress, disturbi gastrici di origine nervosa e, nelle donne, irregolarità mestruali, appetito sregolato e incostante con tendenza all'anoressia. Irrequieti, incostanti e impazienti, i tipi Vata hanno una mente creativa, rapidità nell’apprendere e stati d’animo che possono cambiare nello spazio di un minuto.

Pitta

Composto dagli elementi fuoco e acqua, Pitta è il principio della trasformazione e governa sia il sistema endocrino che quello gastrico (il fuoco digestivo, la produzione di enzimi e il metabolismo epatico). La sua funzione si esplica in particolare nella zona tra cuore e ombelico e la sua natura è calda, fluida, umida, acida, amara e leggera. Le persone pitta sono in genere caratterizzate da un fisico forte e muscoloso, corporatura media, pelle  chiara facile ad arrossarsi, con macchie, lentiggini, nei, couperose, tendenza a incanutire precocemente. I disturbi prevalenti comprendono: ondate di calore e di febbre, processi infiammatori di ogni tipo e forti bruciori, infiammazioni della pelle e delle mucose, bruciori di stomaco, disturbi a fegato e milza. Essendo di costituzione focosa, sopportano male il calore diretto. Mentalmente i soggetti pitta hanno buona memoria, sono intelligenti, abili parlatori e buoni leader, ma tendono alla collera e possono diventare tirannici. La costituzione Pitta è disturbata da collera, ira, paura, alimenti piccanti, acidi, salati e caldi, oli in genere,  consumo di carne e alcool o prolungata esposizione ai raggi solari.

Kapha

Composto dall’unione degli elementi Acqua e Terra, Kapha rappresenta il principio  conservatore e stabilizzatore dell’organismo umano. Collocato sopra il cuore, presiede alle funzioni del sistema linfatico e di quello immunitario e contribuisce alla formazione delle strutture ossee, dello scheletro e delle strutture cellulari. La sua natura è dolce, pesante, solida, fredda, umida, oleosa e lenta. La costituzione Kapha produce in genere persone dall'aspetto significativo e dal carattere forte e generoso, tendenzialmente lente anche di metabolismo e inclini quindi al sovrappeso e alla ritenzione idrica, a causa di un sistema linfatico appesantito. Tra i disturbi prevalenti abbiamo quindi disturbi linfatici, cellulite e accumuli di muco nelle vie respiratorie, con raffreddori cronici e bronchite. la costituzione Kapha è disturbata da alimenti dolci, acidi, salati, freddi o grassi, da vino, zucchero, carne di animali acquatici e dagli eccessi alimentari, come pure dal vivere in ambienti umidi.

L'importanza dei sapori nell'alimentazione ayurvedica

Nell'Ayurveda, il cibo ha una grande importanza e ogni costituzione ha regole alimentari  diverse, sia per quanto riguarda il tipo di alimento che per il tipo di cottura da preferire per il tipo di metabolismo del dosha dominante. Grande importanza è attribuita ai sei gusti fondamentali - amaro, salato, piccante, astringente, dolce e agrodolce - che dovrebbero essere tutti presenti in ogni pasto, in proporzioni diverse secondo il dosha dominante, per garantire la giusta alimentazione. Quando insorgono disturbi, l'alimentazione viene modificata aumentando o diminuendo opportunamente i diversi sapori, per correggere lo squilibrio del dosha coinvolto nella malattia.

Due rimedi ayurvedici ad ampio spettro

  • Golden Milk per depurare il corpo dalle tossine e sostenere il sistema immunitario Preparato con latte vegetale, olio, curcuma e miele, il golden milk è una bevanda usata per disintossicare a fondo l'organismo e restituire elasticità al sistema osseo e muscolare. Assumerlo ai cambi di stagione per cicli di una settimana, potenzia l'energia vitale, rafforza il sistema immunitario e tonifica le funzioni cerebrali.
  • Neem (Azadirachta indica), l'albero-farmacia L'estratto delle foglie di neem è un rimedio della medicina ayurvedica ad ampio spettro usato per numerose patologie e disturbi, tanto da essere noto in India come "albero farmacia". Immunostimolante e antiinfiammatorio, è usato per purificare il sangue, eliminare le tossine e regolare la glicemia, nonché per la prevenzione dei disturbi vascolari. Si assume in capsule, nella dose indicata sulla confezione. Data la sua potenza, si usa solo al bisogno e per brevi periodi. N.B. Non usare in gravidanza o con altri ipoglicemizzanti.
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