Medicina Cinese: la più antica forma di medicina psicosomatica

Medicina olistica per antonomasia, la Medicina Tradizionale Cinese pone il malato al centro della diagnosi e della terapia: impariamo a conoscerla

Medicina Cinese: la più antica forma di medicina psicosomatica
Redazione Riza
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07.03.2018

Basata sui principi del Tao, il corpus filosofico fiorito in Cina tra il IV° e il III° secolo a.C., la Medicina Cinese è senza dubbio la più antica forma nota di medicina olistica, ma i suoi principi prefigurano in modo sorprendente le scoperte della fisica quantistica: per la Medicina Cinese, ogni essere vivente è un quantum di energia che fluisce a diversi livelli di densità, lungo un asse che va dal polo più sottile (lo spirito) a quello più denso (il corpo fisico), attraversando le regioni intermedie di pensieri, pulsioni ed emozioni. Questa polarizzazione rende possibile il movimento, il mutamento e, quindi, il divenire.

Come nella medicina psicosomatica, per la Medicina Cinese non esiste la malattia, ma il malato con i suoi segni e sintomi: ogni disturbo nasce da un blocco o da uno squilibrio del flusso energetico, e per guarirlo bisogna intervenire sui diversi livelli con i rimedi adatti alla costituzione energetica della persona, dalla dieta personalizzata all’agopuntura e ai rimedi naturali. La prima cosa da fare, quindi, è individuare la costituzione energetica del malato.

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La costituzione energetica

Ogni persona ha a disposizione quattro tipi di energia, ognuna legata a un sistema organico. Ecco quali sono.

  • L’energia ancestrale viene trasmessa durante la gestazione e definisce la “costituzione naturale” della persona. Legata al sistema renale, non può essere attinta dall’esterno e, quando si esaurisce, l’individuo muore.
  • L’energia alimentare è legata al sistema digestivo e viene attinta dal mondo esterno attraverso l’alimentazione. Per aumentarla è importante nutrirsi con cibi energeticamente compatibili con la nostra costituzione individuale, evitando le “mode alimentari”.
  • L’energia respiratoria è legata al sistema polmonare e viene assunta sia con la respirazione che attraverso gli scambi con l’ambiente fisico e con gli altri esseri viventi. Può essere aumentata con opportuni esercizi di respirazione.
  • L’energia intersessuale è legata alla sfera genitale e polarizzata: si attiva in presenza dell’altro polo sulla base di affinità chimico-fisiche, affettive, intellettive e psichiche, ed è tanto più forte quanto maggiore è l’affinità elettiva. Può essere evolutiva, o involutiva in caso di disarmonia tra i partner.
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I sistemi organici

Una volta individuata la costituzione del malato, il medico passa a valutare il funzionamento dei suoi sistemi organici, considerati nelle loro interrelazioni. In medicina cinese infatti gli organi sono divisi in due gruppi funzionali: gli organi di lavoro (Yang) si occupano di elaborare le sostanze nutritive, integrare quelle assimilabili ed espellere quelle non assimilabili; gli organi di assimilazione (Yin) hanno il compito di trasformare, assimilare e stoccare le sostanze nutritive e di distribuire l’energia. Tutti gli organi lavorano in coppie Yin/Yang, collaborando nello svolgimento della loro funzione. Ogni alterazione dell’equilibrio tra i due poli di un sistema produce una disfunzione funzionale che, se non risolta, dà luogo a una malattia organica.

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La diagnosi energetica e l'orologio dei meridiani

Secondo la medicina cinese, l’energia vitale (Chi) attraversa il corpo come un’onda ogni 24 ore, sostando in ogni organo per circa due ore e ricaricandolo di energia. Questo processo aiuta anche a capire l’origine e la natura degli eventuali disturbi. Ad esempio un’insonnia con difficoltà ad addormentarsi o risvegli tra le 2 e le 3 di notte segnala uno squilibrio energetico dell’asse fegato-intestino tenue e uno stato infiammatorio. L’eccesso di energia si rivela con irrequietezza, crampi e stati dolorosi a carico dell’organo o lungo il percorso dei canali energetici collegati, mentre le carenze si manifestano con insufficienza funzionale e stanchezza. Osservare l’orologio dei meridiani fornisce utili indicazioni al medico per individuare i sistemi alterati.

LE TERAPIE FUNZIONALI
Inoltre, in Medicina Cinese non esistono terapie volte a “cancellare i sintomi”, ma solo terapie mirate a ripristinare l’equilibrio funzionale. Le più utilizzate comprendono: agopuntura, floriterapia, fitoterapia cinese, Qi gong, moxibustione, guasha… Vediamone alcune in particolare.

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Agopuntura

L’agopuntura è la più nota e praticata terapia di riequilibrio energetico delle funzioni vitali: a ogni organo interno corrispondono una serie di punti sensibili sulla superficie del corpo, collegati tra loro, che compongono una sorta di canale chiamato meridiano. L’energia vitale scorre all’interno di questi “vasi” accoppiati, che influenzano gli organi e i tessuti posti sul loro percorso. I punti dell’agopuntura sono quindi paragonabili a delle chiuse, agendo sulle quali è possibile regolare il flusso energetico nei vari canali.

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Fitoterapia cinese

Anche la fitoterapia cinese mira a sbloccare l’ingorgo o la stasi energetica causa del disturbo, e a ripristinarne la circolazione. Radici, funghi e fiori sono i rimedi più usati, in decotto, tisane o polvere.

Ecco alcune delle erbe più utilizzate nella fitoterapia cinese.

  • Ginseng (Panax ginseng). La radice di panax ginseng viene usata per il suo potere energizzante e antinvecchiamento. Utile in tutti i casi di stress, contiene ginsenosidi che promuovono la sintesi della acetilcolina, un neurotrasmettitore che contrasta i danni da stress e da invecchiamento cerebrale. Associato al Ginkgo biloba, il ginseng aumenta i livelli di serotonina e corticotropina nelle strutture cerebrali, contrastando le turbe delle funzioni cognitive. Tuttavia, non è adatto alle costituzioni che tendono a un eccesso di calore interno.
  • Bay Zu (Atractylodis macrocephalae). La radice di Bay Zu viene usata per tonificare i meridiani di milza e stomaco in caso di scarso appetito, feci molli, diarrea e catarro.
  • Cang Zhu (Atractylodis lancea). Il rizoma secco di Cang Zhu, variante selvatica del Bay Zu, viene usato per “asciugare l’umidità interna”, che produce mal di testa e dolori muscolari, febbre, brividi, ostruzione nasale e assenza di sudorazione.

    Questi rimedi si possono assumere sotto forma di decotto, due volte al giorno, lontano dai pasti.

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I funghi benefici

La nutraceutica cinese usa da sempre i funghi per la prevenzione e il trattamento di numerose patologie, anche gravi: rispetto ad altri rimedi, hanno il vantaggio di poter essere integrati nell’alimentazione. Eccone alcuni dei più efficaci secondo la Medicina Tradizionale Cinese.

  • Ganoderma. Il ganoderma, o reishi, è uno dei funghi più noti per le sue proprietà immunostimolanti, antibiotiche, espettoranti ed epatoprotettive. Entra nella terapia di malattie dermatologiche, infezioni batteriche, diabete, asma, ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia.
  • Agarico. È il micoterapico di base per le patologie polmonari ed epatiche, e per ogni disturbo legato all’assorbimento di sostanze tossiche o mutagene – come il fumo di sigaretta, gli additivi alimentari, le radiazioni ecc. – e alle loro conseguenze negative sull’organismo.
  • Auricularia. L’auricularia è il fungo da usare nei disturbi del sistema cardiovascolare, nell’infiammazione delle mucose in genere, nell’insufficienza venosa periferica e nelle patologie della pelle, come eczema atopico e psoriasi.
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Gli infusi di fiori

Questi infusi, tipici della Medicina Tradizionale Cinese, si preparano ponendo 1 o 2 cucchiaini di fiori secchi in una tazza di acqua bollente: lasciare in infusione per almeno 20 minuti, filtrare e dolcificare con il miele.

  • Jin Yin Hua (Lonicera japonica). I fiori di lonicera vengono usati per curare raffreddori, influenze, mal di gola e infezioni della pelle. Ricchi di vitamina C, acido salicilico, potassio, magnesio, antiossidanti, bioflavonoidi e altri nutrienti essenziali, hanno dimostrate proprietà antibiotiche e un gradevole sapore di vaniglia.
  • Ju Hua (Chrysanthemum). I fiori di crisantemo sono ricchi di principi attivi, come flavonoidi, saponine, acido caffeico e acido clorogenico, utile per stimolare il metabolismo, regolare gli zuccheri nel sangue e favorire la riduzione del grasso. Inoltre, regolano la pressione alta, sfiammano gli occhi, alleviano le cefalee, i dolori muscolari e il raffreddore.
  • Hong Hua (Carthamus tinctorium). I suoi fiori rossi vengono usati per curare i disturbi mestruali, perché fluidificano il sangue e stimolano la circolazione. Dotati di proprietà trombolitiche, sono utili anche contro i dolori articolari.
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I contenuti sono curati da un’équipe di esperti e terapeuti, guidata dall’esperienza del gruppo Riza, punto di riferimento riconosciuto nel panorama della psicosomatica, della salute mentale e fisica.

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