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Contro la psoriasi fai il pieno di vitamina D

Una ricerca rivela: 8 italiani su 10 sono carenti di vitamina D e così mettono a rischio la salute di pelle ed ossa

La psoriasi è una malattia cronica della pelle caratterizzata da chiazze rossastre e rotondeggianti sulle quali si formano “squame” di colore argenteo, dovute a un ricambio cellulare che nel paziente psoriasico è fino a dieci volte superiore rispetto al “turn over” normale. L'estensione può variare da aree strettamente localizzate di modeste dimensioni (gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, a volte anche le unghie), fino al coinvolgimento di tutta la superficie corporea nei casi più gravi. Ebbene, dopo aver revisionato le principali pubblicazioni scientifiche sul ruolo della vitamina D nella cura della psoriasi, gli autori di un’indagine riportata sull’International Journal of Dermatology sono arrivati alla conclusione che il ruolo della vitamina D nella prevenzione e nel trattamento della psoriasi è centrale.

 

Contro la psoriasi più vitamina D, meno cortisone

Un gruppo di ricercatori americani, guidati da Jennifer Soung, dermatologa dell’Irvine School of Medicine ( Università della California), hanno analizzato tutto quello  che è stato scritto fino ad oggi in letteratura sul rapporto tra vitamina D e patologia psoriasica, in particolare sulle  molte sperimentazioni condotte negli ultimi anni con i prodotti oggi disponibili a base di vitamina D ( gel, unguenti, lozioni e compresse). E’ emerso che l’efficacia di questi trattamenti è spesso paragonabile a quella dei cortisonici, ma senza i fastidiosi effetti collaterali caratteristici di quei farmaci.  Questi trattamenti funzionano perché la vitamina D  è in grado di rallentare proprio la proliferazione cellulare a livello epidermico  che è fra le cause principali della malattia. In particolare, esistono al momento formulazioni di questi principi attivi in gel e lozioni che sono molto facili da applicare e non ungono né la pelle né le zone con peli (come ad esempio il cuoio capelluto). Naturalmente, questi prodotti devono essere assunti sempre sotto supervisione medica.

 

Rifornirsi di vitamina D con sole e pesce

Purtroppo, secondo quanto riportato durante l’ultimo congresso della Società italiana dell’Osteoporosi in Italia il 70% della popolazione sembra essere carente di vitamina D: l’insufficienza interessa circa la metà dei giovani italiani  in particolare nei mesi invernali. Questa condizione carenziale aumenta con l’avanzare dell’età sino ad interessare la quasi totalità della popolazione anziana italiana, che va così incontro a rischi maggiori di osteoporosi e fratture ossee se non assume la corretta integrazione di vitamina D.  Come fare scorta di vitamina D? In  gran parte tramite l’esposizione ai raggi solari o attraverso la dieta. Pensate che bastano 40 minuti al giorno in maglietta e pantaloni corti d’estate per fare una scorta di vitamina D per tutto l’inverno. I cibi che contengono quantità apprezzabili di vitamina D sono principalmente  l’olio di fegato di merluzzo, a cui seguono i pesci grassi (come salmoni e aringhe), il succo d’arancia, il latte e i suoi derivati, le uova, il fegato e le verdure verdi.

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