Tu
Se perdi la bussola è un giorno felice

Se pensiamo di essere speciali e niente sembra abbastanza, saremo eternamente insoddisfatti: solo perdendo i nostri falsi obiettivi, ritroveremo la vera unicità

Una delle trappole più insidiose della mente umana consiste nel farci credere di essere speciali. Quante volte guardiamo il nostro partner e pensiamo che sia speciale? Allo stesso modo i nostri figli, i nostri genitori, i nostri amici… ma nessuno lo è davvero! Ognuno di noi ha la propria unicità, la propria natura, le proprie caratteristiche che lo contraddistinguono dagli altri, ma questo non significa essere "speciali".

Letizia, una giovane lettrice di Riza Psicosomatica, ci scrive in preda allo sconforto, perché le sembra che niente sia abbastanza: “Sono in balia di non so cosa, non sono padrona della mia vita. Ho studiato filosofia ma dopo una breve esperienza di insegnamento, cosa che sognavo fin dapiccola, ho capito che quello non era abbastanza per me: ogni mattina, tutti i giorni, facevo lezione e poi tornavo a casa. Dov’eravamo io e la mia creatività? Così sono andata a lavorare in un negozio di animali, spinta da una grande passione e dall’idea di un lavoro più divertente, ma in breve tempo ho perso l’entusiasmo. Anche qui tutti i giorni sono uguali, io non faccio la differenza e le mie potenzialità non vengono sfruttate, che sia io o che sia un altro è uguale.”

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Non sei speciale, sei unica

Nella lettera di Letizia salta all’occhio la parola “io”: lei pensa di essere speciale e di dover a tutti costi fare qualcosa di altrettanto speciale. Qualsiasi lavoro non va bene e dopo breve tempo la annoia perché non le sembra mai abbastanza per le sue capacità e così si ritrova eternamente insoddisfatta. La sua passione era la filosofia, l'insegnamento il lavoro che ha sempre sognato fin da bambina, ma nonostante questo, ha deciso di lasciare questa strada perché routinaria e non abbastanza "speciale". La sua email continua così: “Caratterialmente ho un’empatia esagerata, capisco le persone e so che potrei spaccare il mondo ma non so da dove partire. Penso di non sentirmi a posto in questo mondo e adesso ho paura di scegliere perché in passato non ho mai trovato ciò che cercavo. Vorrei solo svegliarmi felice, non vedere l’ora di rendere la giornata fantastica con i suoi imprevisti. Ho perso la bussola e non so come fare per stare bene ed essere felice.

Non sei qui per nessuno se non per te stessa

Letizia dice di dover trovare un posto in questo mondo ma l’unica cosa che dovrebbe fare è perdersi. Sì, perdere la bussola per potersi ritrovare, riscoprire le sue passioni e seguirle, appassionarsi, seguire la sua natura senza farsi frenare dall’idea che tutto non è abbastanza per lei. “Non mi sento a posto in questo mondo” dice Letizia. Ma il mondo non è qui per lei e soprattutto lei non è qui per seguire schemi secondo cui il lavoro deve essere come si è imposta, ma per scoprire la sua unicità: solo uscendo dall’idea che tutto non è mai abbastanza e che tutto deve essere perfetto come lei ha in mente, Letizia potrà finalmente ritrovare la felicità.

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