Stress
Lo stress t'imprigiona? Eliminalo con un piccolo trucco...

Se ti senti prigioniera di situazioni avverse, prova a “giocare” un ruolo nuovo, come se fossi un’altra: innescherai un cambiamento che annullerà lo stress

Giulia ha 47 anni e da qualche tempo vive sotto stress, oltre a soffrire di cervicalgie al risveglio, con qualche capogiro.  Sentendo di non potercela fare da sola, si rivolge a una psicoterapeuta. Ecco come inizia il suo racconto. "La mia vita è un inferno: lavoro come infermiera in una struttura sanitaria privata, faccio orari incredibili e devo essere sempre disponibile a saltare festività, riposi e ferie programmate. S'immagini lo stress, ma purtroppo devo farlo, non ho altra possibilità lavorativa da quando mi sono trasferita, dopo il matrimonio, da Roma a un piccolo paese dove esiste solo la struttura in cui lavoro. Tra i colleghi dominano stress e tensione, perché se non sei sempre disponibile, corri il rischio di venire licenziato." La psicoterapeuta domanda a Giulia come condivide col marito questo suo malessere e lei risponde che lui non la capisce, per lui esiste solo il dovere. "Elio è cresciuto in quel piccolo paese, il suo punto di riferimento è ancora l'oratorio! Secondo lui bisogna sempre ascoltare, capire e aiutare. Ma io non ce la faccio più!».

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Un gioco psicologico per combattere lo stress 

Dopo qualche seduta, la psicoterapeuta concorda con Giulia un “programma di ribellione” da applicare un poco alla volta per riuscire a far capire, prima di tutto al marito, che la vita è anche “egoistico piacere”, altrimenti lo stress ci fa ammalare. Prima di tutto occorrono momenti di vero relax: ad esempio la casa da sistemare può attendere e se Elio non è d’accordo può occuparsene lui! Poi bisogna programmare uscite serali o fine settimana divertenti; basta trascorrere il tempo libero sdraiata sul divano perché il marito si occupa dell’oratorio! Soprattutto, occorrerà un piccolo esercizio di “travestimento”, una specie di recita teatrale: quando è con lui, Giulia proverà a essere più sorridente e meno musona; se non è lui il primo ad accoglierla con un abbraccio sarà lei a farlo. Sul lavoro sarà più difficile, ma potrà provare a stabilire rapporti più umani almeno con i colleghi con cui è possibile farlo. Dopo un'iniziale resistenza, la paziente accetta e si applica a “trasformarsi”, prima a casa con il marito e poi, piano piano, in ospedale. All'inizio, si tratta solo di una recita, ma i cambiamenti che un simile atteggiamento possono innescare sono davvero sorprendenti e aiutarci a considerare che siamo spesso noi i primi a tenere in vita lo stress, lamentandoci ma senza fare davvero qualcosa di concreto per cambiare le cose.

Quando il cambiamento recitato diventa autentico 

"Sa, dottoressa, mio marito ha avuto qualche momento di perplessità iniziale, ma i miei comportamenti più allegri e affettuosi gli sono piaciuti e ha iniziato a cambiare anche lui. Ha trovato la nuova Giulia più divertente e piacevole su tutti i fronti e io stessa mi sono accorta di preferirla: anzi, ho capito che la vera me è proprio questa, non quella musona di prima che si lamentava e non faceva in realtà nulla per cambiare". Sul lavoro, il destino le porta una soluzione eccellente. Un paziente di cui si era occupata e che l’aveva apprezzata per il suo carattere allegro, così diverso dai musi lunghi degli altri infermieri, le propone di andare a lavorare con lui: ha uno studio privato in un paese vicino e le sarebbe utile un’infermiera così solare.. 

Con il travestimento lo stress sfuma 

A volte, per spezzare la catena dei ruoli fissi che ci sfiniscono, tolgono la gioia di vivere e "regalano" stress a piene mani, è sufficiente assumere atteggiamenti nuovi che ci portino fuori dal nostro personaggio abituale. Come? Chiudi gli occhi e immagina che ci sia “un altro te” che ha tutte le caratteristiche che tu vorresti avere. Dagli un nome che lo rappresenta. Mentalmente osservalo agire. Quando poi sei con gli altri, ricordati “dell’altro” e agisci come se tu fossi lui. Cosa penserebbe, cosa farebbe adesso? Se di solito sei rigido sorprendi te stesso - e gli altri - diventando accogliente; se sei burbero fai il rilassato, se sei calcolatore agisci d’istinto; se sei conciliante fai uscire la rabbia. E osserva cosa accade in te e intorno a te, mentre incarni per un giorno ruoli che apparentemente non ti appartengono. La tecnica della trasformazione ti permetterà di portare nei tuoi rapporti parti di te che hai tenuto nascoste, magari per timore che fossero sintomi di debolezza o al contrario di eccessiva aggressività, di cui ti vergogni o che consideri sbagliate. Spesso la nostra vera forza si nasconde proprio nei volti che occultiamo: farli emergere in modo “sperimentale” permette di rompere tutti quegli automatismi che impediscono ai rapporti di evolvere e a noi stessi di ritrovare la gioia di vivere e di dire addio allo stress.

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