Stress
Tutti ti deludono? Fai così e lo stress se ne andrà

Capita a tutti di cadere vittima del vittimismo e diventare sospettosi, cinici e sfiduciati, ma più ci lamentiamo più ci sentiamo soli e stressati: rompiamo così il circolo vizioso

"Basta, non mi fido più di nessuno"; "Appena dai tanto così, tutti ne approfittano"; "Ormai non credo più nella buona fede"; "Quando ho avuto davvero bisogno, sono spariti tutti"; "Sì, va bene, ma dov’è la fregatura?"; "Gli animali sono meglio degli uomini: almeno non ti voltano le spalle"; I luoghi comuni non nascono per caso. Anzi, la loro banalità si forma attraverso la stratificazione di esperienze così diffuse da diventare conoscenza acquisita. Ciò significa che, quando una serie di frasi stereotipate si raccoglie intorno a un certo tema e si diffonde nel linguaggio, è in atto un fenomeno che va tenuto in considerazione. E oggi “è sparita la fiducia” è uno dei luoghi comuni più diffusi...

Ingenuità e sospetti rovinano l'esistenza

Quelle frasi esprimono la perdita di fiducia nel prossimo, in una rete di relazioni che sappia sostenere nelle difficoltà, mostrare onestà e proteggere dal pettegolezzo. Oggi tante persone lamentano di sentirsi sole, non supportate dai propri simili, sostanzialmente deluse “dall’umanità che c’è in giro”. Un vero paradosso se si pensa che, mentre si sente mancare la rete sociale fatta di persone concrete, spopola la rete dei social network sul web. In pratica, mentre su Internet si espone quasi tutto di sé, dalla vita privata alle idee politiche come se lì fosse garantita un’incondizionata accoglienza, nella vita reale regnano disincanto e diffidenza. Sul web si rasenta l’ingenuità, nella realtà c’è un atteggiamento sempre più sospettoso e cinico. 

Un gioco di specchi che fa male a noi stressi

Tuttavia, il difetto dei luoghi comuni è che tendono a fissarsi nella mente e a diventare griglie in cui incasellare anche eventi nuovi e inediti: si finisce per sospettare di tutto, specialmente di ciò che potrebbe costituire invece una vera inversione di rotta. Come uscirne allora? È necessario comprendere che chi aderisce a un luogo comune parla degli altri come se fossero qualcosa di diverso da sé, e di peggiore: sono gli altri a essere sleali, inaffidabili, assenti - dice - mentre lui è una vittima della società. Ma se lo stereotipo è tale, significa che sono in tanti a pensarlo, e quindi che è la società stessa ormai che ha perso coesione interna e che non si fi da più di se stessa. Quelli di cui non ci fidiamo, quindi, siamo noi, rispecchiati negli altri. Ovviamente esistono persone veramente infide e inaffidabili da cui guardarsi, ma è la nostra idea di “noi stessi nella società” a essersi sfaldata. 

Il vittimismo è come un'adolescenza infinita

In quale periodo della vita ci si sente incompresi dal mondo, si vivono grandi delusioni a causa dell’incontro con la realtà e la vita si scopre essere diversa dalle entusiastiche idealizzazioni? Nell’adolescenza: questa sfiducia stereotipata esprime una psicologia in qualche modo adolescenziale. Poi, diventando adulti, si dovrebbe imparare che la realtà è per sua natura contraddittoria e piena di imperfezioni; che “gli altri” sono in realtà umani come noi e quindi fallibili per natura. Invece, in molti casi, non vedendo o non accettando in noi la compresenza di pregi e difetti, di pensieri incoerenti e contrastanti, non siamo in grado neanche di accettarli negli altri. Vorremmo che tutti ci assomigliassero nell’essere “giusti” e fi dati. Ma anche noi facciamo soffrire, anche noi creiamo delusione. Semplicemente ce ne dimentichiamo perché abbiamo bisogno di conservare un’immagine positiva di noi stessi. Cancelliamo dall’autobiografia quegli aspetti che, visti negli altri, ci indurrebbero sfiducia e diffidenza

Occorre essere onesti con se stessi

Riconoscere in noi quel che rimproveriamo agli altri e integrarlo meglio nella personalità: è questa la vera chiave per recuperare un rapporto positivo col mondo. In pratica: per tornare a fi darci degli altri, dobbiamo fi darci di noi stessi senza nasconderci imperfezioni e difetti. Ci hanno lasciato soli quando avevamo bisogno? Nessuno ci aiuta? Ci sparlano dietro? Siamo onesti: non è andata sempre così. Preferiamo scordarci i momenti in cui gli altri, per noi, ci sono stati. E quelli in cui siamo noi a non esserci stati per altri. Non saremmo qui, se almeno qualcuno non ci avesse dato qualcosa di importante. Smettiamola di pensare che tutto quel che abbiamo sia merito solo nostro: non è così. Cerchiamo innanzitutto di essere leali con noi stessi: solo così avremo la lucidità per capire quando realmente non ci si può fidare. E scopriremo, con sollievo, che quei momenti sono meno frequenti di quel che pensiamo.

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