Stress
Pianificare tutto aumenta solo lo stress

La mentalità abituale, l’ossessione del controllo e dell’organizzazione a tutti costi rovinano vita e vacanze aprendo le porte allo stress più fastidioso; ma liberarsi è semplice

Parti per le ferie con l’idea che bisogna divertirsi un sacco? Attento, rischi la delusione. Hai bisogno che niente disturbi i tuoi piani? Così aumenti la probabilità di stressarti. Le vacanze pianificate trasformano un’occasione imprevedibile in un copione già visto mille volte. Molti a parole sognano l’avventura: peccato che poi si accontentino del surrogato, la “vacanza avventura”, tutto compreso e organizzato. Sulla carta un viaggio è un’occasione meravigliosa per scoprire nuovi luoghi e dimensioni anche mentali, ma si può rivelare una cocente delusione se le aspettative impediscono di godere del presente. Chi vuole vedere tutto, scoprire ogni dettaglio, provare fino alla più piccola esperienza trasforma la vacanza in qualcosa di artificiale. Invece dell’avventura trova la routine, perché programma anziché lasciarsi guidare dall’ispirazione e dalla forza del singolo momento.

Ansia in ferie? Così te ne liberi

Non fuggire i tempi morti, vivili!

Il bisogno di riempire a tutti i costi i momenti vuoti rivela che nei tempi morti ci si sente perduti. Così si diventa ossessivi, impazienti, fastidiosi e stressati: si impongono agli altri orari e tabelle di marcia in modo dittatoriale, provocando malumori e contrasti. Nella natura selvaggia si finisce per respirare l’aria dell’ufficio! In realtà l’avventura non si può programmare a tavolino: consiste viceversa nell’imprevisto. Devi essere pronto ai cambiamenti, flessibile, pieno di spirito di adattamento. Per questo non conta il luogo in cui vai: non sei tu a cercare l’avventura, è l’avventura a trovare te. Basta saperla riconoscere e accogliere.

L’avventura è sempre dietro l’angolo

Ciascuno di noi è molto di più di quello che crede e in vacanza può sperimentarlo, al patto di lasciare a casa i propri convincimenti e i propri modelli mentali. È quello che scopre Chiara, una raffinata ragazza che ama essere sempre inappuntabile e fa della precisione il suo mantra. Ad esempio ogni anno prepara la valigia per le vacanze con cura meticolosa, quasi maniacale: dai vestiti ai medicinali, passando per creme e libri, vuole partire preparata a ogni evenienza. Per questo quando sbarca su isola tropicale e le comunicano che il suo bagaglio è andato smarrito si sente morire. Per due settimane dovrà cavarsela senza tutte le sue cose: impossibile! I primi giorni sono drammatici. Non si rassegna e più volte al giorno torna all’aeroporto per protestare. Poi si arrende. Il bagaglio non arriverà più, ma in compenso arriva il divertimento. Impensato, viscerale, emozionante. Infatti, costretta dalla necessità, perlustra i piccoli villaggi alla ricerca di indumenti da acquistare, conosce molte persone, si ingegna, si diverte, e ogni giorno diventa un’avventura. Lei per prima è stupita di se stessa. In genere così misurata e razionale, si scopre diversa: piena di risorse, intraprendente e dotata di un insospettabile spirito di adattamento. Conosce un lato di sé più istintivo, selvaggio, libero. Scopre di poter fare molto più di quello che credeva, e questa consapevolezza le trasmette una grande energia anche in vista del rientro in Italia. Quando abbandoniamo la nostra identità cristallizzata, emergono capacità e inclinazioni che non sapevamo di possedere: diventiamo permeabili al cambiamento, espandiamo i nostri campi di interesse e scopriamo nuovi modi d’essere che ci fanno stare bene e allontanano lo stress.

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