Psicosomatica
Ossessione del proprio aspetto: cosa nasconde?

Chi passa il tempo a curare solo la propria avvenenza, facendone l'unico punto di forza, nasconde la paura di misurarsi sugli altri "fronti" dell'esistenza...

Le vediamo in continuazione: donne di tutte le età, molte giovani e avvenenti, che investono tempo e denaro cercando in tutti i modi di apparire perfette, arrestando il fluire del tempo. Tralasciando l’aspetto narcisistico legato a un simile comportamento, è interessante notare quel che si cela dietro le apparenze: la bellezza, in questi casi, non serve tanto a mostrare quanto piuttosto a nascondere. Che cosa si vuole nascondere? Un senso profondo d'inferiorità che non vogliamo far vedere, sperando che la bellezza possa bloccare un eventuale interesse per il nostro mondo interiore, quasi si avesse la certezza di non avere nulla da dire "in quel campo". Poco importa il reale valore della persona in questione, quel che conta è unicamente la sua percezione: non mi sento all’altezza e quindi vi distraggo sfruttando le apparenze. Non stupisce, per tanto, che chi ha passato una vita a nascondersi dietro la maschera della belleza a tutti i costi si senta più vulnerabile man mano che, invecchiando, la difesa "scelta" perde efficacia.

Leggi anche: quando la bellezza è un'arma a doppio taglio

La cura eccessiva è un’aggressione verso se stesse                                                

Concentrarsi eccessivamente sull’aspetto fisico tanto da trasformare le imperfezioni in difetti inaccettabili è dunque un modo come un altro per spostare l’attenzione da ciò che conta realmente (la vita interiore) verso qualcosa che pensiamo di poter "correggere" senza troppe fatiche, almeno da parte nostra; sarà il chirurgo o l’estetista di turno ad occuparsene! Peccato però che certe soluzioni non siano mai definitive e, in breve tempo, ci si ritrovi ad accanirsi su qualche altra imperfezione in una giostra senza fine che produce spesso risultati grotteschi, come sono tutte le persone eccessivamente "rifatte". Ma non è tutto: restare in superficie, illlude di non dover fare mai i conti con quel che davvero ci turba nel profondo, quel senso d'inadeguatezza che ovviamente la chirurgia non può curare. In questo senso, non si può trascurare il fatto che agire con un bisturi per alterare il proprio aspetto corrisponda, salvo nei casi di dismorfismi imbarazzanti, a una vera aggressione contro se stessi. In questo caso, gli interventi esterni rimandano metaforicamente a un desiderio di correzione che ha come oggetto le proprie parti interne (mancanze, difetti, fragilità), con una doppia valenza: punitiva e risolutiva. Non per niente, chi fatica a focalizzare il cuore del problema e continua a ricorrere ai professionisti dell’estetica non sembra esserne mai pago.

Cambia il punto di vista... su di te!

In molti casi, il risultato è tutt’altro che incoraggiante. Non solo perché le "migliorie" sperate, a cose fatte, lasciano spesso delusi ma soprattutto perché si finisce per aderire a uno stereotipo di bellezza omologato e innaturale che invece di arricchire priva il proprio aspetto dei connotati più singolari, tratti e fattezze che lo rendevano unico e, per tanto, speciale. Il viso di una persona, ancora più del corpo, racconta di lei e della sue storia; cancellarne le rughe o alterarne l’espressione equivale a negare interi vissuti. Curiosamente, poi, la bellezza non risponde a una legge uguale per tutti. La forma del naso o il taglio degli occhi non hanno lo stesso impatto su due diverse fisionomie e il desiderio di imitazione finisce spesso per tradursi in una brutta copia dell’originale. Labbra gonfie, zigomi plastificati, occhi inespressivi, risultati di tanta costosa chirurgia, sembrano fatti apposta per ricordare a chi li osserva che la natura difficilmetne può essere superata. Eppure, basterebbe adoperarsi per cambiare prospettiva, rivolgendo lo sguardo al proprio mondo interno, per accorgersi che ciò che ci spaventa, ci turba o ci imbarazza non ha nulla a che vedere con l’aspetto esteriore. A richiedere attenzione sono aspetti nascosti e spesso negati che aspettano soltanto di essere ascoltati per tornare a liberare la loro energia. Arrivare a riconoscerli è il primo passo per riuscire ad accettarli e, successivamente, valorizzarli. In questo modo, anche la paura di invecchiare svanirà naturalmente...

APPROFONDISCI
I miracolosi prodotti dell'alveare

Miele, polline, propoli e pappa reale rigenerano il cervello, il fegato e la pelle

CONSIGLIATO PER TE
Gli ormoni vegetali

I rimedi naturali contro i disturbi della menopausa

AGGIUNGI UN COMMENTO
Vuoi ricevere aggiornamenti sull'argomento?
Iscriviti alla nostra newsletter
Test della settimana
Cosa vorresti eliminare del tuo carattere?