Psicosomatica
Felicità, il miglior tonico del corpo

Chi è felice non si ammala: la vera felicità rinforza le difese immunitarie e ci libera dallo stress, mentre la tristezza agisce al contrario esponendoci ai disagi

Può sembrare un’osservazione superficiale ma le ricerche lo confermano: la felicità vera, ossia la realizzazione delle proprie risorse, rinforza le nostre difese anti-malanni. Troppe persone ancora ignorano che il nostro sistema immunitario è direttamente influenzato dal nostro umore: se siamo allegri aumentano anticorpi e linfociti e rallenta la produzione di adrenalina e cortisolo, ormoni legati allo stress. Gli scienziati hanno anche scoperto che la pratica della meditazione conduce a un benessere e a una felicità che influenza positivamente il nostro cervello e rinforza il sistema immunitario. La tristezza invece agisce in modo diametralmente opposto abbattendo le nostre difese naturali.

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Così il corpo va in cerca della felicità

Ci sono parti del nostro organismo in cui l'assenza di felicità viene segnalata con più frequenza: esistono quindi zone in cui emerge maggiormente il rifiuto nei confronti di stati emotivi negativi che non ci appartengono ma di cui troppo spesso siamo vittima.

L’apparato digerente. Fra i disagi tipici lamentati da chi è lontano dalla felicità, uno dei più comuni è la pesantezza di stomaco: la tristezza, del resto, è “pesante” per definizione. Chi conduce una vita noiosa e insoddisfacente fa malvolentieri ogni cosa perché tutto costa grandi sforzi. Così il suo stomaco segnala la difficoltà a “digerire” questa vita attraverso una sensazione frequente di lentezza e fatica nello svolgere la sua funzione. 

Il respiro. La tristezza influenza negativamente l’efficienza del sistema immunitario, diminuendo così le capacità fisiologiche della più importante “barriera difensiva” del nostro organismo. Quindi, quando il tono del nostro umore è basso, abbiamo maggiori possibilità di ammalarci di patologie legate al sistema respiratorio, che costituisce il tramite fra il nostro corpo e il mondo esterno, da cui provengono raffreddori, influenze, bronchiti, polmoniti. 

Il cuore. Ogni tradizione attribuisce al cuore un ruolo chiave nella gestione della sfera emotiva: quest’organo è davvero il custode delle emozioni e la cosa di cui ha più bisogno è un ritmo vitale costante che lo faccia funzionare a pieno regime. Quando viviamo un periodo di assenza di felicità e la sfera della nostra emotività è piatta, il cuore esprime disagio e insofferenza proprio attraverso una “irrequietezza” del ritmo. Ecco che in questo caso possono comparire aritmie, tachicardie, variazioni a volte anche molto pericolose del moto cardiaco.

Il sistema circolatorio. Il sangue è la sostanza che trasporta l’energia in ogni distretto del nostro organismo, e da un buon funzionamento del sistema circolatorio dipende anche il nostro aspetto. Quando la pelle tende al grigio ed è un po' asfittica quasi sempre è per colpa di un malfunzionamento della circolazione dovuto a un calo dell’energia vitale, diretta conseguenza del cattivo umore e della mancanza di felicità. Ma non solo! Il calo energetico colpisce anche la sfera della sessualità: non a caso chi è triste spesso dimentica l’eros…

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