L'aiuto pratico
Stai alla larga dai litigi familiari

I litigi in famiglia sono i più diffusi, i più duri a morire e i più dolorosi: impariamo a facilitare i rapporti e a sopravvivere ai litigi…

Un fratello non parla più con il padre per una frase offensiva durante un pranzo di Natale. Una madre viene attaccata da tutta la famiglia per una questione di eredità. Un papà non parla con la sorella perché il marito di questa non vuole pagare la badante della madre. Sono solo alcuni esempi di uno scenario assai diffuso, quello dei litigi familiari, ricco di guerriglie psicologiche, ricatti emotivi, ripicche decennali, pettegolezzi al veleno, rancori ereditati ed ereditari. Un panorama sconsolante, nel quale entrano in gioco alcune tra le peggiori bassezze ma che, soprattutto, porta con sé sofferenze pesanti e prolungate, capaci di rovinare la vita anche di chi non c’entra nulla.

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Nei litigi familiari, schierarsi significa perdere 

Qui però non parliamo di quando siamo noi sul palcoscenico di questi litigi familiari, bensì di quando ne siamo spettatori. Sì, perché il fatto che la cosa non ci veda protagonisti non implica che possiamo restarne davvero fuori: anzi, tipica dei litigi familiari è la richiesta di schierarsi da una parte o dall’altra. Al contrario, la prima cosa da fare è osservare il processo nell’insieme, uscendo dalla logica del “chi ha ragione, chi ha torto”, perché, quando i litigi sono familiari, le variabili e le sfumature, le cose dette e quelle non dette, sono talmente tante da complicare ulteriormente le cose. Certo si può individuare chi sta sbagliando di più, ma non è questo che serve ora. Abbiamo bisogno di staccarci emotivamente per vedere come quel che sta accadendo, in realtà, sia già accaduto altre volte, in modo identico o con lo stesso schema. Non solo: le forze che muovono i contendenti nei litigi familiari sono perlopiù guidate da fattori inconsci e da motivazioni che vanno al di là dello specifico conflitto. La virulenza è troppa e rivela che c’è dell’altro e che non è recente, altrimenti le cose si risolverebbero prima. 

Quando la famiglia diventa una gabbia... 

Al di là le cause “ufficiali” dei litigi familiari, spesso il vero motivo sta nel fatto che persone del tutto non affini tra loro, che mai si frequenterebbero nella vita, sono obbligate dal legame parentale a condividere momenti importanti, belli o brutti. Devono parlarsi quando non hanno niente da dire, come negli interminabili pranzi di famiglia, così come prendere decisioni fondamentali, ad esempio legate a un’eredità o alla cura di un familiare. Il legame tiene vincolate persone che magari si detestano, che non si sono scelte e che, se non ci fosse quel rapporto obbligato, forse non si detesterebbero così tanto. L’unica forma di prevenzione è tenere la giusta distanza, senza forzarsi in grotteschi sentimentalismi ma anche senza mostrare un’avversione che risulterebbe incomprensibile e aizzerebbe inutilmente gli animi.

Le tre regole per sopravvivere ai litigi

Non farti condizionare dai sentimenti. Se ci sono eventi familiari come matrimoni e compleanni, e si sono create fazioni contrapposte al punto che alcune persone non si parlano più, fai serenamente ciò che hai voglia di fare. In parole povere: fregatene!

Non cedere ai ricatti emotivi. “Se parli con quello lì, con cui io non parlo più, mi arrabbierò anche con te”. Questo è un classico esempio di ricatto a cui bisogna stare attenti: se si è così sicuri di avere ragione, si ha la necessità di ricorrere a questi mezzi?

Non inquinare il tuo privato. Questo deve essere ben chiaro a tutti e anche a te: la tua vita privata non deve interrompersi o essere influenzata dalle beghe parentali. Se qualcuno ti provoca per tirarti nella rissa, ignoralo.

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