L'aiuto pratico
Senso di colpa, superalo accogliendo il dolore

Nella vita possono accadere cose che scatenano il senso di colpa: per uscire da questa prigione c’è una sola strada,  la sofferenza. Solo così puoi rinascere libera

Miriana scrive alla redazione di Riza Psicosomatica, parlando del suo dramma: "Due mesi fa ho avuto un aborto spontaneo. Io però so che questo bambino, che pure abbiamo cercato, forse io non lo volevo fino in fondo e adesso sono piena di sensi di colpa. Ho sempre sognato una famiglia numerosa come quella da cui provengo. provo un grande senso di colpa anche verso mio marito, che per me si è trasferito nella città dove viviamo, che non ama, e un altro figlio proprio lo desiderava. Però con la vita che faccio, già averne uno di bambino è complicato: conciliare tutto è difficile, le giornate sono così piene che arrivo a sera distrutta. Quand’ero incinta mi sono chiesta tante volte come avrei trovato spazio per quest’altro figlio. Tutti pensano che sia così giù per il bambino non nato, ma io sono in ansia soprattutto per me stessa e piena di sensi di colpa. Ho dentro un vuoto che temo mi inghiotta...." 

Il senso di colpa non ha le cause che pensi

La nostra cultura rimanda ogni comportamento a una causa: sei diventato così perché, ti è successo questo perché... E nel rimbalzo di cause e di effetti, perdiamo di vista quello che accade e come accade. “Spontaneo” non è una parola qualsiasi: dal latino spons che significa “libera volontà”. Siamo noi a farne un attributo inquietante, indicatore di qualcosa che non si spiega. Invece potremmo partire proprio da qui, da “spontaneo”: un atto di libera volontà. Colpisce il senso di colpa che vive Miriana: per la sua presunta responsabilità; per il mancato risarcimento a tuo marito; per aver tradito la sua natura di donna e quindi madre. Il senso di colpa è anche un senso di onnipotenza: ti senti colpevole di tutto, come se tutto dipendesse da noi. Eppure, in tutti agisce una volontà libera, incurante dei condizionamenti e che risponde solo alla vera vocazione, a quello che la vita vuole davvero da noi.

La vera gestazione è quella dell'anima

Questa volontà libera, invece di un figlio, ha partorito dentro di lei il vuoto e il senso di colpa. E se fosse di questo che oggi la sua natura ha davvero bisogno? Di uno spazio vuoto, silenzioso, misterioso, ripulito da tutti i modelli? Il vuoto non è solo l’assenza di qualcosa: è il vuoto, grembo di tutte le possibilità possibili, matrice di tutte le forme a venire. Una donna dovrebbe ricordarlo, conoscere bene quel segreto tutto femminile, condensato nella cavità dell’utero, uno spazio vuoto nel corpo. Invece di opporsi accogliamo dunque il vuoto come un dono, come si fa con un figlio. Lasciamo che nella vita piena e nella mente ingombrata si creino spazi vuoti: ogni giorno un’abitudine in meno, un oggetto in meno, un dovere in meno, un solito pensiero in meno, fino a scoprire che non siamo quelli che crediamo o vogliamo essere.  Questa è la vera gestazione. E se contempla un altro figlio, stiamo certi che un altro figlio arriverà....

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