Comunicazione
Silenzio, un grande farmaco per la salute del cervello

Quando fai tacere pregiudizi, pensieri faticosi e obiettivi ossessivi il silenzio che rimane diventa il terreno migliore dove veder rifiorire la tua vitalità

Le nostre convinzioni, così come le "battaglie" in cui ci troviamo coinvolti o i traguardi che da sempre ci poniamo possono imprigionarci in una routine sfiancante, dove il dovere e il dover fare riducono al minimo lo spazio concesso all’imprevisto, alla sorpresa, alle novità. Di conseguenza ci sentiremo costantemente sotto esame fino a consumare progressivamente ogni riserva di energia, correndo il rischio di muoverci come automi ma perdendo di vista il senso di quel che facciamo e delle nostre giornate. Per evitare che, alla lunga, l’attivismo frenetico arrivi a sfiancarci è importante riscoprire il valore del silenzio, un silenzio interiore che escluda, oltre ai rumori di fondo e alle interferenze mentali, anche l'eccesso di dinamismo. Questo particolare silenzio serve anzitutto a riconoscere gli automatismi che sbarrano la strada alla spontaneità e consente di affrancarsi dai ruoli che interpretiamo e che determinano, spesso inconsapevolmente, le nostre scelte ed esperienze.

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Il silenzio ti fa togliere le maschere

Ogni ruolo, come uno specchio, riflette un’immagine sempre uguale di noi stessi. Se le aspettative che proiettiamo sugli altri, il bisogno di aderire a schemi e modelli e la mania del controllo prendono il sopravvento, a farne le spese sarà l'istinto e con esso la possibilità di rinnovarsi. Portare in scena il personaggio diventa allora l’unico modo per conservare una quiete apparente o per sentirsi a proprio agio. Fortunatamente, però, non possiamo pensare di metterci al riparo da imprevisti e colpi di scena solo indossando una maschera o aderendo a un certo ruolo. La vita di ogni giorno è una continua avventura ma per riuscire a cogliere le opportunità che ci riserva è necessario coltivare quel silenzio interiore, la sola "forza" capace di farci contemplare e poi accogliere sorprese e imprevisti. Uno spazio che sia sgombro da doveri e ossessioni, aperto unicamente all’autenticità. Solo così potremo crescere, liberi di essere finalmente noi stessi. 

Diventare più forti riscoprendo il valore del silenzio

Ogni volta che ci troviamo a parlare di noi, facendo continue confidenze su stati d’animo, emozioni o episodi particolarmente significativi della nostra vita stiamo perdendo l’occasione di conservare a quelle esperienze e a quei sentimenti il ruolo di tutto rispetto che meriterebbero. In qualche modo, è come se stessimo offrendo in pasto al primo offerente la nostra intimità. Non solo ci esponiamo al giudizio e alle opinioni altrui ma deleghiamo a qualcuno di esterno il compito di assegnare un senso e un valore alle vicende dell’anima e, quasi inevitabilmente, ne veniamo influenzati. Il rischio, in questo caso, è di trovarsi a subire interferenze fuori luogo che alterano la nostra capacità di elaborare le esperienze e di trarre da ciascuna il messaggio più opportuno. Gli eventi clou della nostra vita si riducono così a chiacchiere da bar, perdendo inevitabilmente il loro valore, valore direttamente connesso con il nostro silenzio. Eccoci quindi a ribadire nuovamente l’importanza del silenzio, soprattutto sulle questioni più intime e private. In questo senso, è corretto dire che mantenere un segreto, evitando di sprecarsi in racconti e confessioni, ci preserva dal pericolo di svilirne la portata e contribuisce, al tempo stesso, ad alimentare la dimensione spirituale delle vicende vissute di pari passo con la capacità di farne tesoro.

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