Impara a parlare con te stesso

Quel che diciamo a noi stessi è decisivo: le parole sbagliate inquinano la mente, quelle giuste ci fanno rifiorire regalandoci autostima e benessere

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Le parole che diciamo a noi stessi sono importantissime: per capirlo, ecco uno stralcio del mio editoriale, che parla di Giulia. “Il motivo per cui chiedo aiuto è che io faccio del male agli altri. In che senso? Chiedo. E lei ripete: sono cattiva. Mi faccia un esempio di questa cattiveria, insisto. Giulia si fa silenziosa e dopo un po’ dice: ho tradito il mio compagno, gli ho fatto del male, l’ho fatto soffrire. Lui l’ha scoperta? Chiedo. Sì, mi risponde. Ed è questo il problema? Sì, anche questo. Se lui non se ne fosse accorto, lei non sarebbe cattiva? Si lo sarei lo stesso, ma lui mi ha perdonata. Adesso devo rigare dritta, non posso più sbagliare.” Ecco un modo dannoso di parlare con se stessi. Se io mi dico: ho tradito il mio compagno, me ne assumo la responsabilità, ho fatto questa scelta perché desideravo un altro uomo, allora io rispetto quel lato di me che desidera, che può commettere errori e pagarne le conseguenze, ma che è parte di me. Se al contrario comincio a ripetermi: “Io sono cattiva, ho sbagliato, meno male che lui mi ha perdonato”, io finirò per considerarmi sbagliata, portatrice del male, e questo è dannosissimo per l’anima, che è fatta di luci e di ombre.

 

Che cosa vuol dire parlare con se stessi?

Parlare con se stessi significa non accusarsi, non aggredirsi, non giudicarsi, non credere di aver fatto per forza cose sbagliate. Dobbiamo avere cura di quei lati di noi che commettono “errori”; solo accettando le parti ombra di se stessi così come accettiamo quelle che fanno tante cose belle allora si diventa persone complete, altrimenti si innesca una lotta interiore dove o uno diventa come schiavo di chi l’ha perdonata (come la protagonista del mio editoriale) oppure presto o tardi una nuova “ribellione” arriverà a rompere il rapporto. La vera cura è dunque accogliere le cose che pensiamo non vadano bene di noi: i nostri errori (ricordiamo che la parola “errore” deriva da errare, viaggiare…) senza che noi lo sappiamo, ci stanno portando sulla nostra strada…

 

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