Ansia
Ansia: l'immaginazione la fa tramontare

Gli stati d'ansia possono essere superati facilmente se ci affidiamo alle immagini e alla narrazione, che innescano il potere curativo del cervello antico

L’immaginazione ha un grande potere terapeutico, soprattutto nei confronti degli stati d’ansia: questa facoltà tipicamente umana non ci porta in sterili territori di fantasia, ma consente al cervello di attingere ai simboli più profondi, presenti in ognuno di noi. Solo attraverso le immagini la chimica cerebrale può modificarsi e riattivare meccanismi cerebrali bloccati, aiutando a risolvere anche i disagi e i conflitti più profondi. L’immaginata che state per leggere ha questo preciso scopo: è una narrazione fuori dal tempo e dalla storia, ideata per evocare in ognuno quelle risorse interiori che la riflessione cosciente non può raggiungere. Bisogna sempre ricordare che il vero benessere non viene dal pensiero razionale, ma dagli abissi misteriosi e a volte insondabili dell’anima… 

Come si usano le immaginate contro l'ansia?

Ti suggeriamo di registrare l’immaginata cercando di utilizzare un tono suggestivo (come se stessi raccontando una fiaba a un bimbo) rispettando le pause, che nel testo sono segnalate dai puntini di sospensione. Fatto questo, mettiti in una posizione comoda, preferibilmente sdraiato e in penombra, e inizia ad ascoltare la tua stessa voce...

Mi trovo al mare, in autunno, non c'è nessuno, il sole è caldo ma non scotta... è pomeriggio, sento qualche uccellino volare e cantare da un pino... da una chiesa lontana rintoccano le cinque, l’ora della calma, della pace... mi sembra di assorbire un'aria tiepida e sonnolenta, il mare mi culla... ho caldo e immergo i piedi nel mare... le gambe appoggiano sulle alghe che crescono sugli scogli, i piedi sono abbandonati e le onde li muovono dolcemente... sento la frescura dell’acqua, le onde massaggiano le gambe, piccoli pesci arrivano fin quasi a riva e appena muovo una mano nell'acqua scompaiono di nuovo nel mare...Gli scogli bagnati brillano come oro al sole del pomeriggio e i raggi che entrano nel mare illuminano misteriosi spazi di verde trasparente come vetro, come scrigni che si aprono su di un altro mondo... un mondo tranquillo, dove vorrei entrare, smeraldo puro e limpido, mentre le onde continuano a cullarmi... I pensieri si affievoliscono, le ansie si diradano... sento solo le sensazioni del corpo, buone sensazioni....

A un tratto sento qualcosa di morbido e scivoloso su di una gamba... un piccolo tentacolo, biancastro, si è avvolto intorno al polpaccio... Sto per divincolarmi, provo disgusto e fastidio, sorpresa e paura; però qualcosa dentro di me fa fermare il gesto istintivo di alzare la gamba, di gridare e strappare con le mani quel tentacolo viscido, che però non fa male... vicino alla superficie, nell’acqua trasparente e illuminata dal sole, vedo il polipo, che sembra guardarmi con curiosità... Di nuovo provo un po' di disgusto ma la curiosità vince, l’ansia diminuisce...Sento che questo strano essere non vuole farmi del male, ma stabilire un contatto... All'improvviso mi accorgo di provare un sentimento di profonda vicinanza con l'animale, e lui in un qualche modo prova simpatia per me... in quello che sta succedendo non c’è niente di strano, niente di male, c'è solo partecipazione e calma: tutto è così come deve essere.... 

...Così, senza pensare, senza paura, mi lascio scivolare dentro l’acqua tiepida... una parte di me dice che è una follia ma mi abbraccia una grande consapevolezza, una pace alla quale mi arrendo; mi avvolge il mare, il polipo allunga i tentacoli, sembra voglia danzare e nuotare con me; porgo le mani al polipo e lui le avvolge, senza stringere, i suoi occhi mi guardano...sembra voglia dirmi qualcosa, vuole farsi seguire... mi immergo nell’abbraccio del mare....non c’è ansia né paura mentre scivolo nell'acqua trasparente, smeraldina... con stupore mi accorgo che non ho bisogno di respirare, insieme al polipo mi lasco andare completamente, sono come senza peso...non c'è nessuna ansia, nessuna angoscia...so che non affogherò, è un sapere che viene dal mio corpo... fuori ho un peso, ho l'ansia...caldo...noia...ma qui tutto scompare; seguo il polipo che si gira a guardarmi, come per essere sicuro che io lo segua.... 

...Ora il polipo è sul fondo e allunga un paio di tentacoli tra le alghe verdi e marroni, mi avvicino piano sostenuto dal mare, senza bisogno di respirare, sento l’ossigeno che entra attraverso la pelle, non c’è oppressione né timore.... Il polipo, stretto in un tentacolo mi porge qualcosa, vuole che io lo prenda... allungo una mano, il tentacolo si svolge appena e lascia nel palmo qualcosa che brilla: è un anello, un anello d’oro... vuole tu lo prenda...è un dono....poco dopo il polipo si stacca dal fondo e risale, anche io devo risalire...ecco, ora sono fuori dall’acqua, sento le ruvidità dello scoglio, riprendo a respirare... appena sotto la superficie, vedo i grandi occhi del polipo, i suoi tentacoli avvolti intorno alle caviglie si staccano dolcemente, provo un senso di gratitudine e mi viene spontaneo dire grazie... sento che il polipo è contento, soddisfatto e mi sta salutando, scomparendo nel mare profondo... 

...Il sole scomparirà tra poco dietro le colline ma l’aria non è ancora fresca, mi sento pulito nel corpo e nella mente, rilassato, un po’ malinconico, ma senza ansia... nella mano stringo l'anello, brilla nella luce del tramonto, è un pegno, una promessa, un’amicizia...un dono... so che potrò tornare e immergermi nuovamente, ritrovare il polipo e danzare nella luce sommersa, liquida, nel grande respiro del mare... davvero tutto è veramente così come deve essere....

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