Cibo
Aneto, la pianta aromatica che aiuta a digerire

Usata per insaporire le pietanze, questa spezia vanta proprietà carminative, contrasta il gonfiore e combatte la ritenzione idrica. Presa la sera concilia il sonno e calma i nervi

L’aneto è un’erba aromatica usata in cucina per insaporire i piatti. Il suo nome scientifico Anethum graveolens deriva dai termini latini anethum, che tradotto vuol dire “tiene lontano i malanni”, e grave olens, che significa “odore pesante”, a indicare l’aroma forte e pungente emanato da questa piantina. Soprattutto dai semi freschi che, invece, una volta essiccati, diventano molto aromatici. Per questo chiamato anche “aneto odoroso” oppure “aneto puzzolente”. Pianta erbacea annuale appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, che assomiglia al finocchio selvatico, ha piccoli fiori gialli con cinque petali, foglie molto sottili verde-blu e semi allungati marroni verdi, con striature più chiare. Alta circa un metro, la pianta di aneto predilige terreni calcarei, fertili e ben drenati, esposti al sole, in climi caldo-secchi, tra i 500 e i 1.000 metri di altitudine (rara in Italia). Fiorisce tra giugno e luglio. Originario dell’India, l’aneto veniva già utilizzato in antichità, nella medicina popolare, come rimedio naturale per vari disturbi, soprattutto come digestivo e antispasmodico, ma anche per contrastare l’alito cattivo masticandone i semi. Gli antichi Greci lo usavano come sedativo per gli attacchi di epilessia. Detto anche “erba di Discoride”, dal nome del medico greco che somministrava l’aneto a tutti suoi pazienti. Gli antichi Romani usavano l’aneto per insaporire varie pietanze, ne facevano un largo uso soprattutto i gladiatori perché ritenevano che potenziasse la forza muscolare, tanto che oltre a consumarne i semi, si adornavano il capo con la pianta. Gli antichi Egizi ne conosceva le proprietà calmanti e sedative. Nel Medioevo l’aneto veniva impiegato per curare disturbi dello stomaco e insonnia.

 

Principi attivi dell’aneto

Composto da acqua (86%), carboidrati (7,2%), proteine (3,4%), fibre (2,1%) e grassi (1,2%). L’aneto contiene sali minerali (calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, potassio, zinco, manganese e rame), vitamine (A, gruppo B, C), amminoacidi (arginina, fenilalanina, metionina, prolina, serina, valina, triptofano, alanina, isoleucina, glicina, cistina, lisina, leucina, treonina, tirosina, acido aspartico e acido glutammico). Inoltre, contiene flavonoidi, tannini, cumarine, oli essenziali, resine e mucillaggini.

 

Benefici e proprietà dell’aneto

Dell’aneto si utilizzano sia le foglie (fresche o secche) sia i semi (solo se essiccati, perché freschi non hanno un buon odore). L’aneto è un toccasana per l’apparato gastrointestinale. L’aneto vanta qualità carminative, per cui facilità l’eliminazione di gas da stomaco e intestino ed è utile contro i gonfiori. Inoltre, ha uno spiccato potere digestivo, dato che stimola la produzione di bile e succhi gastrici, favorendo la digestione, come antiacido in caso di bruciori di stomaco, oltre che favorire la peristalsi intestinale. Ha poi anche importanti effetti depurativi e diuretici, aiutando a smaltire le scorie dovute all’accumulo di liquidi, causato dalla ritenzione idrica, lo rendono utile a contrastare la cellulite. Può essere consumato quindi anche nell’ambito di una dieta dimagrante. L’aneto, inoltre, è considerato un antinfiammatorio naturale (utili a contrastare anche malattie come l’artrite reumatoide). Il potere antiossidante di alcune sostanze contenute nell’aneto, poi, contrasta l’effetto nocivo dei radicali liberi e potenzia il sistema immunitario, oltre che conferirgli virtù antitumorali. Può essere assunto anche per il suo effetto antispasmodico, in caso di crampi allo stomaco, meteorismo e coliche. Oltre che lenire i dolori mestruali e alleviare i sintomi della menopausa, grazie alla presenza di fitoestrogeni. È considerata un’erba aromatica antisettica e rinfrescante, con proprietà disinfettanti e antimicotiche. Masticare una manciata di semi di aneto rinfresca l’alito e disinfetta le gengive, evitando il proliferare di batteri. L’aneto è impiegato anche in tisane tiepide nei gargarismi per far passare il singhiozzo, per il suo effetto rilassante. Grazie a queste sue proprietà calmanti, se assunto la sera prima di andare a dormire, sotto forma di tisana o infuso, agisce come sedativo e concilia il sonno, poiché abbassa i livelli di stress, risulta quindi utile per contrastare l’insonnia. A livello topico, foglie e semi frantumati, possono essere utilizzati nel fare impacchi o bagni per rinforzare le unghie fragili. L’aneto non presenta particolari controindicazioni, ma sempre melio confrontarsi con un esperto.

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L’aneto in cucina

L’aneto viene usato per aromatizzare diverse pietanze. Si usano tutte le parti della pianta: foglie, fresche o essiccate, oppure i semi. Ha un gusto intenso e pungente che è una via di mezzo tra finocchio e anice. In Italia viene usato poco, ma trova largo uso in ricette tipiche soprattutto del Nord Europa. In Germania e Ungheria con l’aneto si preparano sottaceti, soprattutto cetrioli. In Grecia, l’aneto è uno degli ingredienti fondamentali per preparare la tipica salsa a base di yogurt, lo tzatziki. Ottimo per insaporire patate bollite e verdure stufate, ma pure carni alla griglia, pesci grassi, come il salmone (anche affumicato) e marinature. Buonissimo anche su formaggi freschi, come feta e caprino, oppure per condire, zuppe, insalate di legumi e sulle uova strapazzate. I semi, interi o tritati, sono usati principalmente nella preparazione di pane e prodotti da forno, oppure salsine saporite. Con l’aneto si possono aromatizzare olio e aceto, da usare per condire e dare un gusto particolare ai piatti. Oltre che a preparare deliziosi liquori digestivi.

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