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Il sistema immunitario ci difende con la dopamina!

Uno studio ha evidenziato come la formazione di anticorpi contro virus e batteri è accelerata dalla dopamina, il neurotrasmettitore del buonumore

Per proteggerci in modo adeguato dall’attacco di agenti esterni (come virus o batteri) il nostro sistema immunitario deve essere molto veloce nell’agire. Molto si è scoperto negli ultimi anni sul funzionamento del sistema immunitario, ma un recente studio italo-australiano, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, ha fornito nuove e importanti informazioni per la comprensione di come lavori questo straordinaria linea difensiva.  La ricerca è stata portata avanti da un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano, in collaborazione con l’Australian National University di Canberra.

I neurotrasmettitori ci difendono!

Da tempo si sapeva che all’interno del sistema linfatico (parte importante del sistema immunitario) oltre ai meccanismi di segnalazione tra cellule già noti, ne esistevano altri da scoprire;  l’attenzione è stata, quindi, rivolta in modo specifico,  ai marcatori  presenti sui linfociti T, scoprendo la presenza in essi di granuli simili a quelli presenti nelle cellule nervose. Questi granuli all’interno dei neuroni contengono dei neurotrasmettitori per favorire la comunicazione tra cellule. Il passo successivo è stato scoprire quale fosse il neurotrasmettitore presente nei granuli, grazie a una tecnica molto sofisticata chiamata  spettrometria di massa: il risultato  è stato sorprendente, i granuli infatti hanno rivelato la presenza di un neurotrasmettitore molto potente, la dopamina.

La dopamina aiuta la comunicazione del sistema immunitario

La dopamina viene prodotta principalmente nel cervello ed è coinvolta nei circuiti legati alla motivazione e alla gratificazione, motivo per cui spesso viene definita come la “molecola della felicità”. Quando il nostro organismo viene in contatto con un agente esterno, virale o batterico, il sistema immunitario si attiva per produrre anticorpi in grado affrontare il problema. Gli anticorpi devono essere fatti “su misura” come un vestito per rispondere a quello specifico virus o batterio: questo  può avvenire grazie ad un sistema di interazione tra linfociti T (che danno istruzioni) e linfociti B (che producono gli anticorpi). La dopamina ha appunto la capacità di rendere più rapida ed efficace questa comunicazione.

Una scoperta importantissima

La scoperta del ruolo della dopamina nel processo di produzione degli anticorpi potrà aprire la strada, in futuro, allo sviluppo di nuove terapie che possano modulare questo canale di comunicazione, in modo da “ correggere” la situazione in caso sia di ridotta risposta immunitaria o di eccessiva attivazione, come si verifica nelle malattie autoimmuni dove c’è una produzione abnorme di anticorpi “inutili” o addirittura dannosi. 

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