Questo mese depura i reni e il gonfiore se ne andrà
Erbe e fitoterapia

Questo mese depura i reni e il gonfiore se ne andrà

Drenando questo organo filtro, il corpo ristabilirà da solo il corretto equilibrio acido alcalino, indispensabile per ridurre la pancia gonfia

A gennaio il rialzo degli acidi urici è un problema “fisiologico” comune a molte persone: la cura che consigliamo qui va seguita per una settimana, al fine di tamponare l’eccesso di acidità favorito dalla dieta squilibrata di fine anno. Il modo migliore per diluire gli acidi urici è incrementare il consumo di liquidi, che diluisce le tossine e sostiene l’attività dei reni, favorendo l’espulsione degli scarti acidi.

Correggi così la dieta e pulisci i reni

Per una settimana, cerca di evitare birra, vino e superalcolici e, in più, elimina i cibi ricchi di purine, sostanze dalla cui degradazione dipende la formazione degli acidi urici: alici, aringhe, acciughe, sgombri, selvaggina, dadi ed estratti di carne. Attenzione anche ai crostacei, ai cibi ricchi di sale, alla carne rossa e ai formaggi stagionati, che possono aumentare la concentrazione delle purine nel sangue. Via libera a verdura e frutta di stagione, pesce fresco e cereali grezzi. Ma come depurare efficacemente i nostri reni? Ecco cosa fare, dal mattino alla sera.

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Mattina: con l’estratto di alga marina cattura gli acidi in eccesso

Esistono sostanze naturali che hanno una particolare affinità con gli acidi urici e riescono a catturarli per poi inglobarli nelle feci e smaltirli attraverso l’intestino: fra queste spicca l’Ascophyllum nodosum, un’alga marina che cresce lungo le coste dell’Oceano Atlantico. Quest’alga contiene iodio in quantità moderate, apporta minerali come ferro, selenio, zinco, potassio, calcio, magnesio e fosforo, vitamine del gruppo B (inclusa la preziosa B12) e le vitamine D, E, H e K. La presenza di alginati e di polisaccaridi, inoltre, contribuisce al mantenimento di un corretto equilibrio acido-alcalino, mentre clorofilla, carotenoidi e fucoxantina promuovono l’espulsione degli acidi urici e dei metalli pesanti.

Prendila in capsule, con tanta acqua!

Richiedi in farmacia o in erboristeria un integratore in capsule che contenga l’estratto di quest'alga e assumine una dose la mattina, durante la colazione, accompagnata da un grande bicchiere d’acqua naturale. La cura deve durare come minimo una settimana e al massimo un mese, e può essere ripetuta più volte all’anno.

Durante il giorno regolarizzati con la tisana delle 6 erbe

Accompagna la prima parte della giornata bevendo a piccoli sorsi una tisana di erbe alcalinizzanti, che sciolgono i cristalli di acidi urici, contrastano la ritenzione idrica e liberano i reni dagli eventuali accumuli di renella. Questa miscela è composta dalla verga d’oro (la vera “nemica” degli acidi urici), dalla rosa canina e dalla saponaria (antiossidanti, depurative e fonti di vitamina C), dal sambuco (che favorisce la traspirazione e l’eliminazione degli acidi urici tramite il sudore), dalla frangola e dalla ginestra (antinfiammatorie, dolcemente lassative e toniche renali).

Te ne serve un litro al giorno

Fai preparare dall’erborista una miscela composta da: 20 g di verga d’oro (pianta intera), 15 g di saponaria (radici),15 g di sambuco (radici), 10 g di frangola (corteccia), 20 g di ginestra (pianta intera) e 20 g di rosa canina. Poni 3 cucchiai di questa miscela in un litro d’acqua, porta a ebollizione, attendi 5 minuti, lascia intiepidire e filtra. Travasa la tisana in un thermos e bevila durante tutta la mattinata, fino a poco prima dell’ora di pranzo. Dolcifica con il miele di erica.

Pomeriggio: assumi l’infuso di piante amare

Nel pomeriggio, continua ad assumere liquidi utilizzando una tisana che agisce come alcalinizzante del sangue e come depurativo del fegato: in questo caso, le erbe da privilegiare sono l’equiseto, il frassino e la betulla.

- L’equiseto è una pianta “specializzata” nel neutralizzare gli accumuli di scorie acide che si depositano soprattutto a livello delle cartilagini, nella pelle, nelle mucose e nel tessuto connettivo.

- Il frassino, dal canto suo, depura tutti i liquidi interni, è antinfiammatorio, abbassa i livelli di colesterolo e acidi urici nel sangue e rivitalizza le funzioni del fegato.

- La betulla, infine, è la pianta che stimola i processi di drenaggio della linfa e del sangue, con un’azione purificante e antinfiammatoria su tutto l’ambiente interno del nostro corpo.

Te ne basta mezzo litro

Fai preparare dall’erborista una miscela composta da 50 g di equiseto (radici), 20 g di frassino (corteccia) e 20 g di betulla (pianta intera). Metti 3 pizzichi di questo mix in 500 ml di acqua, porta a ebollizione, attendi 5 minuti, lascia intiepidire e filtra. Travasa la tisana in un thermos e bevila durante il pomeriggio fi no all’ora di cena. Anche in questo caso, puoi dolcificare la tua bevanda con del miele di erica.

La sera porta a tavola la zuppa d’orzo e bardana

L’olio extravergine d’oliva aggiunto a crudo alle minestre regala all’organismo un’ottima riserva di vitamina E, un’altra sostanza che contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di acido urico. Ma l’olio d’oliva (di tipo scuro, più denso e grezzo) diventa un vero farmaco se lo usi per condire una minestra di bardana (l’erba amara amica del fegato), porri, cipolle, ortica, carote e ravanelli (interi e sotto forma di foglie), che riforniscono il corpo di vitamine, sali minerali e antiossidanti. Può anche essere cucinata con l’aggiunta di orzo, diventando così ancora più ricca in sapore, energetica e saziante.

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