Erbe e fitoterapia
Sedum Telephium, ripara la cute lesa e infiammata

Il fitocomplesso del Sedum Telephium unisce l’azione antibatterica, antinfiammatoria, antiossidante e lenitiva: è particolarmente efficace per cicatrizzare le ferite della cute e le punture di insetti

Il Sedum Telephium, chiamato anche Erba della Madonna, è una pianta grassa, erbacea, perenne dalle foglie carnose e i fiorellini gialli, appartenente alla famiglia delle Crassulaceae. Sia i fusti che le foglie del Sedum hanno la funzione di immagazzinare acqua. Per questo suo tipico aspetto, il Sedum viene comunemente coltivato a scopo ornamentale. Il genere comprende, infatti, un numero molto elevato di specie, circa 450 e la sottospecie di questa pianta da sempre utilizzata nella medicina popolare si chiama “maximum”. Fu il monaco di Vallombrosa, Fulgenzo Vitman, docente anche di botanica farmaceutica, a descrivere per primo le proprietà curative della pianta nel 1770; mentre, negli anni ’80, diverse sperimentazioni condotte in ambito chirurgico a Siena e a Firenze, sulla scorta delle intuizioni del dottor Sergio Balatri, confermarono le sue proprietà cicatrizzanti.

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Principi attivi

Il sedum contiene un ricco fitocomplesso in cui si individuano flavonoidi, polisaccaridi, resine, mucillagini, pectine e polifenoli. Le proprietà curative antiossidanti e vasculoprotettive sono dovute alla presenza di glicosidi flavonolici, ovvero kampferolo e quercetina; mentre l’azione antinfiammatoria e immunostimolante si associa alla presenza dei polisaccaridi.

 

Proprietà

Il Sedum è uno straordinario rimedio per la cura della cute infiammata e lesa. È un cicatrizzante naturale, dall’effetto antibatterico, antinfiammatorio, antiadesivo e riepitelizzante, efficace nel trattamento di ferite, ulcere, giraditi, ascessi, dermatiti, ustioni, punture di insetti e utile anche nel favorire la fuoriuscita di corpi estranei sottocutanei. Calma prurito e dolore; inoltre, previene e contrasta la comparsa di acne e foruncoli, verruche e calli.

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Usi e applicazioni

In erboristeria, le foglie del Sedum si utilizzano, sempre ad uso esterno, in diversi modi: fresche, in tintura madre, in gel e in estratto secco, quest’ultimo derivante dall’estrazione in acqua delle foglie fresche spremute. Le foglie migliori da utilizzare sono quelle raccolte tra luglio ed agosto, quando la pianta inizia a fiorire. È semplice farne un’efficace scorta: dopo averle lavate ed asciugate, infatti, le foglie si conservano in un contenitore ermetico all’interno del congelatore fino al momento dell’utilizzo perché lo scongelamento, oltre a facilitare la rimozione della pellicola dalla pagina inferiore, provoca la rottura delle cellule vegetali e perciò la fuoriuscita dei principi attivi direttamente sulla superficie da trattare. Ecco in quali casi applicarle.

Ulcere della pelle o della bocca, ustioni e piaghe, cute infiammata, foruncoli: per ottenere un effetto antinfiammatorio naturale, aiutando la cicatrizzazione delle parti interessate dalle ferite, le foglie fresche si applicano direttamente sulla cute lesa, dopo aver rimosso la pellicola inferiore, si fissano con un cerotto, per poi rimuoverle e sostituirle dopo 12-24 ore.

Punture di insetti: il gel ricavato dalla pianta agisce contro il prurito, è lenitivo e risolvente. Si possono applicare anche le foglie fresche.

 

Cautela e precauzioni

Si possono verificare casi di allergia, con dermatite locale, generalmente dopo 4-5 giorni di trattamento. In questo caso, basta interrompere l’applicazione e applicare con una pomata all’ossido di zinco. Una volta risolta la reazione cutanea, il trattamento può essere ripreso.

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