Con la vite canadese articolazioni e muscoli in salvo
Erbe e fitoterapia

Con la vite canadese articolazioni e muscoli in salvo

I germogli di questa pianta rampicante contengono una sostanza assai efficace nel lenire reumatismi, artriti e mal di schiena, disturbi comuni a cavallo fra novembre e dicembre

La Vite canadese, nota anche come Vite vergine, è un rampicante a foglie alternate di un bel colore verde che in autunno si tingono di un color giallo-oro tendente al bronzo assai suggestivo. Il rimedio naturale più importante che si ricava da questa pianta è il gemmoderivato (noto anche come macerato glicerico): quest’ultimo si ottiene dalla macerazione dei suoi giovani germogli. Benché le proprietà terapeutiche della vite canadese siano conosciute da poco tempo, il suo macerato si è imposto come importante rimedio per quanto riguarda le affezioni a carico del sistema osteoarticolare, soprattutto in caso di artrite e nelle sindromi infiammatorie che si localizzano nelle articolazioni e nei tessuti connettivi. Più nello specifico, le sue indicazioni sono le sindromi reumatiche su base infiammatoria come l’artrite e l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, la periartrite scapolo-omerale, e le aderenze post-infiammatorie.

Ottima per artrosi, gotta e tendiniti

In caso di artrite la vite canadesesi può associare ai macerati glicerici di Vitis Vinifera e Ribes Nigrum; con i macerati glicerici di Pinus Montana o Rubus Fruticosus è indicata nel trattamento di artrosi deformante e dolori alla schiena, con i macerati di Fraxius e Ribes Nigrum è ideale per tendinite e gotta.

Come si usa: La posologia media di questi rimedi è di 50 gocce 2 o 3 volte al dì. Se in abbinamento ad altri gemmoderivati prendere 50-60 gocce di ognuno una volta al dì. Le gocce vanno assunte 10 minuti prima dei pasti. La durata del trattamento con la Vite canadese varia a seconda dell’età e della gravità della patologia, partendo da un periodo di 1-2 mesi ad un massino di 6. Risulta essere utile intervallare ai cicli di trattamento l’uso del gemmoderivato di Betulla (50 gocce al dì per almeno 20 giorni) che con la sua azione drenante e depurativa aiuta a liberare il nostro organismo dalle tossine prodotto durante il trattamento.

Perché proteggere le ossa quando l’anno volge al termine

Quando sentiamo un “dolore osseo”, il fatto non riguarda in realtà la struttura scheletrica, ma le articolazioni, cioè quei punti del corpo (come ad esempio il gomito, il polso, il ginocchio, le vertebre) in cui ossa, tendini, cartilagine e legamenti si connettono fra loro per creare la possibilità di movimento. Sono quindi le articolazioni e non solo le ossa farsi carico del sovrappiù di sostegno – fisico ed energetico – di questo periodo dell’anno. Queste strutture sono “luoghi di passaggio” tra una parte del corpo e un’altra, proprio come – per analogia funzionale – i mesi di novembre e dicembre segnano il passaggio di stagione e conducono all’inverno. Detto questo il freddo e lo stress del periodo possono dare origine a contratture e a uno stato di tensione muscolare, che può dare origine a infiammazione ai tendini particolarmente dolorose.

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