Reflusso, un “fuoco” di ritorno

Questo disturbo parla della resistenza dello stomaco ad ingerire cibi sgraditi e analogicamente, del rifiuto nei confronti di situazioni disturbanti o di stress

Come consuetudine, in questo videoblog parliamo  del significato psicosomatico delle malattie. Oggi in particolare  Vorrei raccontarvi qualcosa di un disturbo noto come reflusso gastroesofageo. Non si tratta di una patologia grave ma può essere molto fastidiosa. Durante il processo digestivo si ha la sensazione che il fuoco gastrico ritorni su, appunto lungo il tragitto esofageo. I termini “ritorni su” o “ritorni indietro” già ci danno un’ idea di cosa sta accadendo all’interno dell’apparato digerente. Quest’ultimo ha un percorso che dalla bocca, all’esofago, allo stomaco, tende a scendere verso l’intestino dall’alto verso il basso. È quindi una sorta di “cremagliera” lungo la quale il cibo viene smontato pezzo a pezzo fino a poter essere assorbito. Nel reflusso gastroesofageo assistiamo ad un fuoco di ritorno: dallo stomaco c’è qualcosa che, durante il processo digestivo, torna prepotentemente indietro come se il cibo non volesse scendere giù, come se lo stomaco utilizzasse questa sintomatologia come un atteggiamento oppositivo nei confronti di qualcosa che non vuole ingerire e non vuole far passare nell’intestino dove questa sostanza verrà assorbita.


Quando Il reflusso “esprime” i nostri NO!
Accade quindi qualcosa di molto simile ad una polemica da parte del nostro stomaco, che  “si vuole far sentire”, che sfiamma verso l’alto, come a dire “quello che mi avete mandato giù e che io devo lavorare non va bene”. Sono bocconi che abbiamo ingerito a forza, a fatica, che in qualche modo ci hanno obbligato ad ingerire. Come quando, da bambini, qualcuno forzatamente ci infila in bocca qualcosa con il cucchiaino. Il reflusso secondo una lettura psicosomatica può comparire allora quando siamo obbligati ad ingerire cibi ma anche, situazioni, ambienti, persone che per le più diverse ragioni non vogliamo assimilare e assorbire. In qualche modo il reflusso è quindi un modo per rimandare indietro qualche cosa che non ci va di tenere dentro.


La “ribellione” che diventa fuoco
All’interno dello stomaco il processo digestivo agisce attraverso l’acido cloridico che è un fuoco: il processo inizia dalla bocca ma svolge la sua funzione primaria all’interno dello stomaco. Qui, il fuoco dell’acido cloridico smonta pezzo per pezzo le prime fasi della digestione. Questo fuoco emerge come se la “polemica dello stomaco” fosse furente, aggressiva, sofferente. Il reflusso gastroesofageo porta con se questi tipi di vissuti dato che lo stomaco, in una sorta di situazione di dipendenza (cioè è dipendente da quel che noi gli diamo da “mangiare”), non può decidere lui cosa mangiare e digerire. Subisce fisiologicamente una situazione: gli arriva giù del cibo. Rimandando indietro queste fiammate è come se dicesse “voi non tenete conto del mio parere, di ciò che io desidero e in qualche modo vi rimando un messaggio di fuoco irritato, esasperato, forzato”.


Il reflusso segnala quando siamo troppo vicini al limite
Il reflusso gastroesofageo ci deve portare a fare una semplice osservazione: quando si affaccia? In che momenti mi disturba? Non pensiamo che accada semplicemente mangiando un cibo pesante e difficile da digerire. Pensiamo che quando il reflusso si affaccia, ci sia una parte di noi che ci sta avvisando e dice: “guarda che quello che stai facendo non va bene. Ti stai fidando troppo della tua capacità di assorbimento”. Pensate per esempio ad un incassatore di pugilato che, forte della sua robustezza fisica, incassa dei colpi. Questo atleta si convince di essere in grado di gestirli, di amministrarli, ma non è così… Analogicamente lo stomaco ci dice :“siamo arrivati al limite, non ce la faccio più, ti rimando questo messaggio di fuoco perché tu possa renderti conto”. Quindi osservarsi bene nel momento in cui il reflusso gastroesofageo si affaccia è il modo migliore per prender coscienza di un nostro modi di essere nel mondo, di un nostro stile, di una nostra caratteristica: possiamo arrivare ad un certo punto ma certe cose non le possiamo tollerare,  più di tanto non possiamo mandarle giù. Il reflusso è un allarme che ci avvisa che siamo arrivati al limite. Come sempre, l’osservazione consapevole è l’atteggiamento più corretto da adottare nei confronti del disagio. Le osservazioni e le considerazioni che farete, potranno portarvi via via a vedere il fuoco del reflusso che sfuma; significherà chi siete comportati correttamente. In caso contrario il reflusso si farà ancora più forte e quindi non avrete  compreso di che pasta siete fatti. Il disturbo serve proprio a questo: per avvisarci, per orientarci e per farci prendere coscienza di qualche cosa che non va ma che noi tutti siamo in grado di correggere. Grazie per l’ascolto e arrivederci al prossimo post.

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Per saperne di più sul reflusoo: Curare lo stomaco

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