Psicosomatica
Dolore al ginocchio? Te ne liberi con la mente!

Quando ci si ostina a voler essere perfetti in ogni ambito dell’esistenza, a farne le spese non è soltanto l’elasticità mentale, ma anche quella del corpo

Marzia, 35 anni, in carriera da anni in una grande multinazionale, sembra conoscere bene il problema. La sua vita - racconta, è molto stressante: “Oggi la competizione è tremenda e io sono sempre stata molto orgogliosa. Da ragazzina pur di essere la più brava, a scuola e nello sport, mi massacravo di fatiche. Questi ultimi anni, in azienda, sono stati pesantissimi. Purtroppo il mio capo è una persona rude, presuntuosa, incline ad umiliare colleghi e sottoposti, me in primis, che invece di tacere faccio di tutto per imporre le mie idee. Tante volte ho sofferto in silenzio fino alle lacrime ma senza mai darlo a vedere: nessuno deve piegarmi mi dicevo. Dovevo frenare le gambe per non scappare via… e proprio in quei momenti sono iniziati i miei problemi e il dolore al ginocchio. Le fitte cominciavano non appena mi alzavo o mi sedevo alla scrivania e, in poco tempo, ho dovuto rinunciare anche al jogging, la mia grande passione.” Il dolore al ginocchio si è fatto sempre più intenso fino a costringere Marzia a un operazione chirurgica, ma non appena comincia a stare meglio ecco che il dolore torna a tormentarla, coinvolgendo, questa volta, il anche ginocchio sinistro. Quando arriva in psicoterapia, lei stessa ha già intuito quanto l’eccesso di competizione a cui si sottopone abbia giocato un ruolo centrale in questi disturbi.

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Riparti di slancio riscoprendo la morbidezza

Molti individui, come Marzia, si ritrovano a scontare il prezzo della loro rigidità a livello corporeo. Le articolazioni per funzionare al meglio devono essere elastiche, lubrificate, ammortizzate a sufficienza per aggirare gli ostacoli o smorzare i contraccolpi che la vita ci riserva. In questo senso, la metafora del corpo rimanda direttamente a un problema di atteggiamento mentale che trova i suoi pilastri in una dose eccessiva d’orgoglio e superbia. Perfezionista e testarda, Marzia rifiuta in tutti i modi di mostrare all’esterno limiti e debolezza fin quando il suo disagio non precipita nel corpo. Simbolicamente parlando, il ginocchio rimanda al tema dell’andare avanti nella vita e all’affermazione di sé. Il suo dolore al ginocchio esprime quindi simbolicamente la difficoltà a procedere lungo il cammino intrapreso, un fatto che può riguardare diverse questioni: personali, relazionali, di adattamento ad ambienti e situazioni. In tutti questi casi, diventa indispensabile recuperare flessibilità, rinunciando all’idea di dover essere sempre all’altezza. Un po’ di morbidezza non può che andare a beneficio di chi vive ogni giorno in competizione col mondo.

Riconoscendo i tuoi limiti, arrivi a superarli

Il terapeuta ha aiutato Marzia a riflettere sulla sua rigidità approfondendo le occasioni, presenti e passate, in cui non si è concessa un attimo di tregua o il bisogno di primeggiare le ha impedito di ammettere fatiche e difficoltà. Nel corso della terapia, Marzia ha ripercorso le principali tappe della propria vita e carriera, fino a scorgere nell’eccesso di orgoglio il comun denominatore che trasformava anche i compiti più semplici in traguardi da tagliare prima e meglio degli altri. Senza eccessiva fatica, solo notando bene questo aspetto, ha iniziato a esser più elastica, meno cocciuta, più disponibile a mediare o ad accettare di buon grado anche i pareri e le critiche che non le fanno piacere. Cedevolezza, in questo caso, non fa rima con debolezza ma rimanda, al contrario, ad una sorta di saggezza che aiuta a vivere meglio la vita, senza lasciarsi sconvolgere da imprevisti e contrattempi. La sua esistenza, in poco tempo, è diventata più leggera e i dolori al ginocchio stanno svanendo...

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