Psicosomatica
Il corpo si ribella... alla troppa normalità!

Molto spesso pensiamo che la normalità sia la sola strada da seguire, ma se nella vita la passione e la vitalità non hanno spazio il corpo presenta il conto

Ci scrive Elisa, una lettrice di Riza Psicosomatica che non riesce a darsi pace: “Sono prigioniera di questa situazione da ormai cinque anni e ho bisogno di un consiglio! Frequentavo il classico “cattivo ragazzo”, tossicodipendente, tatuato dalla testa ai piedi, con i capelli lunghi… Per lui provavo un’attrazione fortissima, una sensazione che non avevo mai sperimentato con nessuno prima. Questa conoscenza però mi ha quasi fatto uscire di testa perché razionalmente non l’accettavo e quando gli ho proposto una relazione stabile, ufficiale e monogamica, lui si è tirato indietro. Fra alti e bassi, litigate e riappacificazioni, alla fine la relazione è naufragata. Con il tempo però ho preso 30 kg e sento che c’è qualcosa dentro di me che sto tentando di soffocare con il cibo. Nonostante questo, sto cercando di vivere una vita apparentemente normale, ma in realtà vuota: lavoro con i miei, ho un fidanzato socialmente accettabile, uno che dove lo metti sta e un gruppo di amici senza il minimo spessore ma assolutamente normale...." 

Se non sei felice il corpo se ne accorge 

Molte volte nella vita tendiamo a farci sopraffare dai pregiudizi e dai progetti che abbiamo in mente. Siamo fermamente convinti che quello di cui abbiamo bisogno per trovare la felicità sia la normalità e la storia di Elisa ne è un classico esempio. È convinta che questo ragazzo non vada bene per lei, forse per il suo stile di vita estremo e il suo look particolare, forse per il fatto che non voglia impegnarsi seriamente.  Per Elisa tutto questo è sbagliato ma, quando dopo numerosi tira e molla riesce a chiudere, di colpo la sua vitalità si spegne e lei ingrassa di ben 30 chili. Elisa si rifugia in una vita normale, che lei stessa definisce vuota: accetta il compromesso purché sia il più lineare e stabile possibile. Passa da un ragazzo fuori dagli schemi a un fidanzato che nemmeno le piace ma che, sempre parole sue, è socialmente accettabile; in più, ha degli amici che non stima e non apprezza e un lavoro che non la rende davvero felice.

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Quando i ruoli si invertono… 

Ma l’email di Elisa continua: “Ecco la terribile verità: il vero desiderio che sento è di riavere il mio ex, anche se lui non è esattamente il partner perfetto e non vuole impegnarsi. Da quando abbiamo chiuso, lui ha continuato a scrivermi, chiedendomi che fine avessi fatto e perché fossi sparita. Mi ha ripetuto più volte che non vuole tagliare i rapporti con me e che se non mi fido, piuttosto che perdermi, preferisce eliminare il sesso tra di noi perché gli piaccio anche di testa e non vuole che ci siano problemi. Fatto sta che dopo anni mi ha chiesto di uscire e ho accettato: non sento più il bisogno di proiettare su di lui i miei bisogni affettivi, quindi ho deciso di vederlo solo per far sesso. Ho notato che lui invece ha problemi di erezione e mi chiedo se ciò dipenda anche dal fatto che ho preso tutti questi chili e magari non lo eccito più come un tempo a livello fisico. Ne abbiamo parlato e lui continua a ripetermi che io gli piaccio anche di testa, che non vuole perdermi e che se il sesso è un problema, lo eliminiamo. A me tutto questo ha sorpreso e di nuovo mi chiedo se stia solo mentendo perché ha capito come sono fatta e tenta solo di rassicurarmi per portarmi comunque a letto o se sia davvero cambiato.” 

Non ti serve lui, ma incontrare la tua Ombra 

Un caso del genere sarebbe tanto piaciuto a Carl Gustav Jung; il grande psicoterapeuta sosteneva che, quanto più ci identifichiamo nella maschera sociale, nel personaggio che recitiamo ogni giorno, tanto più la vita ci porta incontri inquietanti, con uomini o donne diametralmente opposte alle regole della maschera. A Elisa quel ragazzo "ribelle" serviva per incontrare se stessa, o meglio la sua passionalità, la sua sregolatezza, la sua voglia di vivere (anche) fuori dagli schemi: ovvero, l'Ombra. Non a caso, appena "normalizzata", la sua vita si è svuotata di senso e riempita di chili in eccesso. Elisa è convinta di desiderare ancora lui, ma in realtà rivorrebbe indietro solo la sua vitalità, che l'eros incarna ma che non si esaurisce in esso. Ultimo paradosso: ora è quel ragazzo ribelle a desiderare le attenzioni affettive e non fisiche di Elisa, come se la distanza fra i due avesse invertito i ruoli. Le difficoltà erettili del ragazzo non hanno a che vedere con l'aspetto di Elisa e infatti lui non le chiede di dimagrire, anzi si dichiara disposto a fare a meno del sesso. Lui non ne ha più necessità (e ora la vuole come mamma protettrice...), ma lei sì, o meglio ha bisogno di fare finalmente la pace con quel lato passionale di sé che, sepolto per tanto tempo, è tornato fuori. Non ha bisogno di lui, ma di sé stessa.

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