Raffaele Morelli: In te c'è una donna nascosta che ti salva
L'aiuto pratico

Raffaele Morelli: In te c'è una donna nascosta che ti salva

Quando un rapporto finisce, accanirsi per rimettere le cose a posto porta a cronicizzare il dolore. Lucia e Michela si sono rivolte invece a un lato profondo che ha fatto loro riscoprire la gioia di vivere

C’è un lato di noi profondo, capace di curarci e di farci superare anche i dolori più intensi, pronto a emergere nei momenti difficili. Come è accaduto a Lucia, quando la sua “Donna Naturale” è scesa in campo dopo un abbandono. Sentite cosa mi ha scritto.

La lettera di Lucia:

«Buongiorno dottore, un anno e mezzo fa le avevo scritto dicendole che ero disperata perché il mio compagno mi aveva lasciata improvvisamente dopo 18 anni. Non volevo più vivere e sono caduta in depressione, ho passato 5 mesi a letto, ho fatto una cura di antipsicotici, antidepressivi, ansiolitici… Inizialmente mi ha fatto bene ma dopo 2 mesi ho iniziato ad avere ricadute pesanti nonostante i farmaci...

Ho sempre letto i suoi libri, guardato attentamente i suoi video, ascoltato i suoi preziosi consigli anche se non riuscivo a metterli in pratica... Ho ricominciato a vivere cercando di apprezzare le piccole cose, un tramonto, un fiore, un animale... Ho ricominciato a fare le mie lunghe passeggiate nei boschi concentrandomi su ciò che la natura mi offriva di grandioso...

Stavo sempre male ma riuscivo a ritagliarmi qualche attimo, qualche secondo, qualche minuto di serenità e di pace. Ho iniziato a diminuire i farmaci nonostante il mio psichiatra fosse contrario, in pochi mesi ho trovato nuove amiche ed amici nonostante il covid ed il lockdown. É stata dura perché le ricadute c’erano benché meno frequenti e più brevi. Ho cercato di prendere esempio dagli animali che vivono il qui ed ora, decondizionati da sovrastrutture mentali inutili e dannose, ho preso esempio dai bambini. Sentivo le sue parole dottore, risuonare dentro di me...

Il 9 di maggio si è sentita male la mia adorata gatta Baghera di 23 anni. Dolore, preoccupazione, il 10 di maggio mi sono svegliata e ho sentito dentro di me una forza e un’energia nuova, ma soprattutto ho sentito la voglia di vivere. La mia micia purtroppo non ce l’ha fatta... Mi ha lasciata dopo pochi giorni.

Sento molto dolore, moltissimo ma non sono depressa. È successo tutto come per magia da un momento all’altro e in una situazione dolorosa di lutto… Non me lo spiego. Sto bene dentro, sto bene con me stessa, sono felice di vivere nonostante i dolori, le perdite, le nostalgie. Guardo al futuro con positività. Non sono più neppure una ragazzina, ho 57 anni, ma non li dimostro e mi sento giovanissima adesso. Ho riscoperto la mia sessualità e il mio essere donna. È cambiato tutto all’improvviso, come per magia. Sarei felice se potesse parlare di questa mia esperienza qualche volta. Ho scritto un lungo messaggio sui social per condividere con gli altri la mia piccola storia, per dare coraggio a chi, come me, credeva di non farcela. Sono nata una seconda volta e il merito credo sia anche suo, dottore. Grazie.

Con affetto,
Lucia».

raffaele morelli

Vuoi ricevere in anteprima gli articoli del dott. Morelli?

Iscriviti alla newsletter di Raffaele Morelli: ogni venerdì riceverai un articolo del dott. Morelli, da leggere comodamente nel corso del weekend.

ISCRIVITI ORA

Il colloquio con Michela

Spesso la funzione dell’abbandono è quella di farci scoprire la presenza dell’anima ancestrale, la “Donna Nascosta” che è stata soffocata durante la relazione. A volte veniamo lasciati proprio per ritrovarla. Anche Michela, 35 anni, come è accaduto a Lucia, è stata lasciata e non si dà pace. Mi è venuta a trovare disperata tempo fa: vi riporto la trascrizione di una seduta perché spiega bene ciò di cui stiamo parlando.

Michela: «Sono molto delusa».
Raffaele: «In che senso?».
Michela: «Sì, mi sento molto delusa da me, non riesco a dirmi che il fatto che se ne sia andato forse per me è la cosa migliore» (Silenzio. Piange per 2-3 minuti).
Raffaele: «Si ricorda cosa abbiamo detto nella scorsa seduta?».
Michela: «Sì, che questo addio, questo dolore che provo mi sta dicendo che c’è un’altra donna dentro di me, che vuole rinascere. Io sono d’accordo, ma comunque sto male».
Raffaele: «Sì, si tratta di comprendere che il suo è il dolore di un parto. Come se ci fosse una nuova Michela che vuole venire alla luce…».
Michela (mi interrompe): «Lo capisco, ma è più forte di me, lo chiamo anche se è sbagliato perché voglio recuperarlo: non sopporto lo smacco di vederlo andare via con un’altra. Capisce?».
Raffaele: «E poi?».
Michela «Sì, so che sbaglio, che farmi vedere che piango lo fa scappare ancora di più. Ma è più forte di me. Io lo amo, lo voglio (Singhiozzando)».
Raffaele: «Parliamo della Michela nascosta, sconosciuta? Che dice?».
Michela: «Ok».
Raffaele: «Chiuda gli occhi: provi a immaginarsi come se lei fosse un’altra donna».
Michela: «Tipo, una donna che mi piace?».
Raffaele: «Sì, provi a cercarle un nome…».
Michela (a occhi chiusi, risponde in un attimo): «Carmen… Sa come la danzatrice. Mi ci vedo come Carmen, sa? Ballo il bolero, vestita di nero con dei lustrini rossi sui capelli».
Raffaele: «Dove balla?».
Michela (sempre a occhi chiusi e ridendo): «Sul tavolo. E ci sono persone intorno che mi chiamano, mi dicono dai Carmen, balla ancora».
Raffaele: «Mi domandavo cosa sono le altre cose che piacciono a Carmen».
Michela (senza esitare): «Stare nella penombra, con la candela e dire una preghiera. Non il rosario. No, una preghiera alla vita, alla natura, ai fiori. Sa che a volte compro dei fiori e gli parlo? Li annuso e gli dico proteggetemi, sento che loro hanno cura di me. Carmen non è come me, una che pensa sempre. Lei lascia andare le cose. L’estate scorsa c’era uno che mi faceva un filo bestiale, ma io mi sono fatta mille tentennamenti. Carmen si sarebbe divertita a farsi corteggiare, poi magari non ci faceva niente».
Raffaele: «Mi chiedevo che vestiti piacciono a Carmen».
Michela (sempre a occhi chiusi): «Gialli, gialli. Più di tutto il giallo canarino».
Raffaele: «E che cibi piacciono a Carmen?».
Michela: «Più di tutto il gelato alle castagne e la polenta con i formaggi. E sa quali sono i suoi fiori preferiti?».
Raffaele: «Mi dica».
Michela: «I tulipani, quelli viola…».

Per tutta l’ora in psicoterapia c’è stata solo Carmen. Se non fosse stato per l’abbandono, non l’avremmo mai scoperta. Ci sono altri mondi interiori che stanno per nascere quando veniamo abbandonati. Forse gli addii ci fanno maturare e rinascere come nessun altro evento della vita. Accanirsi per rimettere le cose a posto, per far rivivere un amore perduto, finisce per cronicizzare il dolore. Scoprire la “Carmen” dimenticata è la via della guarigione.

Scoprire la "donna sconosciuta" che hai soffocato per troppo tempo è la via della guarigione. E il dolore serve proprio a fartela ritrovare.

Vuoi raccontarci la tua esperienza, i tuoi dubbi, i tuoi successi? Manda una mail a raffaele.morelli@riza.it

raffaele morelli
Psichiatra e Psicoterapeuta. Fondatore e Presidente dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, Direttore responsabile delle riviste Riza Psicosomatica, Dimagrire, MenteCorpo.
TAG
VMRIZANATIVESPONSORED
VIDEO
VIDEO Come imparare a volersi bene
Iscriviti alla newsletter RIZA e ricevi notizie e suggerimenti per prenderti cura di te!
Test della settimana
Test della settimana
Come vivi le tue paure?